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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 432
PALERMO - 19/09/2015
Sicilia - A distanza di 24 ore dalla nomina a commissario straordinario

Irsap: Alfonso Cicero si è dimesso attaccando Crocetta

Nessuna nuova nomina sarà accettata dal diretto interessato Foto Corrierediragusa.it

A distanza di 24 ore dalla nomina a commissario straordinario dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, Alfonso Cicero (foto) si è dimesso e con una lettera inviata al Governatore Rosario Crocetta annuncia di non volere accettare la nomina. Cicero, nella lettera, accusa il presidente Crocetta del suo «assordante silenzio» che avrebbe contribuito «al suo isolamento» la «cui incolumità è stata più volte messa a rischio da plurime minacce di morte e gravissime azioni intimidatorie che hanno colpito» la «sua famiglia e i suoi più stretti collaboratori». «Collaboratori a cui ormai il sottoscritto è legato da profondo affetto, stima e sentimenti di gratitudine per la convinzione con la quale assiduamente affiancato, in questi anni difficili». «E’assai ambiguo – continua Cicero – che la »rivoluzione» di cui si professa paladino non le abbia suscitato la necessità e il dovere di palesare il suo sostegno e la sua vicinanza al sottoscritto, alla sua famiglia», scrive Cicero a Crocetta nella lettera di dimissioni. «Mai una telefonata, un cenno di interessamento». «Mai un Suo intervento presso le Istituzioni e mai l’esigenza di conoscere come un uomo, a rischio da anni, continui a condurre la propria vita e il proprio dovere contro le perverse e pericolose collusioni di cui sono intrise le aree industriali e di cui è necessario siano, definitivamente, liberate.

Soltanto una conferenza stampa, a seguito delle possibili dimissioni correlate ad una terribile intimidazione. Poi, il totale silenzio», dice ancora. «In nessun intervento pubblico e sulla stampa ha mai fatto cenno al sottoscritto ed alla sua azione di denuncia contro i poteri affaristico mafiosi che, forse, più dei consigli di burocrati e di personaggi »potenti»’ di cui si è avvalso, avrebbe potuto contribuire a dare senso e forza alla Sua tanto decantata rivoluzione – lamenta ancora Alfonso Cicero nella lettera a Crocetta – Tra i pochi incontri quello del febbraio 2014 e del luglio 2015, in cui ha chiesto solo cose inaccettabili e, pertanto, non accettate». «Assai prevedibile che la presente lettera costituirà, di certo, motivo di grande gioia e profondo senso di libertà per quel perverso sistema che, da tempo, il sottoscritto ha colpito nei vari contesti della Sicilia», dice.

«Fiero di aver dato tutto, in modo serio e convinto, ed aver consegnato alla Regione Siciliana risultati concreti, frutto di un’azione operativa contro i sistemi affaristico-mafiosi, nonché l’avvio complesso e travagliato del nuovo Ente, lo scrivente ripone, come sempre, solo nello Stato, la più incondizionata fiducia nella certezza che ben saprà garantire gli ulteriori effetti dell’azione legalitaria anzidetta e, soprattutto, lo sradicamento del malaffare dalle aree industriali siciliane, nell’interesse di quel tessuto economico trasparente composto dalla maggior parte degli imprenditori siciliani – conclude – Allo Stato, inoltre, unico vero e costante riferimento di questi anni, il sottoscritto non mancherà di offrire, ove necessario, ogni più utile e possibile contributo, nella piena convinzione che la lotta all’illegalità è l’unico presupposto possibile per lo sviluppo di un’economia sana ed etica. Il sottoscritto, infine, rassegna altresì le proprie dimissioni, irrevocabili e con effetto immediato, dal proprio ufficio di stretta collaborazione della Sua persona nella qualità di Assessore alle Attività Produttive facente funzioni».

«Ma quale silenzio assordante? In questo periodo ho avuto ben altri problemi. Forse Cicero ha dimenticato il travaglio interiore che ho vissuto quest’estate per la presunta intercettazione con Tutino. Ero sotto choc. Solo adesso mi sto riprendendo…». Rosario Crocetta, Presidente della Regione siciliana, replica così. Proprio ieri la giunta regionale aveva Alfonso Cicero come commissario straordinario dell’Irsap. «La decisione scaturisce dal fatto che attualmente ci si trova di fronte a due leggi sulla composizione degli organi rappresentativi degli enti, che prevedono criteri diversi. Una è la norma generale del 7 maggio 2015 (art. 39) che fissa nel numero di massimo 3 i componenti degli organi di amministrazione, mentre l’articolo 7 della legge regionale n. 8 del gennaio 2012, fissa a 5 i membri del cda dell’Irsap, in rappresentanza di associazioni datoriali di categoria», si leggeva nella nota diffusa da Crocetta.