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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 654
PALERMO - 21/07/2015
Sicilia - Nuovi colpi di scena in quella che pare essere un fiction, purtroppo reale

"House of Ars": la storia continua

L’avvocato Lo Re, legale di fiducia del governatore, ha annunciato richieste di risarcimento danni di un milione di euro anche per il giornalista Buttafuoco e Il fatto quotidiano per un articolo giudicato diffamatorio Foto Corrierediragusa.it

Sta diventando una sorta di «House of Ars» la vicenda di Crocetta – Tutino – Borsellino e company, visto l’incalzante susseguirsi di rivelazioni condite da colpi di scena, ripensamenti, smentite, difese e annunci di risarcimento danni. Come quello che Crocetta pretende dall’Espresso, a carico del quale ha presentato querela: 10 milioni di euro per la famosa (e smentita dalla procura di Palermo) intercettazione tra lui e Tutino con quest’ultimo (che smentisce a sua volta) che avrebbe pronunciato l’orribile frase «La Borsellino va fatta fuori come suo padre». L’avvocato Vincenzo Lo Re (foto), legale di fiducia di Crocetta ribadisce che non esiste alcun giallo, ribadendo la richiesta di maxi risarcimento danni susseguente alla querela. C’è chi aveva sostenuto che la famosa intercettazione poteva trovarsi agli atti della procura di Caltanisetta ma a questo proposito il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari ha smentito seccamente: "L´intercettazione tra Crocetta e Tutino non è agli atti della Procura di Caltanissetta. Se avessimo un´indagine su Tutino e quella conversazione, lo sapremmo. Posso pensare - ha proseguito Lari - ma è solo una mia ipotesi, che quella intercettazione, posto che esista, possa essere stata captata in maniera illegale. In questo caso, ovviamente, il giornalista ha il dovere di capire se è così, anche se non è facile". L´ipotesi che l´intercettazione possa essere contenuta in atti di inchiesta di altre procure era apparsa su alcuni organi di stampa e nelle ultime ore era stata rilanciata, con una battuta, dall´avvocato Vincenzo Lo Re, legale di Crocetta.

Intanto proprio Lo Re, per conto del suo assistito, ha presentato un´altra querela con contestuale richiesta di risarcimento danni per un milione di euro anche per il giornalista Pietrangelo Buttafuoco e per Il fatto quotidiano in riferimento ad un recente articolo giudicato diffamatorio. Insomma, non si salva nessuno. Ma la notizia del giorno è che proprio Lucia Borsellino, oramai da ex assessore regionale alla sanità, sta pian piano vuotando il sacco. In una intervista ribadisce di aver lasciato «Perchè mi sentivo isolata, lasciata a me stessa mentre complottavano contro di me. Mi sono sentita abbandonata, tradita anche dal presidente della Regione che mi nascondeva tutto».

E su questo punto Crocetta puntualizza: «Non le dicevo nulla per non farla stare male, per lasciarla tranquilla». Ma la Borsellino era tutt’altro che serena, e le dimissioni sono state il naturale epilogo di una situazione che la stessa figlia del giudice ammazzato dalla mafia ha bollato come «Insostenibile». E anche per Crocetta pare che ogni giorno stia diventando più pesante e stressante del precedente.

Una circostanza che ha indotto il governatore a fare di nuovo dietrofront rispetto alle recenti dichiarazioni sulla volontà di restare in sella: «Tra un mese potrei anche lasciare – ha detto in queste ore Crocetta – ma non per il fango schizzato su di me, quanto piuttosto per il bene della Sicilia che rischia il default. Dopo le imminenti riforme per cercare di ridurre il buco di quasi 8 miliardi di euro potrei dimettermi». Dunque, «House of Ars» prosegue.