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PALERMO - 28/07/2015
Sicilia - Il ddl della deputata grillina Vanessa Ferreri

"Imboscati" della sanità: ddl dei grillini per smascherarli

La proposta di legge non dovrebbe incontrare grossi ostacoli Foto Corrierediragusa.it

Ausiliari socio sanitari, infermieri e perfino medici imboscati negli uffici amministrativi: è ora che tornino in corsia. Parte con un disegno di legge, presentato nei giorni scorsi all´Ars la lotta ad uno dei mali più diffusi della sanità isolana: quello degli imboscati. Il disegno di legge a prima firma della deputate Vanessa Ferreri, non dovrebbe trovare parecchi ostacoli nel suo cammino verso l´approvazione dal momento che per ben due volte gli emendamenti alla Finanziaria da cui è nato sono stati approvati all´unanimità in commissione Sanità. «Solo che poi – dice la deputata – si sono arenati prima di sbarcare nel testo della legge, assieme a quella miriade di emendamenti non strettamente connessi con la Finanziaria». Il ddl si basa su un principio tanto semplice quanto essenziale: i dipendenti delle aziende sanitarie non possono essere adibiti a mansioni diverse da quelle per le quali sono stati assunti, nel rispetto della categoria e del profilo professionale di appartenenza, secondo le previsioni legali e contrattuali vigenti. «Con questo ddl – commenta la Ferreri - si intende arginare la cronica mancanza di personale nelle aziende sanitarie, da una parte recuperando il maggior numero di medici, infermieri o ausiliari possibili, dall´altra si vuole eliminare la cattiva prassi in base alla quale molti operatori sanitari, assunti nelle aziende con precise e determinate mansioni, grazie a conoscenze, raccomandazioni o rapporti di parentela con qualche personaggio in grado di incidere sulla dirigenza dell´azienda, vengono collocati negli uffici amministrativi, evitando così loro di ´sporcarsi le mani´ in corsia».

La proposta di legge non riguarda ovviamente il personale sanitario collocato negli uffici amministrativi perché inidoneo a causa di patologie o problemi fisici certificati. «Per questi – conclude Vanessa Ferreri - si introduce però una visita medico collegiale a cadenza annuale per verificare tale inidoneità».