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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 675
PALERMO - 18/09/2015
Sicilia - Una politica sempre più "trasformista" e a tratti incomprensibile

"Vergognoso inciucio" tra Pd, Udc e Ncd?

I leader siciliani del Partito democratico, dell’Udc e del Nuovo centrodestra si sono incontrati all’Hotel delle Palme Foto Corrierediragusa.it

Il patto adesso è ufficiale. Il Nuovo centrodestra di Alfano «collaborerà» con la maggioranza di Rosario Crocetta. Questo l´esito del vertice che si è svolto all´Hotel delle Palme, al centro di Palermo. Presenti i leader siciliani di Pd, Udc e, appunto, Ncd. Nella «sala Ustica», in maniche di camicia fin dalle 10 del mattino, si sono incontrati per i centristi il presidente dell´Udc Gianpiero D´Alia e il capogruppo Gianluca Micciché, per il Pd al tavolo il segretario regionale Fausto Raciti e il capogruppo Antonello Cracolici, mentre gli alfaniani erano rappresentati da Francesco Cascio, Giuseppe Castiglione e Dore Misuraca. Per il momento, Ncd esclude un ingresso in giunta. Ma quello di oggi potrebbe essere solo un passaggio intermedio. Un inizio. Al momento, gli alfaniani si sono detti disponibili a lavorare insieme alla maggioranza di Crocetta su un pacchetto di riforme che riguardino in particolare il risanamento finanziario, la gestione della spesa comunitaria, la burocrazia e la semplificazione amministrativa, le politiche sociali e il welfare, i servizi pubblici locali.

I presenti hanno parlato chiaramente di un «´patto politico per le riforme» che possa avvicinare lo schema siciliano a quello nazionale. E infatti Pd, Udc e Ncd avvieranno un periodo di «consultazione permanente´ sui problemi della Sicilia finalizzato a un rapporto di collaborazione fra la Regione e lo Stato a partire dalle prossime leggi finanziarie regionali e nazionali.

Escluso, quindi, per il momento l´ingresso nel governo degli alfaniani. Ma questo non significa che non si procederà a un rimpasto. Crocetta ha sentito i leader dei partiti di maggioranza e si è detto disponibile a rivedere la compagine in giunta. Modifiche che dovrebbero portare all´ingresso nell´esecutivo di Antonio Fiumefreddo, ma anche alla sostituzione di un paio di tecnici del Pd con politici. Si discuterà anche di un eventuale coinvolgimento dei deputati di Sicilia democratica e Pdr. Al momento, però, non è previsto alcun vertice di maggioranza. Il governatore attende che sia il Pd eventualmente a convocarlo.

A conclusione dell´incontro, intanto, i vertici di Udc ed Ndc hanno deciso di avviare la costituzione di un intergruppo parlamentare ´Udc-Ncd per Area popolare´, funzionale alla successiva costituzione di un gruppo unico all´Ars, così comesperimentato al Parlameno nazionale: un percorso propedeutico alla nascita di un gruppo unico, a breve termine. Quando matureranno i tempi anche per un ingresso degli alfaniani in giunta.

Insomma, in un certo senso i pensieri sono già rivolti al «dopo». Al dopo-Crocetta e al dopo-Renzi. Mentre il futuro immediato farà rima con «rimpasto». Di cui si parlerà nei prossimi giorni. Intanto, Crocetta «incasserà» il sostegno di Ncd, partito che il governatore fino a poche settimane fa aveva sdegnosamente tenuto lontano. Ma tant´è, è il momento della «responsabilità» e delle riforme. Ragionamenti che, pare, starebbero spingendo Crocetta a una idea «rivoluzionaria». Quella di replicare, in salsa sicula, l´assorbimento da parte del Pd nazionale dei seguaci dell´ex berlusconiano Denis Verdini. In Sicilia, Crocetta avrebbe «aperto» persino a esponenti del Cantiere popolare (il movimento dei cuffariani raccolti attorno a Saverio Romano) e agli ex lombardiani dell´Mpa, che a intervalli regolari, nel corso di questi tre anni, si sono avvicinati e poi allontanati dal governatore. A quel punto la rivoluzione si sarà tramutata nella restaurazione del tanto odiato (a parole) ancien regime.

IL PATTO CHE SPACCA
Il governatore Crocetta ha chiaramente spalancato le porte della giunta ai moderati di Alfano: «L´apertura del Ncd – ha detto - è un significativo passo in avanti. Passare dall´opposizione alla collaborazione per le riforme è importante». Il presidente ha poi assicurato di non avere alcun pregiudizio riguardo all´ingresso degli alfaniani nell´esecutivo: «Credo – ha ammesso - che prima vogliano definire alcuni passaggi a livello nazionale. Ritengo importante questa collaborazione per poter garantire stabilità e trasparenza all´azione del governo e dell´Assemblea, mettendo al riparo le riforme dalle lungaggini».

Il presidente, insomma, ci ha ripensato. Pochi mesi fa aveva visto il possibile avvicinamento del Ncd come una ipotesi da scartare quasi con sdegno: «La mia prudenza nei loro confronti - disse in occasione di una animata conferenza stampa - è solo antipolitica o magari è dovuta a fatti legati ad esempio alle indagini che riguardano il Cara di Mineo?». Pochi giorni prima, riguardo al tema del centro per i richiedenti asilo, sul quotidiano La Repubblica Rosario Crocetta si era espresso con toni ancora più duri: «Ecco con chi mi vogliono far fare l’alleanza» disse il governatore dopo l´uscita delle prime notizie su Mafia Capitale e in particolare sul coinvolgimento del sottosegretario Giuseppe Castiglione. Ma Crocetta sembra averci ripensato. Nonostante quella promessa, ribadita sempre in occasione della conferenza stampa: «Il centrodestra al governo in Sicilia non ci ritorna». Si tratta, in questo caso, di «nuovo» centrodestra. E forse tutto cambia.

Dal canto loro, gli uomini Ncd si sono riuniti due giorni fa all´Ars e hanno approvato un documento che prevede la «collaborazione» col governo nell´ottica delle riforme, ma non l´ingresso in giunta. Un no all´esecutivo che potrebbe, però, restare solo sulla carta. Perché in realtà si fanno sempre più insistenti le voci che vedono l´ingresso degli alfaniani nel governo. Si tratterebbe, pare, di una delle richieste avanzate anche dall´Udc. I centristi, infatti, nel corso dei vari rimpasti hanno «perso» un assessorato (da tre a due). Adesso chiederebbero il ritorno al numero originario, coinvolgendo Ncd che presto si fonderà anche all´Ars con i moderati di D´Alia in «Area popolare».

In realtà, Ncd in questo senso non è monolitico. Anzi. Mentre diversi esponenti (soprattutto tra i deputati regionali) sarebbero pronti a entrare in giunta, qualcun altro frena. «Sono sempre stato e confermo la mia netta contrarietà – ha detto il deputato nazionale di Area popolare Nino Bosco - . Riguardo a questa ipotesi fanno fede le dichiarazioni dei coordinatori regionali del mio partito che hanno più volte, anche in un recente passato, escluso tale ipotesi. Bene farà il Nuovo Centrodestra – ha aggiunto - laddove dovessero giungere provvedimenti nell´esclusivo interesse dei cittadini siciliani e non le solite misure spot del governatore, a votare favorevolmente. Ma non c’è, e mi auguro non ci sarà mai nessuna ragione, perché Ncd entri a far parte di un governo che è un fallimento evidente e sotto agli occhi di tutti».

Del resto la partita del governo potrebbe incrociarsi con altri appuntamenti elettorali. Come ad esempio le prossime elezioni amministrative. Tra cui quella per scegliere il successore di Leoluca Orlando. Una partita alla quale vorrebbero prendere parte anche big siciliani dell´Ncd. Raccolti magari attorno al nome di Francesco Cascio. Una candidatura, però, che dovrebbe essere supportata dal nuovo asse (che poi altro non è che quello che governa a Roma) tra Pd-Udc e Ncd. Insomma, l´ingresso in giunta potrebbe essere preso in considerazione se nel «pacchetto» fosse prevista anche la candidatura di un alfaniano a sindaco di Palermo.

Ieri, intanto, all´Ars, bocche cucite tra i deputati Ncd. Qualcuno si è limitato a smentire le ipotesi di ingresso in giunta e semmai ha ammesso che un discorso è stato avviato sulle presidenze delle commissioni parlamentari: sarebbe «fatta» ad esempio, la nomina di Vincenzo Vinciullo alla guida della Commissione bilancio dove, al momento, è già un «facente funzioni» dopo i guai giudiziari che hanno coinvolto Nino Dina. Ma come detto, l´ingresso in giunta non è escluso. Anzi. Per alcuni Ncd è visto come il mezzo più efficace per lanciare le prossime elezioni, a cominciare da quelle regionali. Del resto, pensa qualche alfaniano, «se ufficializziamo il legame col Pd con possibili ricadute nell´elettorato, tanto vale prendere parte da protagonisti al governo regionale».

E il rimpasto, come del resto ha accennato lo stesso Crocetta, passa anche da Roma. C´è da risolvere, probabilmente, qualche nodo legato ai rapporti recenti tra Alfano e Renzi. E da chiarire quale esito prenderanno le fibrillazioni tutte interne al Nuovo centrodestra. Solo a quel punto si potrà capire con quale posizione presentarsi al vertice di domani, che sarà decisivo. Quando l´alleanza «formale», anche al governo, di Pd-Udc e Ncd potrebbe «depotenziare» l´effetto dell´eventuale federazione tra il Pdr di Totò Cardinale e Sicilia democratica. Gruppi che reclamano un posto in giunta e si sono già persino spaccati. È il caso, appunto, del movimento fondato da Lino Leanza. Lì i nomi per l´esecutivo sono due: Luisa Lantieri e Totò Lentini. Nell´Udc, invece, nonostante le smentite del diretto interessato, continua a rimbalzare il nome del capogruppo Mimmo Turano. Anche se tra i centristi la situazione è tutto fuorché semplice. Oltre alle note tensioni interne tra gli uomini che fanno riferimento a D´Alia e quelli legati al presidente Cesa, c´è già un posto occupato da Giovanni Pistorio, mentre i centristi devono valutare l´ipotesi di far uscire dalla giunta un assessore come Giovanni Pizzo che rappresenta un´area elettoralmente decisiva come quella del Palermitano. Il segretario del Pd Raciti, invece, come detto, oggi incontrerà Guerini. Si concorderà la scelta definitiva. Intanto i democratici hanno scelto già un nuovo assessore: è il presidente della commissione Attività produttive Bruno Marziano. Un anno fa, il deputato annunciò una denuncia a Crocetta per voto di scambio, dopo la nomina in giunta del consigliere comunale di Rosolini, Piergiorgio Gerratana, nei giorni caldi delle elezioni-bis nel Siracusano. Ma in vista dell´ennesimo rimpasto non si può andare troppo per il sottile. Gli assessori numero quaranta, quarantuno, quarantacinque dell´era Crocetta sono già pronti.

Accursio Sabella - Livesicilia


solo un vergognoso inciucio
19/09/2015 | 7.35.24
franco

solo un vergognoso inciucio pur di accaparrarsi il potere per i prossimi anni......la primavera di Crocetta che doveva rivoluzionare la sicilia è fallita miseramente........e ora si pensa alle poltrone...come sempre.....