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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 599
PALERMO - 09/02/2015
Sicilia - Sotto inchiesta per reati di mafia da parte della Procura di Caltanissetta

Presidente Montante "mafioso"?

L’interessato replica: "Sono contro il malaffare da una vita". La notizia girava da tempo dopo un articolo pubblicato su «I Siciliani Giovani» Foto Corrierediragusa.it

Il presidente degli imprenditori siciliani Antonello Montante (foto), è sotto inchiesta per reati di mafia da parte della Procura di Caltanissetta. L’indiscrezione viene pubblicata stamane dal quotidiano «La Repubblica». Nei confronti di Montante, che è anche delegato per la Legalità di Confindustria, vi sarebbero le dichiarazioni di tre pentiti. A suo carico, sempre secondo il quotidiano, vi sarebbe anche un’altra inchiesta a Catania scaturita da una denuncia. Antonello Montante, 52 anni, originario di Serradifalco (Caltanissetta), è titolare dell’omonima fabbrica di biciclette fondata negli anni ‘20 del secolo scorso. Insieme al suo predecessore Ivan Lo Bello, è stato tra gli artefici del codice etico e della svolta anti racket di Confindustria. Montante, che è anche presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta, il 20 gennaio scorso è stato infine designato - su proposta del ministero dell’Interno - componente dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati.

La notizia girava da tempo dopo un articolo pubblicato su «I Siciliani Giovani» diretto da Riccardo Orioles, storico collaboratore di Pippo Fava (con il quale aveva fondato il mitico «I Siciliani»). Il pezzo, intitolato «Confindustria e strani amici» raccontava delle nozze di Antonello Montante, leader di Confindustria Sicilia e «paladino della legalità». In particolare Orioles si sofferma su un suo testimone di nozze: Vincenzo Arnone. Chi è costui? Secondo i Carabinieri di Caltanissetta, è personaggio di elevato spessore criminale e punto di riferimento per gli appartenenti a Cosa Nostra che operano a Sommatino, Serradifalco, San Cataldo e Montedoro. Orioles pubblica il certificato di matrimonio, con tanto di firma di Arnone. Alla data delle nozze, Arnone non era indagato, ma il padre di Arnone, Paolino, era indicato come «consigliere» della commissione mafiosa di Caltanissetta e uomo d’onore della famiglia di Serradifalco.

«Ho letto - replica Montante - notizie che mi riguarderebbero. Mi tornano in mente le parole profetiche pronunciate appena qualche giorno fa dal presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario». L’alto magistrato, sottolinea l’imprenditore, «ha parlato di attacchi contro i nuovi vertici confindustriali siciliani e nisseni, spesso aggrediti attraverso il metodo subdolo della diffamazione e del discredito mediatico, e l’accentuata campagna di delegittimazione condotta a tutto campo contro vari protagonisti dell’antimafia operativa, mirati a riprodurre una strategia della tensione che potrebbe tradursi in azioni eclatanti». E, spiega Montante, «non è la prima volta. Non è un caso che nel 2013 il Comitato nazionale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica abbia deciso di riunirsi proprio a Caltanissetta, mettendo attorno allo stesso tavolo i vertici delle forze dell’Ordine e della magistratura, insieme con i rappresentanti di Confindustria Montante e Lo Bello».

Anche in quella circostanza, il messaggio unanime fu quello di alzare il livello di guardia attorno a chi, «con azioni concrete, ha segnato una inversione di rotta nella lotta alla criminalità, e i procuratori presenti espressero preoccupazioni sulla delegittimazione in atto da parte della mafia contro i vertici di Confindustria». Detto questo, conclude Montante, «posso assicurare che il mio impegno contro il malaffare per liberare le imprese dal sopruso delle mafie continuerà con maggiore forza e determinazione di prima, in continuo contatto, così come ho sempre fatto, con forze dell’ordine, istituzioni e magistratura, cui va la mia piu’ assoluta fiducia".

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