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PALERMO - 18/09/2015
Sicilia - Aria di cambiamento dopo gli anni del potere industriale

"J´accuse" di Venturi a Montante: che succede?

Nella sua intervista Venturi difende a spada tratta il presidente dell’Irsap Alfonso Cicero Foto Corrierediragusa.it

E´ destinata a suscitare scalpore, a scuotere le stanze del potere, l´atto di accusa dell´ex assessore regionale Marco Venturi e oggi presidente di Confindustria Sicilia su un certo modo di praticare l´antimafia. Una Sicilia "irredimibile" come denunciava Sciascia in tempi non sospetti, dove i contorni della legalità e soprattutto di chi la dovrebbe tutelare e difendere sono molto labili, indistinti. E soprattutto dove la pratica dell´antimafia si fermi spesso ai piccoli calibri di provincia per lasciare in disparte, o meglio non toccare, i grandi santuari con tutti i loro diffusi interessi, politici ed imprenditoriali. E´ il senso dell´amaro quello che trapela dalla denuncia di Marco Venturi nei confronti di chi lo ha preceduto nella carica alla Confindustria ed in particolare Antonello Montante (foto), oggi indagato per mafia, ma fino a qualche tempo fa esponente del´antimafia confindustriale. Dice Venturi a Repubblica: "Insieme a Montante, Ivan Lo Bello e Giuseppe Catanzaro ho creduto nella battaglia contro il racket del pizzo per spazzare via la nomenclatura che governava la Cupola degli industriali siciliani. Quelle che da tempo erano perplessità adesso sono diventate certezze". Nell´intervista rilasciata a Repubblica Venturi fa nomi e denuncia circostanze precise. Parla dell´era Lombardo e dell´esperienza della giunta Crocetta. Metodi e parole non sono cambiati, l´antimafia si è ridotta ad un vuoto giro di parole perchè, come ricorda Venturi, negli ultimi anni nonostante le circostanziate denunce Confindustria non è riuscita ad espellere nessuno ed anzi ha continuato a favorire certe pratiche.

Dice Venturi in un passaggio significativo dell´intervista: "Il mio obiettivo era quello di bonificare le aree industriali degradate dagli appetiti mafiosi, quando però Lombardo ha rimosso Cicero, che aveva denunciato ai procuratori il malaffare, mi sono dimesso e ho presentato un esposto in procura accusando il governatore di salvaguardare gli interessi dei boss. Dopo di me, con il governo Crocetta, è venuta Linda Vancheri: un assessore che era al servizio totale di Montante".