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PALERMO - 28/05/2015
Sicilia - Lo scrive Il Fatto quotidiano

"Favori" a Cuffaro in carcere: indagati 5 politici siciliani

In tutto gli indagati sarebbero una ventina Foto Corrierediragusa.it

La procura antimafia di Roma ha aperto un´inchiesta su visite sospette all´ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro (foto), detenuto a Rebibbia per favoreggiamento aggravato, scrive Il Fatto quotidiano. Sotto inchiesta diversi politici siciliani, tra i quali ci sarebbe il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega anche alla lotta alla contraffazione, Simona Vicari. La Vicari, secondo quanto riporta il quotidiano diretto da Travaglio, è accusata dalla procura antimafia di Roma di aver "contraffatto" le sue visite a Totò Cuffaro in carcere, cioè avrebbe «spacciato per propri assistenti amici e fedelissimi dell´ex governatore»: l´ipotesi di reato è di concorso in falso, ma secondo il quotidiano la sua posizione dell´esponente alfaniana del governo Renzi potrebbe aggravarsi ulteriormente perché grazie a queste visite Cuffaro avrebbe curato i suoi interessi in campo immobiliare.

In tutto gli indagati sarebbero una ventina. I politici, secondo la ricostruzione de Il Fatto, avrebbero portato con sé persone di fiducia di Cuffaro per ricevere direttive sullo "spostamento" di varie sue proprietà. Insieme a Vicari ha ricevuto un avviso di garanzia Giuseppe Firrarello, senatore forzista fino alla scorsa legislatura, suocero dell´altro sottosegretario siciliano di Ncd Giuseppe Castiglione. Indagati, secondo il quotidiano sono anche Pippo Gianni, ex deputato nazionale che fino a qualche mese fa aveva un seggio all´Ars poi perso dopo le suppletive nella provincia di Siracusa, il parlamentare nazionale Giuseppe Ruvolo, di Cantiere Popolare che aderisce al gruppo Gal, la veneta Cinzia Bonfrisco, ex berlusconiana, e infine Salvo Fleres, già deputato azzurro e garante dei detenuti in Sicilia.

Per il Nuovo centrodestra si tratterebbe del terzo caso di un esponente di punta finito sotto inchiesta negli ultimi mesi. Prima della Vicari era toccato a Giuseppe Castiglione, indagato per vicende relative al Cara di Mineo, e Francesco Cascio, indagato per corruzione a Palermo: l´ipotesi degli inquirenti è che l´ex presidente dell´Ars avrebbe consentito a una società titolare di un resort e di un impianto sportivo adibito a campi da golf di ottenere fondi europei ricevendo i cambio una villetta in provincia di Palermo. Accuse che Cascio ha respinto, dichiarando di aver pagato di tasca propria la villa.

LA REPLICA DI PIPPO GIANNI: "SI PARLAVA DEL PIU´ E DEL MENO"
«La legge mi permette di portare chi voglio. Ma con me non è mai venuto nessun parente di Cuffaro e nei colloqui, che si sono sempre svolti in presenza di esponenti delle forze dell´ordine, non si è mai parlato di argomenti specifici, solo del più e del meno». La prima replica dei politici indagati arriva dall´ex parlamentare Pippo Gianni, che fra l´altro in passato è stato anche direttore sanitario del carcere di Augusta: «Conosco le regole – taglia corto – e ho sempre portato con me segretari politici ed esponenti del mio partito». Incalzato, Gianni spiega: «Con me – dice il politico, che specifica di non aver ricevuto avvisi di garanzia e si proclama ´a disposizione dei magistrati´ – c´erano collaboratori politici a livello nazionale e regionale. Anche se è passato qualche anno, posso dirle che c´erano deputati regionali e qualche avvocato ma nessun parente di Cuffaro. E badi: Cuffaro non è l´unico detenuto che ho visitato, sono sempre stato attento alle condizioni delle carceri. A lui, come ad altri, ho sempre fatto domande che riguardavano le mie prerogative di deputato».

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