Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 768
PALERMO - 03/12/2014
Sicilia - Ben 25 comuni hanno chiesto di accedere al Piano di Riequilibrio finanziario

In Sicilia sindaci senza soldi, Anci: "Si rischia paralisi"

I comuni, anche quelli senza debiti certificati, levano il loro grido di allarme per bocca del vicepresidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta Foto Corrierediragusa.it

Sono 25 i Comuni siciliani che hanno aderito al Piano di riequilibrio finanziario, grazie al quale potranno spalmare i debiti pregressi in dieci anni per scongiurare il dissesto. Tra questi ci sono Modica, ancora in attesa dopo un anno del via libera da parte del Ministero dell´Interno, dove la pratica è ancora in istruttoria; ci sono anche Pozzallo, che ha attivato la procedura di adozione e Scicli che ne ha deliberato l´adozione. Tecnicamente non si tratta di enti in pre-dissesto, ma la strada per evitare il "fallimento" è tutta in salita. A questi si aggiungono un´altra ventina di Comuni con i conti considerati a rischio. Hanno aderito al Piano di riequilibrio, tra gli altri, due capoluoghi di provincia, Catania e Messina, e comuni di rilevanza turistica quali Taormina, Cefalù, Monreale, e, appunto, Modica.

I comuni, anche quelli senza debiti certificati, levano il loro grido di allarme per bocca del vicepresidente dell´Anci Sicilia, Paolo Amenta: "Ormai mancano le condizioni per garantire livelli minimi di servizi e, fra non molto, anche gli stipendi per i dipendenti. A partire dal primo gennaio, sarà tagliato per un miliardo e 200 mila euro il Fondo di solidarietà sociale; il Fondo regionale per le autonomie locali, negli ultimi anni, è stato decurtato da 900 milioni di euro a 350 milioni. Gli enti locali hanno pagato il tributo più alto al risanamento nazionale, ma così si demoliscono gli ultimi baluardi di democrazia sul territorio, che erogano servizi e combattono l´esclusione sociale».

A partire dal prossimo anno, inoltre, i bilanci dovranno essere "armonizzati", cioè i Comuni potranno effettuare spese solo se coperte da incassi e dovranno istituire un fondo di garanzia per i crediti difficilmente esigibili. Secondo Amenta, c´è n´è abbastanza per portare sull´orlo del precipizio la maggior parte degli enti locali: «Nessun Comune in Sicilia, l´anno prossimo, potrà chiudere i bilanci; inoltre, in queste condizioni, il destino degli Enti che hanno aderito al Piano di riequilibrio appare segnato".