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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1051
PALERMO - 21/07/2015
Sicilia - Invocato un presidente "indipendentista, autorevole e determinato"

Default Sicilia entro un paio d´anni?

Il governatore scaccia il fantasma delle elezioni anticipate Foto Corrierediragusa.it

Rosario Crocetta non intende dimettersi e anticipare così la fine della legislatura. C´è tuttavia chi preme per imprimere una svolta netta all´esperienza Crocetta e chiede un presidente "indipendentista, autorevole e determinato", al di là di scandali ed intercettazioni veri o presunti. Lo dicono i componenti del comitato nazionale di Sicilia Nazione Massimo Costa, Salvo Musumeci, Rino Piscitello e il coordinatore nazionale Gaetano Armao. Il movimento paventa il default della Sicilia entro 2 anni e temono una involuzione a breve, visto lo spaventoso debito di circa 8 miliardi di euro. "La legislatura dell’Ars è fortemente compromessa – ha detto Rino Piscitello - l’autorevolezza del Presidente Crocetta è ormai inesistente. Ogni giorno di prosecuzione dell’attuale legislatura costituisce un danno economico e politico per la Sicilia intera e per la sua immagine. Questa legislatura va chiusa il prima possibile. Ci troviamo infatti davanti ad attacchi all’autonomia mai visti e rafforzati appunto dalla totale incapacità di questo governo regionale che ci rende tutti più deboli".

Gaetano Armao ha evidenziato la gravissima situazione economica della Sicilia, determinata dal mix esplosivo determinato dall’incapacità crocettiana e dall’enorme e incostituzionale drenaggio di risorse da parte del Governo Renzi.

«Siamo alla più grave crisi politica e sociale dal dopoguerra – ha sostenuto il Coordinatore Nazionale del movimento - e al contempo siamo a un passo dal default economico. Ho motivo di ritenere che il governo nazionale, con la complicità dell’imbelle Crocetta e dei suoi alleati, abbia deciso di far fallire la Sicilia a partire dal bilancio consuntivo del 2016, drenare il massimo di risorse possibili e poi dare la responsabilità ad un’autonomia regionale, che non c’è mai stata. Faraone sostiene che è merito di Renzi, che avrebbe concesso 300 milioni di euro, se paghiamo gli stipendi e che bisognerebbe ringraziarlo. Sembra vero, ma è un imbroglio. Quei soldi sono nostri – ha concluso Armao – e sono solo una piccola parte di quello che ci è stato sottratto in modo illegittimo". Se il Mis è dunque per la rottura dell´esperienza Crocetta il presidente tira dritto per la sua strada e anche gli ultimi aggiustamenti in giunta non lo turbano. Anzi lancia un appello a tutti gli alleati: "Questo mio sforzo, per amore della Sicilia, richiedo che venga da tutte le forze alleate. Non voglio sentire proposte di rimpastoni o rimpastini, poiché i governi sono efficaci se gli amministratori hanno un periodo sufficientemente lungo per portare avanti azioni di cambiamento. Un’altra logica vuol dire solo lavorare per posizioni di potere e non di governo. Il potere non può essere iscritto nell’agenda politica del mio governoNon è il momento di creare divisioni, anche perché io rispetto e ho rispettato i patti. L’attuale governo è un governo di tecnici decisi in collaborazione con i partiti e quindi un governo politico».

Il governatore scaccia il fantasma delle elezioni anticipate, richieste da più fronti, anche interni alla maggioranza. «Non possiamo continuamente dare la sensazione di instabilità. Il governo è stabile e condurrà la Regione alla fine della legislatura. Solo a quel punto, dopo un periodo sufficiente per realizzare le riforme necessarie all’Isola, potremo fare la valutazione complessiva di ciò che si è prodotto. Fino a oggi siamo impegnati nel tentativo di salvare la Sicilia, spero da domani che si possa cominciare a parlare di crescita, perché tutti quanti abbiamo contribuito a porre le basi di un cambio decisivo di rotta».


E la cavalcatura?
21/07/2015 | 12.22.18
eldiablo

La sella c´è, manca solo la cavalcatura.