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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1463
PALERMO - 01/08/2014
Sicilia - Grido d’allarme del presidente di Piccola Industria Giorgio Cappello

Appello Confindustria Sicilia a banche

"Chiediamo di sostenere le aziende del territorio sfruttando tutti gli strumenti a disposizione" Foto Corrierediragusa.it

Confindustria Sicilia scende in campo per tutelare il sistema delle piccole e medie imprese dell’Isola, costretto a fare i conti con una crisi di liquidità senza precedenti. Le banche sono chiamate a fare fino in fondo il loro ruolo e dare "ossigeno" al sistema produttivo invertendo il trend che vede il sistema creditizio siciliano registrare una ulteriore contrazione del credito nei confronti delle imprese. Dice il ragusano Giorgio Cappello (nella foto), presidente della Piccola Industria di Confindustria Sicilia: «Occorre intervenire perché sta per saltare in aria quel poco che è rimasto del sano tessuto industriale siciliano. Noi proseguiremo la battaglia avviata". Giorgio Cappello ha incontrato insieme con il vicepresidente degli industriali siciliani, Nino Salerno, i principali rappresentanti del sistema creditizio guidati dal presidente della commissione Abi Sicilia, Giovanni Chelo ed ha sollecitato interventi mirati.

«In Sicilia – ha affermato Cappello – esiste un tessuto produttivo di Pmi, ma anche di artigiani, commercianti e agricoltori, che ancora crede nel fare impresa e che continua a scommettere sul territorio. Si tratta dell’ossatura di questa regione, che va sostenuta e salvaguardata. Perché, sia chiaro, se cade la base, a cascata cadono tutti. È per questo che oggi ci ritroviamo a perorare la causa dell’intera filiera produttiva, nella consapevolezza che l’economia reale non è divisa in compartimenti stagni ma è rappresentata da un sistema di interconnessioni da tutelare per evitare, tra un anno, di trovarci a fare la conta di imprese fallite e lavoratori licenziati».

«Al sistema delle banche – ha aggiunto il presidente della Piccola Industria di Confindustria Sicilia - chiediamo di sostenere le aziende del territorio sfruttando tutti gli strumenti a disposizione. Primo fra tutti, il Fondo di garanzia dello Stato che, per la Sicilia, è a costo zero ma che non tutte le filiali conoscono a sufficienza».