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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 785
PALERMO - 13/11/2014
Sicilia - Hanno avuto la meglio le due mozioni e i due ordini del giorno

Ars blocca lo "Sblocca Italia" su trivelle

Intanto l’isola fa gola alle multinazionali del petrolio e del gas Foto Corrierediragusa.it

Bloccare lo «Sblocca Italia». A palazzo d´Orleans, hanno avuto la meglio le due mozioni e i due ordini del giorno che, nei fatti, hanno detto stop alle trivellazioni in mare come sulla terraferma. Le due mozioni e uno dei due odg sono stati portati in aula dal movimento 5 Stelle, il quarto odg è stato presentato dal deputato regionale ibleo di Fi, Giorgio Assenza. Il tutto per mettere l´isola al riparo anche da eventuali rischi sismici connessi alla ricerca e per salvaguardare l´ecosistema e le attività produttive nel canale di Sicilia. Lo stop vale anche per le ricerche in corso. Sia nell’odg del M5S che in quello di Forza Italia si «impegna il governo a fare ricorso alla corte Costituzionale e ad indire un referendum abrogativo» seguendo di fatto ciò che è avvenuto in Campania dove la giunta Caldoro ha già provveduto ad impugnare lo «Sblocca Italia» dinnanzi alla Consulta. Gli italiani potranno pronunciarsi sulla questione se almeno cinque regioni sottoscriveranno la richiesta.

L´ordine del giorno pentastellato, primo firmatario Matteo Mangiacavallo, cerca di scardinare gli articoli 37 e 38 del decreto Sblocca Italia, che rischiano di mettere in moto le trivelle in Sicilia. "Con questo odg - dice Mangiacavallo - si impegna il governo a fare ricorso alla corte Costituzionale e ad indire un referendum abrogativo". La palla passa ora al governo regionale. Le mozioni M5S sono state approvate nonostante il tentativo messo in atto dalla maggioranza di bloccare la votazione con la verifica del numero legale e col tentativo di rimandare in commissione il testo "per ulteriori approfondimenti".

Nei giorni scorsi, era stata la deputata nazionale rosolinese del movimento pentastellato, Maria Marzana, a chiedere lumi in Parlamento. La Marzana ha evidenziato attraverso diversi atti indirizzati al Governo nazionale l´inopportunità di effettuare le attività di trivellazione nel Canale di Sicilia. La stessa deputata ha indirizzato un documento al Ministero dell´ambiente per contrastare la richiesta avanzata dalla società petrolifera «Schulmberger» per le ricerche di petrolio a poche miglia dalle coste dei Comuni di Vittoria, Portopalo di Capo Passero, Pachino, Noto, Siracusa, Acate, Ispica, Pozzallo, Avola, Modica, Santa Croce Camerina, Ragusa e Scicli.

"Nella relazione - afferma Marzana - si trovano espressi i numerosi motivi di opposizione al via libera al piano di trivellazione petrolifera nella porzione di mare tra il Sud-est siciliano e Malta concernenti i disastrosi effetti per la flora e la fauna marina, i rischi per la sicurezza dei cittadini, trattandosi di un territorio a forte attività sismica, nonché le pesanti ripercussioni sull´economia locale della pesca e del turismo".
Sul fronte delle trivellazioni, l´impegno della deputata risale a dicembre dell´anno scorso, quando aveva messo in risalto le criticità inerenti la costruzione della piattaforma Vega B al largo di Pozzallo.

"Occorre - conclude Maria Marzana - da parte di tutti, e in particolare dei rappresentati politici ai diversi livelli, una netta presa di posizione in difesa del territorio e dei suoi cittadini dalle smanie di arricchimento delle società petrolifere e dalle decisioni scellerate dei governanti che mettono a repentaglio l’ambiente, il paesaggio, l’economia locale e le numerose opportunità di lavoro derivanti dall´utilizzo di fonti energetiche rinnovabili".

LA SICILIA FA GOLA ALLE MULTINAZIONALI
di Duccio Gennaro

La Sicilia fa gola alle multinazionali del petrolio e del gas. Non è una novità ma il rischio di una vera colonizzazione energetica del territorio da Trapani a Portopalo è reale anche perchè i gruppi inglesi, francesi e americani hanno trovato una sponda direttamente a Roma. Matteo Renzi vuole affrancare l´Italia dalla dipendenza energetica e ha "scoperto" che la Sicilia può garantire un bacino di quasi nove milioni di greggio grazie alle perforazioni. Ecco perchè nel Decreto "Sblocca Italia" si prevede il via libera alle perforazioni a mare che sono di competenza dello Stato mentre dall´altro lato ha cominciato il pressing sul presideete della Regione perchè acceleri sulle concessioni per le trivellazioni nel sottosuolo di competenza regionale. Il governo nazionale ha posto il termine di fine dicembre perchè tutte le autorizzazioni siano concesse perchè in caso contrario ci penserà il ministero dell´Ambiente adoccuparsene. La Sicilia è insomma stretta tra l´incudine e il martello e non a caso in sede di commissione Ambiente c´è stato un vero sollevamento rispetto allo scenario che si prefigura.

Il presidente della commissione Gianpiero Trizzino dice: "Abbiamo deciso di presentare due norme in aula: la prima per fare ricorso alla Corte costituzionale contro la legge Sblocca Italia, che avvia trivellazioni in terra e mare, e una seconda norma per lanciare il referendum abrogativo contro il via libera alle ricerche petrolifere: la Sicilia può essere capofila delle cinque Regioni necessarie a chiedere il referendum, lo stesso che abbiamo lanciato per il nucleare". C´è una lunga fila di compagnie in attesa di avviare i cantieri. Nell´area iblea nel territorio tra Scicli e Ragusa la Irminio, che a discapito del nome, fa capo ai texani, è pronta per le trivellazioni di gas. Nel territorio di Comiso la Edision ha presentato un progetto di coltivazione per idrocarburi gassosi.

Per non parlare delle trivelle a mare al largo della costa che va da Pozzallo a Marina di Acate e poi fino a Gela e Licata dove la Sclumberger vuole operare a tutto spiano. In tutto ci sono ventuno richieste di trivellazioni in mare e qui il destino, sembra quasi scontato, visto che la Reghione deve fornire solo il parere. Insomma non c´è da stare allegri ed i sindaci insieme ad associazioni e cittadini sono sempre più soli nel dire no a questo tipo di sviluppo in nome del turismo e dell´ecosostenibilità.

FALCONE (FI): "ACCORDI LESIVI PER LA SICILIA"
«L’accordo tra Assomineraria e la Regione siciliana sulle trivellazioni è lesivo degli interessi dell’Isola dal punto di vista ambientale, ma rischia di esserlo ancor di più sotto il profilo economico. Un protocollo che bypassa completamente il parlamento regionale, messo ancora una volta ai margini, e senza alcun pudore, dal presidente Rosario Crocetta. A fronte di un importante incremento della produzione Crocetta vorrebbe lasciare invariate le royalties, un vero e proprio bluff, considerando per di più che l’accordo con Assomineraria non prevede alcun aumento dei livelli occupazionali. La questione sta assumendo contorni sempre meno chiari tant’è che si trova sul tavolo dell’autorità anticorruzione. Dove sono dunque i vantaggi per la nostra terra e per la nostra gente? Il governatore, che ha escluso il parlamento dalla trattativa, riferisca quanto prima in aula, assumendosi le proprie responsabilità, mentre l’assessore al Bilancio Baccei relazioni sulla parte economica in commissione Bilancio», così l’on Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.