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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 935
PALERMO - 16/09/2014
Sicilia - La giornata dei lunghi coltelli al governo della Regione

Divorzio Pd-Crocetta nel giorno di Renzi

Il governatore ha fatto sapere che porterà il caso Sicilia direttamente a Roma, bypassando la segreteria siciliana Foto Corrierediragusa.it

E´ stata una giornata dai lunghi coltelli per il governo della Regione. Nel giorno della visita di Matteo Renzi a Palermo è spaccatura totale tra il Pd ed il presidente Crocetta. E´ stato anche il giorno delle dimissioni dell´assessore ai Beni culturali, la siracusana Mariarita Sgarlata, travolta dal caso della piscina costruita nella sua villa in modo abusivo. Crocetta aveva già liquidato il suo assessore e la Sgarlata non ha frapposto indugi scrivendo una lettera in cui si legge: "Recenti dichiarazioni di stampa da parte del presidente Crocetta evidenziano che il rapporto di reciproca fiducia con il quale ho iniziato questa entusiasmante avventura si è incrinato. La mia persona, la mia storia e le tante iniziative che ho portato avanti e concluso in questi mesi parlano da sole . La crescente confusione del quadro politico, in particolare del rapporto tra il governo regionale e il Partito Democratico, comporta la difficoltà, per ogni assessore che si riconosce nella proposta politica del Pd, di poter svolgere con serenità il suo lavoro, essendo imbrigliato in meccanismi e strategie che non consentono alcuna continuità nell´azione politica e istituzionale.

Proprio perché consapevole di voler continuare il mio impegno all´interno del Partito Democratico ma, al tempo stesso, di voler porre un freno ad un clima di veleni che rischia di danneggiare il futuro del partito, credo sia giusto che io rimetta il mio mandato da assessore". E a proposito di veleni nel Pd Fausto Raciti, segretario regionale, ha mollato ufficialmente Crocetta dicendo:

"Da oggi i destini del partito e del governatore si separano. La direzione nazionale è stata informata della nostra decisione. La nostra gente non ce la fa più. Se qualche dirigente democratico intende sostenere ancora questa fallimentare esperienza dovrà dirlo pubblicamente e metterci la faccia. Noi scendiamo".

Ma Crocetta, lungi dal ricucire, ha rilanciato sprezzante: «E chi è Raciti?». Quindi ha fatto sapere che porterà il caso Sicilia direttamente a Roma, bypassando la segreteria siciliana. Quindi, intervistato a La Zanzara, ha aggiunto: «Non mi dimetterò mai, sono un combattente, il Pd dovrebbe accendermi un cero".


grande Crocetta
16/09/2014 | 13.48.14
Antonio

Grande Crocetta, quanti ceri hai acceso tu attorno al feretro della trinacria?