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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 675
PALERMO - 09/04/2015
Sicilia - Soppresso il ddl con il voto in aula di 7 franchi tiratori

Sconfitta di Crocetta sulle province

Evapora la maggioranza. Quale futuro per questo governo regionale? Foto Corrierediragusa.it

E´ bastato votare il primo articolo del Ddl sulla riforma delle Province perchè saltasse tutto per aria. Opposizioni e una manciata di franchi tiratori hanno approvato un emendamento presentato dal M5S che abroga l´impianto della stessa legge. Governo battuto e caos totale. A cominciare da subito perchè i vecchi commissari sono scaduti e non possono essere rinnovati ed allora bisognerà nominare altri commissari fino al 30 giugno per assicurare un minimo di continuità amministrativa. Il governo di Rosario Crocetta (foto) ha dovuto fare i conti con la fronda all´interno della stessa maggioranza (almeno in sette hanno votato con le opposizioni) ed il caso politico è esploso tanto da far parlare qualcuno, senza mezzi termini, di chiusura dell´esperienza Crocetta. Un vertice di maggioranza convocato dal segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, dirà in che modo il governo vorrà venir fuori da una situazione paradossale. Raciti è stato chiaro: "Il voto dell´Ars sulla riforma delle Province lascia un segno in questa legislatura, bisogna aprire una riflessione molto seria. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità".

Uno dei cardini dell´azione governativa è venuto meno e lo stesso presidente Crocetta non sa a che santo rivolgersi. Il colpo è stato basso ma rivela come la riforma delle Province non è "digerita" dalle opposizioni ma anche all´interno della stessa maggioranza. A farne le spese sono gli stessi cittadini, oltre ai dipendenti degli enti, che rischiano di pagare a caro prezzo le inadempienze della politica dopo un anno di discussioni e tira e molla con proroghe, modifiche, qualche passo avanti e molti indietro.

Il presidente Crocetta è uscito inviperito dall´aula: "Spero che qualche accanito critico, prenda atto dello iato profondo che c´è tra la richiesta che viene dalla società rappresentata dalla proposta fatta dal governo e una parte del Parlamento che non vuole cambiare nulla, per impedire che ci sia quel processo di sviluppo e crescita che la Sicilia merita. E´ una pagina brutta della storia di un Parlamento che negli ultimi due anni ha mostrato coraggio nel cambiamento e che, in questo caso, vuole mantenere enti intrisi di sprechi. Il voto di oggi è una scelta di grande irresponsabilità".

Da più parti l´invocazione alle dimissioni di Crocetta per manifesta incapacità e inadeguatezza ma il presidente tiene duro e potrebbe ripresentare un Ddl modificato per superare l´impasse. I tempi tuttavia per procedere all´approvazione non ci sono più perchè bisogna votare il Bilancio, altro scoglio durissimo per il governo, e delle province si potrà riparlare tra almeno una settimana.

AL VOTO SONO ANDATI IN 56: ECCO I NOMI
Al voto sono andati in 56. Di questi, 34 hanno detto "sì". Hanno, cioè, approvato l´emendamento soppressivo che ha cancellato, in pochi secondi, l"epocale" riforma delle Province del governo Crocetta. Tra i 34, certamente, anche molti esponenti della maggioranza, nascosti dietro il voto segreto. Solo 22, infatti, si sono opposti alla soppressione del ddl, difendendo l´operato del governo. Ma tra i deputati che hanno votato, gli esponenti della maggioranza sono 29. Almeno sette, quindi, hanno votato contro il ddl del governo. Ecco i parlamentari di maggioranza ad aver partecipato al voto: Alloro (Pd), Anselmo (Pd), Arancio (Pd), Ardizzone (Udc), Barbagallo (Pd), Coltraro (Sicilia democratica), Cracolici (Pd), Di Giacinto (Megafono), Dipasquale (Pd), Ferrandelli (Pd), Firetto (Udc), Greco (Pdr), Gucciardi (Pd), Lantieri (Sicilia democratica), Lo Giudice (Pdr), Malafarina (Megafono), Micciché (Udc), Milazzo (Pd), Nicotra (Pd), Oddo (Megafono, Panarello (Pd), Ragusa (Udc), Raia (Pd), Rinaldi (Pd), Ruggirello, (Pd), Sammartino (Pd), Sorbello (Udc), Sudano (Pd), Venturino (Misto).

GIBIINO (FI): "PEGGIO DI RENZI SOLO CROCETTA"
«Ennesima debacle per Crocetta. Dopo gli annunci spot degli ultimi anni e i tentativi di nascondere la realtà ai siciliani, oggi emerge con tutta forza la realtà: le province restano, come la loro burocratica gestione e i loro esorbitanti costi. Ma qualcosa è stato veramente eliminato dal governatore: i servizi per i cittadini e la democrazia. Solo Crocetta poteva superare in nefandezze ciò che Renzi e il suo ministro Delrio hanno pensato a Roma. Il governatore farebbe bene a prendere atto del fallimento, a rendersi conto di quanto male ha fatto e sta facendo alla nostra Sicilia. Le dimissione sono l´ovvia conclusione del suo fallimentare percorso». Lo dichiara il sen. Vincenzo Gibiino, coordinatore di Forza Italia in Sicilia.

COLTRARO CONTRO: "LA PROROGA DEI COMMISSARI NON VA AFFATTO BENE"
«No sono d´accordo con la proroga dei commissari delle Province». Lo afferma il deputato regionale di Sicilia Democratica e Sal, Giambattista Coltraro, il quale continua: «Sono per un’attività politica di riforme strutturali per la Sicilia. E non è pensabile lasciare ancora le Provincie spoglie di alcun valore istituzionale. La riforma delle Province doveva a mio avviso essere portata avanti come in realtà è avvenuto a livello nazionale. Anzi, il Ddl sulle Province doveva rappresentare un caposaldo dei lavori dell’Assemblea. E questo anche se alcuni aspetti, come i profili delle competenze delle ex Province, potevano essere perfettibili. Ma una cosa – conclude l’on. Coltraro – è discutere la riforma in Aula e un’altra è nascondersi dietro un voto segreto che non serve ad altro che a mantenere vecchi sistemi di gestione del potere».

MAURO: "CROCETTA RESTITUISCA IL VOTO ALLE 9 PROVINCE"
«Quanto accaduto all´Assemblea Regionale Siciliana dimostra senza ombra di dubbio che perfino chi a parole sosteneva la riforma, in cuor proprio comprendeva che si trattava invece di un grave errore». Lo dichiara il senatore Giovanni Mauro, commissario e portavoce di Forza Italia per la provincia di Ragusa, commentando il voto a Sala d´Ercole con il quale è stato soppresso il ddl Province. «Il progetto del presidente Crocetta – aggiunge Mauro – era fallimentare fin dall´inizio. Che credibilità può avere, in fin dei conti, un piano politico nato per stizza in uno studio televisivo? Probabilmente la stessa di una maggioranza che, evidentemente, maggioranza non è più». «Considerando poi che tutta la ´rivoluzione crocettiana´ proprio sulla riforma delle province trovava il suo perno – conclude – crollando questa cade anche il presidente. Ora sarebbero oneste oltre che opportune le dimissioni di Crocetta, restituendo prima il voto ai cittadini nelle nove province siciliane e poi lo stesso governo alle decisioni delle urne».

DI MAURO: "DETERMINANTI I FRANCHI TIRATORI"
"Il nostro emendamento che oggi ha visto 7 franchi tiratori tra le fila della maggioranza ed ha portato alla bocciatura del Ddl sulle Province, dimostra che il Pd è oggi una "Forza assente", come quei militari che essendo sempre in malattia venivano di fatto considerati inutili ai fini delle operazioni sul campo pur essendo formalmente arruolati." Lo ha dichiarato il capogruppo del Pds-Mpa Roberto Di Mauro, che con il collega di partito Giovanni Greco ha presentato l´emendamento soppressivo che oggi è stato approvato a scrutinio segreto dall´Ars, bocciando di fatto l´impianto complessivo del Ddl sulle Province.

FALCONE: "IL GOVERNO VA SOTTO"
«Il ddl a firma Rosario Crocetta sulla riforma delle Province cade al primo articolo, che rappresentava i principi cardine dell’intera legge, affossato dall’Aula di Palazzo dei Normanni, con 36 no contro 22 sì. La maggioranza Pd e l’esecutivo, che hanno tentato di fare passare una legge che null’altro è se non il frutto di un pasticcio, nonostante gli inviti dell’opposizione a dare priorità al Bilancio regionale, sono stati puniti», così l’on. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.

Nella foto sotto i deputati che hanno partecipato al voto (clicca per ingrandire)


09/04/2015 | 17.44.33
Angelo C.

La politica non rinuncia al suo fortino: le province; le considera determinanti per preservare le sue vecchie logiche. La politica è AUTOREFERENZIALE, DIFENDE SE STESSA, IL SUO "STATUS QUO", ha bisogno di SPRECHI come un essere vivente ha bisogno di ossigeno. Chi ci libererà da questo CANCRO????