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PALERMO - 05/10/2014
Sicilia - Quei "fortunelli" come pochi

"Voglio una vita privilegiata"... è possibile all´Ars!

Retribuzioni da sogno nonostante i tagli Foto Corrierediragusa.it

Tagli sì ma lavorare al´Ars è sempre un grande privilegio. Molto più che fare lo stesso lavoro al Senato dove gli stipendi, pur alti, sono almeno del 20 per cento in meno che a Palermo. L´annuncio del taglio degli stipendi al personale dell´Ars a partire del 1 gennaio 2015 annunciato dal
delegato del Consiglio di presidenza, Paolo Ruggirello, che ha firmato l´accordo con quattro sigle sindacali, forse riporta le retribuzioni, di commessi, stenografi, assistenti ed uscieri su basi un pò più "realistiche" ma le retribuzioni annue restano da capogiro. Dice Ruggirello: "Gli effetti finanziari determinano maggiori risparmi sul bilancio dell´Assemblea di quelli derivanti da un mero recepimento dei tetti stabiliti presso il Senato. Infatti, l´automatico recepimento avrebbe comportato una riduzione dei costi su base triennale pari a 2,830 milioni di euro".

In base all´accordo, la riduzione della spesa nel triennio 2015-17 comporta un risparmio per le casse dell´Ars di 3,032 milioni di euro (1,010 mln all´anno), 201.497 euro in più rispetto all´automatica applicazione dei parametri del Senato. L´accordo riguarda 218 persone come l’assistente parlamentare (molto più prosaicamente il commesso), qualifica più bassa nella carriera di Palazzo dei Normanni, ad esempio, il quale con 25 anni di anzianità oggi arriva a guadagnare 117.580 euro l’anno, al netto dei contributi previdenziali, ovvero otto mila euro al mese.

Con 40 anni di servizio, la cifra lievita a 143 mila euro l’anno. Con i tagli in discussione il tetto massimo, sarebbe "appena" di circa 100 mila euro. Sono distanze abissali da chi ha alti posti di responsabilità nei vari rami della società e che confermano nell´opinione pubblica l´idea di un mondo di privilegi totalmente staccato dalla realtà ma concretamente pagato con i soldi dei contribuenti.