Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 812
PALERMO - 18/11/2014
Sicilia - Nella maxi operazione arresti anche in Lombardia e a Roma

Inchiesta sul Cas, replica il presidente

Le accuse parlano di turbativa d’asta, induzione a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione Foto Corrierediragusa.it

Maxi inchiesta sugli appalti del Cas, blitz della Dia: arrestati funzionari e imprenditori. Al centro delle indagini la presunta turbativa d´asta per l´assegnazione dei lavori del servizio di sorveglianza per la A18, la Messina-Catania, la Siracusa-Rosolini e la A20, la Messina-Palermo. Sono otto gli arresti domiciliari nell´operazione Tekno che ha coinvolto imprenditori e funzionari del Consorzio autostrade siciliane.

I NOMI DEGLI ARRESTATI
I provvedimenti, eseguiti dalla Dia di Catania, riguardano cinque imprenditori: i fratelli Giacomo e Antonino Giordano, di 43 e 46 anni, Francesco Duca, 46 anni, Rossella Venuto, 43 anni, Giuseppe Iacolino, 32 anni. L´ordinanza è stata notificata anche al dirigente del Cas Letterio Frisone, 61 anni, e al funzionario dello stesso consorzio Filadelfio Scorza, 55 anni. Agli arresti domiciliari è stato posto anche il componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Irccs Policlinico di San Matteo di Pavia, Filippo Filippi, di 72 anni, accusato di induzione indebita: avrebbe imposto all´imprenditore Giacomo Giordano l´assunzione di un romeno nella sua ditta che aveva vinto l´appalto di pulizia nell´ospedale lombardo, in cambio della liquidazione di lavori eseguiti dalla società. Il Gip ha interdetto dall´attività imprenditoriale per due mesi Andrea Valentini, 54 anni e Antonio Chillè, di 53, e disposto il sequestro preventivo dei beni di Letterio Frisone fino ad un massimo di 100 mila euro. Quest´ultimo provvedimento fa seguito alla stima della presunta tangente che il dirigente del Cas, in qualità di responsabile del provvedimento della gara al centro dell´inchiesta, secondo la Procura di Messina, avrebbe ottenuto, oltre alla ristrutturazione di un suo immobile, per fare ottenere lavori a imprenditori ´amici´.

IL PRESIDENTE DEL CAS FARACI: "MASSIMA FIDUCIA NELL´AUTORITA´ GIUDIZIARIA"
In una breve nota il presidente del Consorzio autostrade siciliane Rosario Faraci prende atto dei provvedimenti scaturiti dalle conclusioni delle indagini della Dia e rimane in attesa che l’autorità giudiziaria, nel cui operato ripone l’assoluta fiducia, stabilisca la verità, riservandosi ogni azione utile a difesa della immagine dell’Ente e della sua condotta. "Confermo – scrive Faraci – l’impegno di continuare nell’azione di risanamento dell’ente necessaria per garantire, nella massima legalità e trasparenza, l’eliminazione di qualsiasi comportamento «deviato» insieme con l’ammodernamento dell´intera rete autostradale con la massima priorità - conclude il presidente - nella realizzazione di tutti i lavori programmati nei tempi previsti".

ARRESTI ANCHE IN LOMBARDIA E ROMA
Arresti anche in Lombardia e a Roma. Nel mirino della Direzione investigativa antimafia ci sono funzionari del Cas e imprenditori accusati a vario titolo di turbativa d´asta, induzione a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione. I coinvolti sono dieci (otto agli arresti domiciliari, due destinatari della misura interdittiva del divieto di esercitare imprese). Sequestrati centomila euro. Coinvolto il dirigente del Cas Letterio Frisone.

AL CENTRO DELLE INDAGINI PURE LA SIRACUSA-ROSOLINI
Al centro delle indagini la presunta turbativa d´asta per l´assegnazione dei lavori del servizio di sorveglianza per la A18, la Messina-Catania e Siracusa-Rosolini, e la A20, la Messina-Palermo. La gara sarebbe stata ´turbata´ attraverso un accordo sulle percentuali in ribasso. L´episodio risale al 9 maggio 2013, quando l´appalto, da 8milioni di euro, fu bandito con somma urgenza dopo essere stato revocato. L´inchiesta, coordinata dal procuratore capo Guido Lo Forte, dall´aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabrizio Monaco, nasce da controlli disposti dalla Procura di Messina sulla gestione della Tecnogest, riconducibile a Antonino Giordano, chiarata fallita dal Pm.

TUTTI I DATI DELL´INCHIESTA: IL SISTEMA E GLI APPALTI
Tutti colletti bianchi gli arrestati ai domiciliari, a partire da Letterio Frisone, dirigente del Cas che avrebbe «ricevuto una tangente di 100mila euro e la ristrutturazione di una villa», spiega il procuratore Capo di Messina Guido Lo Forte, in cambio del suo intervento per consentire l´aggiudicazione ad un cartello fatto di imprenditori non solo siciliani. Gravissime le accuse dei magistrati Sebastiano Ardita e Guido Lo Forte che hanno affidato le indagini alla Dia guidata da Renato Panvino e Letterio Romeo. Otto imputati sono accusati, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, corruzione, induzione indebita e istigazione alla corruzione. Il Procuratore Guido Lo Forte ha sottolineato la forte sinergia investigativa con la Dia guidata da Panvino, capocentro della Sicilia orientale che ha svelato possibili sviluppi giudiziari per alcuni documenti che sono stati sequestrati in queste ore nelle case di alcuni indagati. L´inchiesta è scaturita dalle verifiche, effettuate dalla Dia, sulla gestione della società Tecnogest, riconducibile a Antonino Giordano, dichiarata fallita su istanza dei magistrati.

L´appalto per il servizio di sorveglianza attrezzata delle autostrade Messina-Catania, Siracusa-Rosolini e Messina-Palermo sarebbe stato «turbato». Gli investigatori hanno rilevato che il dirigente del Cas Letterio Frisone e gli imprenditori Giacomo Giordano, Andrea Valentini, Francesco Duca, Giuseppe Iacolino, Rossella Venuto e Antonio Chillè, «di comune accordo», avrebbero posto in essere una turbativa d´asta «concordando le offerte da presentare e le percentuali di ribasso». Dopo l´aggiudicazione della gara Iacolino si sarebbe avvalso, quale amministratore unico della Eurotel, «della manodopera - scrive la Dia - e dei mezzi degli altri imprenditori che lo avevano favorito: il tutto con il placet del dirigente del Cas Frisone».

Frisone avrebbe esercitato «indebite pressioni» insieme all´imprenditore Francesco Duca nei confronti dell´imprenditore Iacolino, amministratore della Eurotel Srl, aggiudicatario della gara d´appalto che era stata turbata. Iacolino, «confidando in futuri atteggiamenti di favore da parte del Frisone - scrivono gli investigatori - ha impiegato personale riconducibile all’impresa Del Duca». L´imprenditore Giacomo Giordano è accusato di istigazione alla corruzione nei confronti di Marco Sbrenni, dirigente della Aeroporti di Roma Spa, perché, «nella veste di preposto alla gestione dell’appalto per l’espletamento del servizio di pulizia svolto dalla «Meridional Service S.r.l.» presso l’aeroporto «L. Da Vinci» di Roma Fiumicino, aveva offerto allo Sbrenni buoni benzina «ENI» per un importo di 500,00 euro, al fine di ottenere riduzioni sulle penali contrattualmente previste in caso inadempienze, offerta che veniva rifiutata dallo Sbrenni».

Ettore Filippi Filippi, consigliere del Cda della fondazione Irccs Politecnico San Matteo di Pavia, avrebbe esercitato «induzione indebita all´assunzione di personale» nei confronti dell´imprenditore Giacomo Giordano. Filippi Filippi avrebbe costretto Giordano ad assumere un romeno nella Meridional Service Srl, appaltatrice del servizio di pulizia nell´ospedale di Pavia, «prospettando, in caso contrario, conseguenze contrattuali pregiudizievoli».

IL RIFIUTO DI UNA TANGENTE
C´è anche il rifiuto di una tangente negli atti dell´inchiesta Tekno della Procura di Messina sul Consorzio autostrade siciliane. La dazione sarebbe avvenuta da parte di Giacomo Giordano, che è stato posto agli arresti domiciliari dalla Dia di Catania, nei confronti di un dirigente della Aeroporti di Roma (Adr) che era preposto alla gestione dell´appalto di pulizia nello scalo Leonardo da Vinci di Fiumicino svolto da una società riconducibile all´imprenditore, la Meridional service. Per ottenere eventuali riduzioni sulle penali contrattualmente previste in caso di inadempimenti nella prestazione del servizio Giordano avrebbe lasciato una busta con buoni carburanti per 500 euro. Il funzionario dell´Adr, non soltanto ha rifiutato la tangente, ma ha provveduto ad informare superiori e collaboratori dell´accaduto e a restituire successivamente la busta. Il reato ipotizzato dalla Procura di Messina è di istigazione alla corruzione.

CROCETTA: "PER ANNI IL CAS E´ STATO UNA CASSAFORTE"
"Il Consorzio autostrade siciliane per anni è stato una sorte di cassaforte delle tangenti e del malaffare, in rapporti con imprese mafiose cacciate fuori grazie alla forte azione amministrativa dell´attuale governo e della nuova dirigenza del Cas". Lo dice all´Ansa il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, che rivendica la battaglia fatta fin dal suo insediamento proprio sulla gestione del Consorzio al centro dell´inchiesta della Dia di Messina che ha portato all´arresto di alcuni dipendenti oltre che di imprenditori. "Al Cas il malaffare non è stato l´eccezione che sfuggiva al controllo - sostiene - ma la regola, mentre le cose fatte bene rappresentavano eccezioni". Per Crocetta "partendo dall´inchiesta della Dia ora occorre una indagine più profonda su tutto il sistema di appalti del Cas, sulla gestione passata del personale, sulla effettiva riscossione delle entrate, sul continuo ricorso ad appalti per affidare all´esterno lavori laddove non era necessario mentre si creava una struttura di personale non sempre necessario alla gestione delle autostrade ma inserito in ambito amministrativo attraverso il sistema delle clientele e delle raccomandazioni".

"I nodi cominciano a venire al pettine - prosegue Crocetta - e la giustizia a volte è lenta ma quando interviene è inesorabile; qualcuno dice persino, esagerando, esiste sempre un giudice a Berlino. E noi siamo contenti di come sta lavorando la magistratura a Messina, prima sulla formazione e adesso sul Cas".

Fonti Ansa - Livesicilia