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PALERMO - 07/02/2015
Sicilia - Gli intendimenti del premier e del suo sottosegretario

Niente soldi da Roma alla Sicilia prima delle riforme

Solo dopo l’Ars sarà in condizione di varare la Finanziaria ma con risicatissimi margini di manovra rispetto agli accordi romani Foto Corrierediragusa.it

Prima le riforme, poi gli aiuti. Matteo Renzi ed il suo sottosegretario Graziano Del Rio (foto) lo hanno detto senza mezzi termini a Rosario Crocetta nel corso dell´incontro tenutosi a Roma per parlare di un eventuale "soccorso" finanziario del Governo nazionale. Roma vuole vedere e leggere il pacchetto delle riforme. Delrio ha chiesto che la Regione invii i testi delle riforme annunciate. Ottenuta la garanzia che quello è il piano, Roma dovrebbe aprire la borsa. Solo dopo l’Ars sarà in condizione di varare la Finanziaria ma con risicatissimi margini di manovra rispetto agli accordi romani. Il pacchetto comprende la riduzione della spesa per i forestali, il taglio di varie indennità che oggi avvantaggiano i regionali rispetto agli statali, la riforma delle pensioni che adegua l’assegno che riceveranno i regionali a quello che ricevono i ministeriali. E poi ancora, la definitiva cancellazione delle Province e la loro sostituzione con i liberi consorzi di Comuni e la riduzione delle attuale 33 partecipate. In cambio di quelle che oggi appaiono grandi montagne da scalare per Crocetta e la sua amministrazione il Governo Renzi dovrebbe aprire la borsa.

In cambio il governo regionale otterrebbe un forte sconto (almeno 600 milioni) sulla spesa a carico della Regione per finanziare la sanità e il trasferimento di entrate fiscali per almeno 2 miliardi oggi trattenute dello Stato. Solo così si potrà arrivare, ad aprile, al varo di una Finanziaria che dovrà coprire un buco di almeno 3 miliardi e mezzo. La trattativa è aperta ma fa già gridare allo scandalo vari gruppi politici a Palermo, tra cui Forza Italia, che parla di commissariamento di fatto della Regione.