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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1237
PALERMO - 19/07/2015
Sicilia - La lottizzazione della sanità siciliana si condensa nelle intercettazioni

Lucia Borsellino già un anno fa si rivolse ai magistrati: "Da assessore regionale ricevevo molte pressioni politiche"

Le intercettazioni scomode pubblicate da Livesicilia. Gibiino: "Provo orrore per questo sistema siciliano corrotto" Foto Corrierediragusa.it

Il 12 luglio 2014, un anno prima di dimettersi da assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino (foto) inviò una nota alla Procura di Palermo spiegando, scrivono i pm, "di avere subito pressioni da parte di personaggi politici, gli onorevoli Oddo e Di Giacinto (Nino Oddo e Giovanni Di Giacinto, entrambi del Megafono, la lista che fa capo al governatore Rosario Crocetta, ndr) affinché intervenisse sul neo direttore generale dell´Asp di Trapani, Fabrizio De Nicola, per agevolare la nomina presso quell´azienda del Sampieri (Giacomo, ex commissario dell´ospedale palermitano Villa Sofia, revocato nel precedente marzo da questo incarico proprio da Lucia Borsellino, ndr) nella carica di direttore sanitario". La circostanza è riportata oggi dal quotidiano online LiveSicilia e dal Giornale di Sicilia, che ha anche raccolto la replica dei due deputati regionali, i quali negano ogni addebito. Sempre lo scorso anno, il 26 marzo, Borsellino era stata sentita come persona informata sui fatti dalla Procura del capoluogo siciliano che stava indagando su Matteo Tutino, il medico di Crocetta, diventato primario di Chirurgia estetica a Villa Sofia e arrestato tre settimane fa con l´accusa di truffa.

L´allora assessore disse all´aggiunto Leonardo Agueci e al pm Luca Battineri che considerava "irrituale" il comportamento di Tutino, che telefonava con frequenza alla segretaria di Borsellino: "A molte telefonate - disse ai magistrati - credo non abbia neanche risposto o abbia detto di essere indisponibile, perché le si chiedeva appunto cosa stesse succedendo in assessorato o se io stessi assumendo delle posizioni addirittura contrarie al governo". Sempre quel 26 marzo, l´assessore definì "inquietanti" alcune notizie apprese dai magistrati. Tra queste, la vicenda di un procedimento disciplinare nei confronti di Tutino avviato a Caltanissetta, dove il medico lavorava, e trasmesso a Palermo, dove fu chiamato dal commissario di Villa Sofia, Giacomo Sampieri. Il procedimento non arrivò mai a conclusione e secondo i pm fu Sampieri a tenere il fascicolo nel cassetto, dove fu trovato durante una perquisizione del Nas: il plico era ancora sigillato.

Di quel fascicolo Borsellino non sapeva nulla: "Non ne sono stata mai posta formalmente a conoscenza". Non solo: "Ho chiesto espressamente - riferì ai pm - a Sampieri di sapere se anche il dottore Tutino era stato destinatario di un avviso di garanzia (una prima informazione era stata notificata al medico nel dicembre 2013, ndr), mi ha detto di no".

LO SCANDALO DELLA SANITA´ SICILIANA NELLE INTERCETTAZIONI
Si ostinano a chiamarla sanità pubblica. A giudicare dalle intercettazioni del caso Tutino altro non sarebbe che un coacervo di interessi privati. La lottizzazione della sanità siciliana si condensa in una telefonata. È il 23 marzo 2014, Matteo Tutino e Giacomo Sampieri discutevano di gente da mandare, a loro piacimento, a dirigere ospedali e aziende sanitarie in giro per la Sicilia. Il medico personale, e braccio operativo di Rosario Crocetta, si confrontava con il manager dell´ospedale Villa Sofia di Palermo. Parlavano, senza averne alcun titolo, della «lista» da mostrare al «presidente», con i nomi da piazzare nei ruoli chiave dello scacchiere della sanità. Uffici pubblici trattati come se fossero maleodoranti sgabuzzini privati dove Tutino e Sampieri, che da lì a pochi giorni avrebbero ricevuto un avviso di garanzia nella stessa inchiesta che tre settimane fa è costata gli arresti domiciliari, avevano potere di scelta. Almeno così emergerebbe dalle conversazioni.

Quarantotto ore prima che lo scandalo giudiziario travolgesse il duo Tutino-Sampieri - il secondo aveva fortemente voluto che il primo lo raggiungesse a Palermo da Caltanissetta - le cimici dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione captavano i loro piani. «Brucaletta domani te lo faccio conoscere ti darà pure lui sensazioni molto positive - diceva Sampieri - …. questi due sono per Agrigento.... e per Trapani... sono due». «No... li facciamo scegliere a lui», spiegava Tutino, che aggiungeva: «... io stavo pensando Brugaletta a Messina». Un mese dopo il governo Crocetta avrebbe nominato Salvatore Brugaletta anche se all´Asp di Siracusa. Coincidenza?

Poi parlavano di Giovanni: «... lo portiamo anche a Trapani per carità», suggeriva Sampieri. Tutino aveva un´idea migliore: «... al Civico ancora meglio... perché quella sarebbe il ciclo suo... anche perché averla al Civico significa ci pigliamo pure il Policlinico...». In questo caso conosciamo solo il nome, Giovanni, e sappiamo che il primo giorno di aprile 2014 Crocetta scelse Giovanni Migliore per guidare la più grande azienda ospedaliera del meridione d´Italia.

Poi Sampieri parlava di un altro incarico: «... e se la cosa su su Enna deve andare in porto in quella maniera... tu glielo spieghi per quale motivo deve andare in porto in quella maniera... e la dottoressa Faraoni va ad aiutare il dottore Noto». «Totò farà l´inferno per averla a Palermo però», si preoccupava Tutino. Sampieri non era d´accordo: «Noo Palermo gioia mia... non è possibile gioia mia significa non abbiamo concluso niente... comunque hai visto Muscarnera che basta una telefonata e corre... ti ripeto l´ Asp di Agrigento e l´Asp di di Trapani sono fondamentali». Calogero Muscarnera è l´uomo che la giunta Crocetta avrebbe piazzato all´Asp di Enna. Il suo incarico fu poi revocato. Non aveva i titoli necessari per ricoprirlo. Inzialmente, però, Tutino e Sampieri gli avevano comunicato la loro idea di piazzarlo al Civico di Palermo e ne avevano pure parlato, così dicevano al telefono, con Salvatore Totò Cardinale.

«Ma anche quella di Messina vidi cà», lo correggeva Tutino che sembrava avere le idee piuttosto chiare: «Brucaletta lo portiamo a Messina». «E io personalmente insisterei tanto per Lucio Ficarra (Salvatore Lucio Ficarra poi nominato, sempre nell´aprile 2014, all´Asp di Agrigento ndr)... come si chiama Totò Ficarra ad Agrigento all´Asp di Agrigento», aggiunge Sampieri, mentre Tutino si rammarica che «hanno chiuso... l´hanno chiuso a Catania». Sampieri non comprendeva la preoccupazione: «... ma cazzo... dobbiamo fare... ma che te ne fotte del Cannizzaro di Catania». «Minchia me ne fotte», insisteva Tutino.

E il suo commissario puntualizzava: «... che te ne fotte strategicamente Agrigento è un posto dove ci sono... c´è da fare decine di migliaia di voti... al Cannizzaro che minchia fai me lo spieghi che minchia va a fare al Cannizzaro... a Palermo ci sono io e mi muovo a Palermo e non è un problema... cioè dentro la Asp conosco quasi tutti ma io vorrei capire al Cannizzaro a Catania che cazzo va a fare quando c´è un territorio come quello di Agrigento che è sterminato e il territorio di Agrigento non è che gli possiamo lasciare campo libero ad Angelino Alfano che a di Agrigento... gioia mia di questo si tratta si tratta di questo... le Asp sono molto molto più importanti delle aziende ospedaliere Matteo molto di più noi abbiamo la visione dell´azienda ospedaliera ma la manciugghia che c´è dentro le Asp dieci volte superiore.. qua abbiamo dei ruba galline... all´interno delle Asp ci sono i ladri giusti... se mi vuoi ascoltare rifletti rifletti seriamente su questa impostazione... abbiamo cominciato un lavoro che fa da da apripista per tutti gli altri che hanno che hanno questo lavoro per tutti nessuno può fare un passo meno veloce del nostro nessuno noi abbiamo tracciato la strada e gli altri ci devono venire appresso però Trapani Trapani e Agrigento sono due posti da monitorare Matteo da monitorare per bene per bene va bene gioia mia stai con i tuoi figli con i tuoi figli».

A che titolo Tutino e Sampieri si interessavano alle nomine della sanità siciliana? Qualcuno aveva chiesto i loro preziosi consigli? Ancora una volta ci atteniamo alle intercettazioni. Il 23 marzo 2014 Tutino spiegava a Sampieri: «... Sono con Giovanni e stiamo vedendo la lista... domani sera devo essere dal Presidente cominciamo a mettere un po´ di nomi infatti volevo se ti è possibile se tu puoi venire ed esaminiamo alcuni nomi insieme a Giovanni». «Però una cosa Matteo - Sampieri lo diceva al chirurgo plastico - ricordati che la lista c´è quella fatta da da Lucia... Lucia ce l´ha già...». Tutino: «... sì ma se domani vuole cioè che gli apre cioè che t´ha diri». Sampieri sembrava avere capito le parole di Tutino, nonostante apparirebbero criptiche: «... perfe... perf boh mi devi dire questo e basta... e allora comincia... fai una cosa bello mio comincia a chiamare Muscarnera e gli dici di arricamparsi».

Lucia era, come appare ipotizzabile, Lucia Borsellino?, e c´erano forse sul piatto proposte diverse di nomine da parte dell´assessore? Sarà poi Sampieri a chiamare Muscarnera. Si dovevano vedere «fra un´oretta a casa di Matteo assieme a Giovanni Migliore per esaminare tutti insieme i nominativi della lista perché il presidente vuole sapere qualcosa da parte loro e quindi è giusto che ci sia anche lui».

Il 25 marzo, in vista delle nomine, nel giorno in cui Tutino e Sampieri ricevevano l´avviso di garanzia della Procura della Repubblica, il chirurgo chiamava un collaboratore di Crocetta «perché lui mi ha detto che domani gli devo portare la lista dei pretoriani del presidente... gli parlerò di ognuno con il curriculum in modo molto... sono fedelissimi».

Sarebbe, dunque, il governatore Rosario Crocetta l´uomo a cui andava consegnata la lista delle persone da nominare dopo essere state selezionate da Tutino e Sampieri. Di loro il presidente si fidava. E loro di lui. Il 27 marzo quando il commissario di Villa Sofia si dimetteva dopo avere ricevuto l´avviso di garanzia e mentre la Borsellino annunciava la revoca della sua nomina, lo stesso Sampieri confidava alla sorella: «... mi sono dimesso... nel senso che ancora non ho formalizzato ma sono andato a parlare con il Presidente... l´abbiamo concordato insieme». Riccardo Lo Verso - Livesicilia

GIBIINO: "PROVO ORRORE PER QUESTO SISTEMA SICILIANO CORROTTO"
"L´orrore che suscitano le intercettazioni Tutino-Sampieri, supera ogni immaginazione. Ogni commento è inutile, ma è doveroso prendere atto di ciò che accade. La Sicilia è vittima di un sistema corrotto, drogato di potere, governato da uomini freddi, accaparratori senza scrupoli. La nostra isola è preda degli squali della politica, e la sanità sembra essere il loro prelibato piatto. Il Pd in questi anni ci ha parlato di riforme, di moralizzazione, di giustizia, di antimafia. E il risultato di tutto questo è stato uno solo: meno servizi ai cittadini, minore assistenza, nomine su nomine. Il sistema sanitario regionale è malato, lo sostengo da tempo in qualità di vicepresidente della Commissione Bicamerale sul Federalismo fiscale, spendiamo molto di più della Lombardia e del Piemonte ma abbiamo meno posti letto, costi maggiori per i cittadini, strutture fatiscenti.I siciliani devono riconquistare la propria terra, essere protagonisti di una vera rivoluzione culturale, essere portatori di un processo di moralizzazione capace di spazzare via tutto questo marcio. Forza Italia si propone proprio questo obiettivo, che io stesso sostengo con forza sin dal ricevimento dell´incarico di coordinatore del movimento azzurro in Sicilia". Lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino, coordinatore regionale di Forza Italia.