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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1447
PALERMO - 05/03/2015
Sicilia - Devono pagare 4,4 milioni di euro

Spese pazze al 118: condannati in 7

Sono stati condannati perche’ responsabili di cattiva gestione della società Foto Corrierediragusa.it

Sette ex amministratori della Sise Spa , società in liquidazione dal 2010 che ha gestito il servizio 118 fino a 5 anni fa, sono stati condannati dal Tribunale di Palermo ad un maxi risarcimento di 4,4 milioni di euro. L’allora presidente Guglielmo Stagno d’Alcontres, in veste di componente del Consiglio di amministrazione oltre alla sua quota parte, dovrà pagare altri 361 mila euro per indebita utilizzazione di denaro e fondi della società a fini personali. La Sise Spa e’una società interamente partecipata da Croce Rossa Italiana e ha ricevuto negli anni centinaia di milioni di euro dalla Regione Sicilia. I sette amministratori condannati sono: Guglielmo Stagno d’Alcontres, Massimo Balsamo, Matteo Cardella, Francesco La Monica, Adolfo De Meo, Francesco Ingala, e Salvatore Cascio. L’esatto importo del risarcimento e’ di 4.439.363,38 euro ridotto a 3.104.505, 90 solo per Ingala e Cascio.

Sono stati condannati perche’ responsabili di cattiva gestione della società. Le accuse sono tutte molto gravi: assunzioni effettuate senza il rispetto delle regole di correttezza e trasparenza e senza tenere conto dei limiti di spesa, retribuzioni inadeguate rispetto alla mansione anche con l’utilizzo dell’assegno ad personam privo di giustificazione, non avere acquistato ma avere noleggiato le autoambulanze necessarie al servizio d’emergenza ( questo in particolare ha creato un grave danno economico alla sociteà) scegliendo ditte senza tenere conto della congruità dei costi e senza il rispetto dei criteri di trasparenza.

A garantire i fondi alla Sise Spa una doppia convenzione: quella fra la società e la Croce Rossa Italiana, e quella fra la Regione Siciliana e la Croce Rossa Italiana. Secondo i giudici che hanno stabilito la condanna al risarcimento i costi previsti nelle convenzioni erano di gran lunga minori rispetto a quelli poi effettuati nella realtà tanto poi a pagare era la Regione Sicilia. L’intera somma da risarcire dovrebbe andare alla Sise ma di fatto andranno alla Croce Rossa in quanto la Sise e’ in liquidazione.