Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 990
PALERMO - 29/05/2015
Sicilia - Colpo di coda inatteso nella vicenda che ha scosso la politica siciliana

Incredibile svolta su inchiesta corruzione e politica

Tutti e tre sono stati oggi rimessi in libertà, perché il reato che andava loro contestato prevede un tetto massimo di pena a tre anni e dunque al di sotto del limite che fa scattare la custodia cautelare Foto Corrierediragusa.it

Clamorosa svolta nell´inchiesta per corruzione elettorale che ha scosso il panorama politico siciliano, portando ai domiciliari i deputati regionali Nino Dina e Roberto Clemente e l´ex parlamentare Franco Mineo (foto). Tutti e tre sono stati rimessi in libertà dal Giudice per le indagini preliminari Ettorina Contino perché sono cessate le esigenze cautelari e, soprattutto, perché, sostengono i legali, agli indagati andava contestato un reato diverso. In sede di interrogatorio, Clemente aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Contestualmente i suoi difensori - gli avvocati Marco, Giulia e Valentina Clementi - hanno sostenuto che all´indagato andava contestato un reato diverso. Clemente è finito agli arresti in casa sulla base dell´articolo 96 del Decreto del Presidente della Repubblica 361 del 1957. Un articolo che prevede una pena, in caso di condanna, da uno a quattro anni di carcere, e dunque anche l´applicabilità della custodia cautelare.

Secondo i legali, invece, i fatti oggetto dell´indagine, che non vengono scalfiti nel merito dalla decisione del Gip, vanno inquadrati in quelli sanzionati dall´articolo 86 del decreto 570 del 1970. Un articolo che, dal punto di vista delle contestazioni penali, differenzia il politico nazionale da quello regionale. E le cose cambiano, visto che in questo caso si tratta di un reato che prevede una pena massima di tre anni e cioè al di sotto del tetto dei quattro anni a partire dal quale può scattare una misura cautelare. Da qui la revoca immediata degli arresti domiciliari.

Un principio che va applicato anche alle posizioni di Mineo e Dina (difesi dagli avvocati Ninni Reina e Marcello Montalbano) per i quali nel provvedimento si parla espressamente di cessazione delle esigenze cautelari.

"Sono felice per ciò che è accaduto oggi, di certo non per ciò che era accaduto ieri- spiega Mineo -. Non per questo, pur essendo certo della mia estraneità ai fatti, viene meno la mia fiducia nella giustizia e nel lavoro della magistratura.

Riccardo Lo Verso - Live Sicilia