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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 817
PALERMO - 17/01/2015
Sicilia - Processo a 7 capigruppo all’Assemblea regionale siciliana

Spese pazze Ars, 7 rinvii a giudizio

E la madre di Cuffaro, in carcere da 4 anni, si è rivolta al Capo dello Stato per chiedere la grazia per il figlio Foto Corrierediragusa.it

Sette capigruppo all´Assemblea regionale siciliana sono stati rinviati a giudizio dalla Corte dei conti di Palermo nell´ambito dell´inchiesta sulle "spese pazze" all´Ars. La Corte dei conti vuole recuperare alle casse dello Stato due milioni di euro, che è il danno erariale quantificato per i sette capigruppo della passata legislatura. Un conto molto salato diversificato per ognuno dei sette imputati che sono Francesco Musotto, chiamato a rispondere di uscite non giustificate per 700 mila euro, Antonello Cracolici (500 mila), Rudy Maira (407 mila), Innocenzo Leontini (110 mila), Giambattista Bufardeci (62 mila), Cataldo Fiorenza (31 mila euro) e Cateno De Luca (4 mila). Sono stati contestati assegni per pranzi e regali, l’acquisto e il leasing di auto, l’affitto di sedi di partito, le bollette telefoniche, offerte a una parrocchia per le messe di suffragio in memoria del padre di Francesco Cascio, multe automobilistiche, gita di istruzione della figlia di Cracolici, spese in supermercati, farmacie e mobili e anche massaggi per Fiorenza, ex presidente del gruppo misto e oggi ancora inquilino all´Ars.

Per quanto riguarda Innocenzo Leontini, all´epoca capogruppo del Pdl, la Corte chiede 110 mila euro per spese non giustificate tra cui per il carburante della sua macchina per 1.208 euro per il periodo settembre 2001-maggio 2012, e 3.670 euro per il periodo aprile 2011-aagosto 2012. Il deputato ispicese avrebbe fatto lavare la sua macchina in diverse occasioni per un ammontare di quasi 350 euro, una multa di 51 euro ed una cartella della Serit per 67 euro. La Corte ha invece escluso dagli addebiti gli esborsi per il personale. Leontini ha contestato in tutte le sedi gli addebiti ma dovrà comunque presentarsi a giugno per l´udienza davanti ai magistrati della sezione giurisdizionale della Corte dei conti.
Nel frattempo per 13 capigruppo all´Ars va avanti l´inchiesta avviata dai pm presso la Procura di Palermo che stanno indagato sulla stessa vicenda. In tutto si tratta di 97 politici delle due precedenti legislature cui vengono addebitate spese non compatibili con il loro ruolo.

LA MADRE DI TOTO´ CUFFARO CHIEDE LA GRAZIA PER IL FIGLIO IN CARCERE
Per l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro, la sua stessa mamma ha chiesto la grazia al capo dello Stato. Cuffaro è in carcere da 4 anni: ne dovrà scontare altri tre per una condanna definitiva per favoreggiamento aggravato di Cosa nostra. La domanda di Cuffaro – secondo quanto riporta stamane il Fatto quotidiano – è stata trasmessa dal Quirinale al procuratore generale Roberto Scarpinato perché esprima un parere. Come è stato possibile verificare grazie all´avvocato dell´ex presidente Maria Brucale, è stata come accennato la madre di Cuffaro a presentare la domanda di grazia al presidente della Repubblica. Ma il detenuto, pur consapevole del gesto d´amore, dissente e dice che non accetterebbe «alcuna carità». La signora Cuffaro in un momento di sconforto, dopo la decisione del tribunale di sorveglianza di Roma di negare al figlio l´affidamento ai servizi sociali, ha deciso infatti di rivolgersi al presidente della Repubblica ma il figlio non sapeva nulla dell´istanza.

Nell’orientamento della Procura generale potrebbe però avere un peso il fatto che l’ex presidente della Regione, costituitosi a Rebibbia il 22 gennaio 2011 subito dopo il verdetto della Cassazione, non ha ancora chiuso i conti con la giustizia. È coinvolto in un’inchiesta della Procura per truffa e corruzione. Al centro dell’indagine la decisione di stipulare un contratto con una società collegata alla banca giapponese Nomura per la cessione dei debiti della Regione, al tempo in cui Cuffaro ne era presidente, a tassi ritenuti fuori mercato. L’operazione avrebbe causato alla Regione un danno di oltre 175 milioni di euro. In questi anni Cuffaro ha tenuto in carcere il comportamento di un detenuto modello. Segue un corso di laurea in Giurisprudenza e ha scritto due romanzi.