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PALERMO - 08/02/2015
Sicilia - I soldi ci sono, i lavori non partono

Commissariamento per i depuratori in Sicilia

E’ questa la ragione per cui, dopo una riunione a Palazzo Chigi, si è deciso di inviare entro fine mese un commissario di governo per la gestione dei fondi e l’avvio delle opere Foto Corrierediragusa.it

I soldi ci sono, i lavori non partono e l´Italia paga salate multe all´Europa. La questione depuratori in Sicilia ha fatto saltare su tutte le furie Matteo Renzi: "Ho tenuto sugli impianti di depurazione per la Sicilia: c´è più di un miliardo di euro tecnicamente fermo ed è ingiusto e inaccettabile. Il commissariamento è l´unica strada e ho chiesto di procedere rapidamente senza guardare in faccia nessuno". La Sicilia sarà dunque commissariata se entro un mese Crocetta non si dà da fare. Una delibera del Cipe del febbraio 2012 aveva stanziato 1,6 miliardi di euro per 183 opere urgentissime in reti fognarie e depuratori nel Sud Italia. Di questi, 1,1 miliardi assegnati alla Sicilia per 93 opere. Si tratta di fondi fuori da ogni patto di stabilità ma mai spesi, se non per una quota minima di circa 24 milioni".

E´ questa la ragione per cui, dopo una riunione a Palazzo Chigi, si è deciso di inviare entro fine mese un commissario di governo per la gestione dei fondi e l´avvio delle opere. "E´ inaccettabile che sei siciliani su dieci non abbiamo fognature o depuratori", dice Erasmo D´Angelis - capo della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico - In mancanza di un intervento urgente dal 2016 sono in arrivo 600 milioni di sanzioni europee per mancate opere civili di depurazione, di cui 180 milioni per la sola Sicilia. Con lo Sblocca Italia avevamo dato dei tempi per le opere: a fine mese scatta il commissariamento".