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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 466
PALERMO - 23/10/2014
Sicilia - Giorni caldi per il presidente della Regione

Mozione di sfiducia a Rosario Crocetta

A siglare la mozione sono stati i componenti dei gruppi di Forza Italia, Lista Musumeci, Cantiere popolare, Mpa, Ncd ed anche Mimmo Fazio iscritto nel Gruppo Misto, mentre Dino Fiorenza (Pds-Mpa) non ha firmato il documento solo perché assente Foto Corrierediragusa.it

I partiti del centrodestra all’Ars hanno depositato la mozione di sfiducia nei confronti del governo regionale guidato da Rosario Crocetta (foto). Prende forma così il ‘patto di Enna’ di lunedì scorso che ha visto i leader dell’opposizione confrontarsi sulle strategie da portare avanti in aula, così sfumata la mozione di censura contro l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra, lo step successivo è stato proprio l’atto di sfiducia nei confronti dell’esecutivo. A siglare la mozione sono stati i componenti dei gruppi di Forza Italia, Lista Musumeci, Cantiere popolare, Mpa, Ncd ed anche Mimmo Fazio iscritto nel Gruppo Misto, mentre Dino Fiorenza (Pds-Mpa) non ha firmato il documento solo perché assente, il suo voto quando la sfiducia arriverà in Aula, assicurano, ci sarà.

«Un atto politico molto forte, che segue di pochi minuti l’azzeramento della giunta regionale da parte del governatore e che vede la compattezza del centrodestra», ha commentato Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars. Secondo l’esponente catanese di Fi, «Crocetta, spaventato da quello che sarebbe stato l’esito della mozione di censura all’assessore Scilabra, ha alzato le braccia, ammettendo un insuccesso chiaro da tempo ai siciliani». Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore regionale Enzo Gibiino che ha annunciato una due giorni, in programma proprio ad Enna il prossimo week end, in cui verrà illustrato un piano per la Sicilia: «Forza Italia, insieme ai suoi alleati – ha detto – con questo atto si candida a cambiare la Sicilia nel profondo».

Secondo il capogruppo di Ncd all’Ars, Nino D’Asero «la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione siciliana Crocetta è l’epilogo del fallimento dell’operato del suo governo. Il cambio di rotta che ripetutamente avevamo chiesto non c’è stato ed è arrivato il momento di dire basta e ridare la parola ai siciliani».

Nello Musumeci ha definito la mozione di sfiducia un ‘atto coerente nei confronti dei siciliani’ e come il forzista Falcone si rivolge agli altri parlamentari invitandoli a sostenere il documento del centrodestra: «Ora vedremo – dice -fra i deputati ipercritici del centrosinistra, chi ha bluffato in questa estenuante partita a poker e chi invece condivide con coraggio la nostra scelta, votando la mozione».

Dello stesso avviso Toto Cordaro, presidente del gruppo Pid Cp- Grande Sud, il quale lancia la sfida al Pd ‘che ha a lungo attaccato Crocetta’ e all’Udc ‘che a Roma discute a lungo col centrodestra’. Tornando poi alla mozione di censura a Nelli Scilabra, il deputato palermitano ribadisce: «Se non cessa la materia del contendere, cioè se la Scilabra viene confermata alla Formazione, la censura rimane all’ordine del giorno. E verrebbe votata nel caso in cui la mozione di sfiducia a Crocetta non dovesse essere approvata».

Ai ventisei esponenti del centrodestra si aggiungono i quattordici parlamentari del Movimento 5 Stelle che domenica prossima a Palermo, in piazza Parlamento, daranno vita allo ‘Sfiducia day’ a cui presenzierà lo stesso leader Beppe Grillo. A conti fatti, quindi, all’opposizione servono ancora sei voti per far tramontare anzitempo l’esperienza Crocetta, che in linea teorica sarebbero davvero pochi, ma risultano una vera e propria incognita alla luce dei tira e molla in corso nei palazzi della politica siciliana.

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