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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1363
PALERMO - 12/05/2015
Sicilia - Gli ispettori sono stati categorici con la regione

Siti Unesco della Sicilia a rischio

Non ancora attivato il comitato di gestione dei siti nonostante siano stati inseriti nella lista Unesco da oltre un decennio Foto Corrierediragusa.it

Sicilia in grave ritardo e i sei siti Unesco rischiano di essere depennati dalla Lista del Patrimonio dell´Umanità. Gli ispettori Unesco sono stati categorici con la regione Sicilia e con l´assessore ai Beni culturali, Antonio Purpura. Siracusa, le Eolie, la valle dei Templi di Agrigento, la villa del Casale di Piazza Armerina, le città barocche del val di Noto, e l´Etna non hanno ancora attivato il comitato di gestione dei siti nonostante siano stati inseriti nella lista Unesco da oltre un decennio. Le varie amministrazioni hanno fatto orecchio da mercante e l´assessore regionale ha dovuto correre ai ripari. Gli ispettori, tra cui il maltese Ray Bondin, sono molto critici della gestione di tutti i siti dopo averli visitati tutti negli ultimi mesi ed hanno dato un ultimatum di sei mesi. Non parlano solo le relazioni degli ispettori ma anche le segnalazioni dei turisti che mettono in evidenza siti sporchi, scarsamente fruibili, in qualche caso , come a Pantalica, sfregiati dai vandali, non in rete e difficili da accedere attraverso i portali telematici. E´ quanto dovrebbe fare l´ente gestore che l´Unesco ha istituito ma che nessuno ha ancora messo su.

Da venerdì, dunque, e fino a lunedì prossimo l´assessore Purpura incontrerà gli amministratori delle città interessate per formalizzare l’istituzione degli enti gestori dei gioielli Unesco siciliani. "Obiettivo di questi tavoli di lavoro è quello di mettere a regime l’attività dei siti "Patrimonio dell’umanità» - dice l’assessore Purpura - attraverso la realizzazione dei progetti di valorizzazione e conservazione già contenuti nei piani di gestione presentati all’Unesco in occasione del riconoscimento dei siti siciliani. L’Unesco impone la gestione di ogni suo tesoro attraverso un comitato ed è questa una condizione per mantenere il riconoscimento, in quanto è questo organismo che deve occuparsi di tutela, promozione e valorizzazione dei siti".

L´ente gestore sarà formato dai rappresentanti della Regione, della sovrintendenza, dei comuni, della Forestale e della Diocesi nella speranza che non diventino organismi pletorici ed invece assicurino quella buona gestione richiesta dall´Unesco per evitare di farsi trovare impreparati alla prossima visita degli ispettori Unesco e rischiare seriamente la cancellazione dalla lista mondiale dei Beni dell´Umanità.