Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 753
PALERMO - 15/07/2015
Sicilia - Per 45 è stata chiesta l’archiviazione, mentre per altri 40 l’inchiesta prosegue

Spese pazze: indagini su Leontini, Incardona e Ragusa

I criteri seguiti dai pm per discriminare le condotte lecite da quelle illecite hanno fatto riferimento alla finalità prettamente politica delle spese sostenute Foto Corrierediragusa.it

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 capigruppo all´Ars della passata legislatura accusati di peculato. Gli inquisiti erano 97 - tra deputati regionali e personale dei gruppi - e per 45 è stata chiesta l´archiviazione, mentre per altri 40 l´inchiesta prosegue. L´indagine e´ stata coordinata dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, dall´aggiunto Leonardo Agueci e dai pm Sergio De Montis, Luca Mattinieri e Maurizio Agnello. Gli ex 13 capigruppo per i quali è stato chiesto il processo sono: Giulia Adamo, Francesco Musotto, Rudy Maira, Nicola Leanza, Nicola D´Agostino, Nunzio Cappadona, Giambattista Bufardeci, Marianna Caronia, Paolo Ruggirello, Livio Marrocco, Innocenzo Leontini, Cataldo Fiorenza e Cateno De Luca. Avrebbero usato il denaro a disposizione del Gruppo per spese personali.

Per Antonello Cracolici, del Pd, nonostante l´iniziale avviso di conclusione delle indagini, atto che in genere precede la richiesta di rinvio a giudizio, i pm hanno chiesto l´archiviazione.

La richiesta di archiviazione è stata avanzata tra l´altro anche per Giovanni Ardizzone, attualmente presidente dell´Ars, Bernardo Mattarella, nipote del capo dello Stato, per l´ex presidente dell´Assemblea Regionale Francesco Cascio, per Davide Faraone, sottosegretario all´Istruzione, per Giuseppe Lupo, ex segretario regionale del Pd, e per l´ex governatore siciliano Raffaele Lombardo.

Borse pregiate, gioielli, auto. E persino multe, fumetti e pandori. Anche per queste cose servivano, secondo l´accusa, i soldi pubblici messi a disposizione dei gruppi dell´Assemblea regionale nella scorsa legislatura. Adesso sarà il giudice per l´udienza preliminare a stabilire se se davvero di spese pazze si è trattato e a decidere se celebrare un maxi processo ai componenti dell´ex parlamento siciliano. Alla fine è arrivata una pesante scrematura. Nel marasma delle spese dei gruppi parlamentari i pubblici ministeri hanno deciso di contestare solo quelle non rendicontate e quelle considerate «palesemente» lontane dai fini istituzionali e politici. Dietro la scelta c´è già una precisa strategia processuale.

I finanzieri del nucleo Tutela spesa pubblica che fa parte della PoliIa tributaria hanno setacciato montagne di carte dalle quali sono emerse alcune spese simbolo delle indagini. Quelle che non avrebbero nulla a che fare con l´attività parlamentare, unico motivo per il quale quelle somme vengono stanziate ogni anno. L´ex capogruppo di Fli e poi dell´Udc Giulia Adamo, ad esempio, ha pagato liquori e vini con un assegno da 1.600 euro. Ma l´onorevole marsalese avrebbe disposto il pagamento o il rimborso di 440 euro per una borsa Louis Vuitton, cravatte e carrè di seta «Hermes" per 1.320 euro, una borsa Bagagli da 145 euro. Per i pm non sono «meglio giustificate» spese per oltre 48 mila euro dell´ex capogruppo del Pid Marianna Caronia.

Quando tra i capigruppo (di Forza del Sud) figurava anche Cateno De Luca. Con i soldi del gruppo parlamentare (6.698 euro per l´esattezza), il politico di Fiumedinisi avrebbe continuato a pagare le rate leasing dell´Audi A6 nonostante De Luca fosse uscito da Forza del Sud. Inoltre lo stesso De Luca avrebbe utilizzato i soldi del gruppo (1.810 euro) per comprare 133 agende Nazareno Gabrielli consegnate alla sua segreterie politica di Messina. Con 39 mila euro del gruppo invece Cataldo Fiorenza avrebbe fatto acquisti in negozi di abbigliamento, gioiellerie, supermercati, farmacie, negozi di giocattoli, arredamento, elettronica, centri estetici, ristoranti, pasticcerie, pizzerie, enoteche.

Secondo la procura, Innocenzo Leontini, ex capigruppo di Forza Italia si sarebbe appropriato di 7.100 euro del gruppo per un acquisto in una gioielleria di Modica, 210 euro per due piatti di cristallo, 486 euro per un servizio di sei tazze, 236 euro per tre piatti da portata in acciaio (tutti comprati in negozi di Palermo), 15 euro per un cesto floreale , 237 euro spesi al supermercato Gs di via Oreto per comprare panettoni, pandori bottiglie di spumante Gancia. E un capitolo a parte merita quello riguardante le «automobili». Leontini infatti avrebbe speso 830 euro per riparare una «non meglio identificata autovettura», 51 per pagare una multa per una sua infrazione al codice della strada.

E sempre a proposito di auto, l´ex capogruppo del Pid, Rudy Maira, si sarebbe fatto rimborsare le spese (48 mila euro e 29 mila) per il leasing della sua auto personale: una Audi A6 V6 3.0 Fap quattro Tiptronic. Un po´ come Francesco Musotto, che avrebbe utilizzato 22 mila euro per le spese della Audio A6 a disposizione del senatore e allora commissario regionale del Mpa, Vincenzo Oliva. Ad Oliva sarebbero state rimborsate ulteriori spese per 17 mila e 500 euro.

L´ex capogruppo di Fli Livio Marrocco, invece, avrebbe speso mille euro per un soggiorno in albergo, 1.782 euro alla voce regalie, 1651 euro giustificati come «pranzi di Pasqua, acquisto di pasta fresca, abbigliamento, articoli da profumeria, ottica, lavanderia, erogazioni liberali, revisione motociclo personale». Ma i soldi, secondo i pm, sarebbero stati usati dallo stesso Marrocco anche per altre spese del gruppo, fra cui panettoni e spumanti (40 euro), acquisti in un bar di Palermo (16 euro anticipati da un dipendente del gruppo) e 179 euro per l´acquisto di fumetti Diabolik. Così come mancherebbero le pezze d´appoggio per giustificare alla voce "attività politica" i nove mila euro ricevuti quando era semplice deputato del gruppo.

A Francesco Musotto, oltre al leasing dell´auto del commissario Mpa sono stati contestate anche spese per 24.100 euro, soldi prelevati in undici assegni. E persino 160 mila euro movimentati in contanti o in assegni, alcuni dei quali utilizzati per pagare persone «non appartenenti al gruppo".

Al neoparlamentare europeo Salvo Pogliese, invece, ecco contestate spese molto eterogenee. Tra queste, persino 1.200 euro per la «sostituzione di varie serrature e varie maniglie per porte, con saldature varie ed aggiunzioni pezzi di canaletto per tenuta vetri, pulitura con flex nelle parti ossidate con passaggio di pittura antiruggine» nello studio catanese del padre, la permanenza in albergo anche dei familiari e 280 euro per la retta scolastica del figlio.

A Paolo Ruggirello del Gruppo misto viene contestato l´appropriazione di 3 mila 500 euro senza che abbia fornito alcuna pezza d´appoggio o giustificazione di spesa. A Giambattista Bufardeci di Grande Sud 4278 euro utilizzati per il periodo da marzo a dicembre 2011 e da gennaio ad ottobre 2012, "di spese varie inerenti ad alberghi, ristoranti e di altre spese non documentate".

A Nunzio Cappadona, capogruppo di Mps, viene contestato di essersi appropriato di 15 mila euro "sul cui impiego non veniva fornito alcun documento fiscale, contabile ed extracontabile" ed inoltre di aver disposto il pagamento di poco più di 14 mila euro in favore della cognata, sua collaboratrice personale.

Infine ci sono i 26 mila ero contestati a Nicola D´Agostino giustificati alla voce "contributo di funzionamento". Per i pm non basta per evitargli la richiesta di rinvio a giudizio.

I criteri seguiti dai pm per discriminare le condotte lecite da quelle illecite hanno fatto riferimento alla finalità prettamente politica delle spese sostenute. Laddove, anche attraverso l´esibizione di documenti, gli indagati abbiano dimostrato che l´esborso di denaro era strettamente legato a spese politiche, i magistrati hanno deciso di non procedere oltre. Mentre su alcune posizioni si continuerà ad indagare.

L´inchiesta sulle spese pazze all´Ars, ecco l´elenco di coloro per cui le indagini proseguono:
Giuseppe Arena, Alessandro Aricò, Mario Bonomo, Giuseppe Buzzanca, Francesco Calanducci, Salvino Caputo, Salvatore Cascio, Santo Catalano, Michele Cimino, Paolo Colianni, Salvatore Cordaro, Giovanni Cristaudo, Carmelo Currenti, Orazio D´Antoni, Antonio D´Aquino, Giacomo Di Benedetto, Giovanni Di Mauro, Nino Dina, Michele Donegani, Marco Falcone, Marco Forzese, Giuseppe Gennuso, Pippo Gianni, Salvatore Giuffrida, Giovanni Greco, Carmelo Incardona, Salvatore Lentini, Giuseppe Lo Giudice, Bruno Marziano, Francesco Mineo, Raffaele Nicotra, Filippp Panarello, Mario Parlavecchio, Giuseppe Picciolo, Orazio Ragusa, Concetta Raia, Francesco Rinaldi, Fortunato Romano, Anna Maria Roscioli, Riccardo Savona, Guglielmo Scammacca della Bruca, Antonio Scilla, Vincenzo Vinciullo.

Questi sono i deputati per i quali è stata chiesa l´archiviazione nell´indagine sulle spese pazze all´Ars:
Giovanni Ardizzone, Roberto Ammatuna, Giuseppe Apprendi, Giovanni Barbagallo, Marcello Bartolotta, Vincenzo Barbaro, Francesco Cascio, Giuseppe Cipriani, Salvatore Coppolino, Antonello Cracolici, Roberto De Benedictis, Antonio Di Guardo, Gregorio Di Liberto, Cinzia Di Pasquale, Giuseppe Di Giacomo, Anna Lucia Drago, Fausto Fagone, Giuseppe Federico, Massimo Ferrara, Michele Galvagno, Luigi Gentile, Baldo Gucciardi, Sergio Iraci, Giuseppe Laccoto, Nicola Leanza, Raffaele Lombardo, Giuseppe Lupo, Elena Mancuso, Vincenzo Marinello, Bernardo Mattarella, Vito Messana, Margherita Messina, Riccardo Minardo, Camillo Oddo, Vincenzo Oliva, Giovanni Panepinto, Salvino Pantuso, Raimondo Sciascia, Giuseppe Spampinato, Lillo Speziale, Giuseppe Sulsenti, Salvatore Termine, Gaspare Vitrano.

Fonti: Livesicilia - Ansa


spese pazze?
18/07/2015 | 17.18.26
mambo

Sono pazzi quelli che li eleggono!