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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 960
PALERMO - 28/03/2015
Sicilia - Il governatore ha preso atto del no di Roma alla sua richiesta di ulteriori fondi

Bilancio regionale sempre in alto mare

Si rischia veramente la rivolta tra i vari comparti sociali ed i primi ad insorgere sono gli amministratori locali, con i sindaci in testa Foto Corrierediragusa.it

All´appello mancano 700 milioni, non una bazzecola. La Finanziaria regionale è seriamente a rischio dopo il no di Roma alla richiesta del presidente Rosario Crocetta (nella foto) di trasferire ulteriori fondi per chiudere i conti. Il Bilancio deve essere approvato entro il 30 aprile o si insedierà il commissario e Crocetta non vuole correre rischi di sorta per cui continua a bussare, inutilmente, alla porta del Presidente del Consiglio. Renzi e Padoan hanno chiuso i canali perchè non intendono caricare sul bilancio dello Stato ulteriori oneri per venire incontro alle richieste di Crocetta, che, se accettate, scatenerebbero in tutta Italia, una corsa tra tutte le regioni in crisi finanziaria. Il presidente della Regione ha dovuto prendere atto del diniego del governo nazionale e si prepara a quello che è stato definito il piano B. Si tratta di applicare tagli lineari di oltre il 10 per cento a tutte le voci di bilancio con ripercussioni gravissime su tutti i servizi erogati e finanziati dalla Regione. Tagli per gli enti locali, ai forestali,ai precari, ai trasporti, già col fiato cortissimo con i tagli annunciati.

Si rischia veramente la rivolta tra i vari comparti sociali ed i primi ad insorgere sono gli amministratori locali, con i sindaci in testa, in condizioni difficilissime nella conduzione dei comuni. Secondo il presidente regionale dell´Anci, Leoluca Orlando «non si può pensare di risolvere i problemi della Sicilia tagliando le indennità degli amministratori pubblici locali che peraltro non sono così alte come si vuol far credere e che di fatto hanno un impatto finanziario indifferente ai fini della quadratura del bilancio. Non si può, inoltre, non tenere conto che già in molte realtà dell’Isola i consiglieri comunali si sono ridotti le indennità. Sarebbe meglio evitare di confondere l’opinione pubblica, aumentando ancora di più la distanza tra cittadini e politica.

Dice Paolo Amenta, vice presidente dell’Associazione dei comuni siciliani: "Non vogliamo far passare il messaggio distorto che la riduzione del numero dei consiglieri o il taglio alle indennità sia la panacea di tutti i mali e contribuisca, da sola, a sanare i bilanci degli enti locali. Non possiamo accettare questa mistificazione considerando anche il fatto che il taglio delle indennità solleverà solo di poche centinaia di migliaia di euro le sorti della Finanziaria».


REGIONE SICILIANA = ROVINA DELLA SICILIA
30/03/2015 | 20.11.00
mambo

Maledetta Regione Siciliana, anzi - come dice Buttafuoco - ´buttanissima Sicilia´!


VERGOGNA!
28/03/2015 | 23.57.03
Gianni

Tagli lineari per tutti i comparti....ma non per i loro stipendioni d´oro...no, quelli non si toccano!