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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1571
PALERMO - 28/07/2014
Sicilia - Colpiti anche i beni di Massinelli e Reina, consulenti dell’ex governatore siciliano

Finanza creativa o tangenti in era Cuffaro?

Un’operazione finanziaria con la banca giapponese Nomura. Soldi trasferiti nei paradisi fiscali. La Procura di Palermo ipotizza il reato di corruzione Foto Corrierediragusa.it

Una vicenda di politica e alta finanza dell´era Cuffaro sarebbe in realtà la più grande truffa mai subita dalla Regione siciliana. Forse condita anche dalla corruzione. Il Gip del Tribunale di Palermo ha disposto il sequestro preventivo di beni per cento milioni di euro a carico di un´importante banca di investimenti, la Nomura, e di due consulenti finanziari siciliani. Una parte dei soldi sarebbe finita nei loro conti correnti esteri. Il nucleo di Polizia tributaria della guardia di finanza, su richiesta del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dei sostituti Sergio Demontis e Daniele Paci, ha disposto il mega sequestro per equivalente - fino a coprire l´eventuale danno subito dalle casse regionali - anche dei beni - immobili, società e denaro - di proprietà di Marcello Massinelli e Fulvio Reina, due nomi di peso nel mondo delle consulenze finanziarie e intermediari dell´operazione con i giapponesi di Nomura. Nell´estate di due anni fa i pubblici ministeri Paci e Demontis si erano spostati nel carcere di Roma Rebibbia per interrogare Totò Cuffaro che in quel carcere sta scontando una condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia. Nella presunta inchiesta per corruzione risulterebbero indagati l´ex governatore siciliano, Massinelli e Reina. Nei giorni della trasferta romana l´ipotesi di reato recitava così: «Perché il presidente della Regione, in concorso con pubblici funzionari allo stato ignoti, riceveva da Reina e Massinelli somme di denaro per fare ottenere l´aggiudicazione all´istituto di credito Nomura, istituto per il quale Massinelli e Reina erano consulenti, un contratto di cartolarizzazione di crediti della Regione Sicilia per la successiva vendita nel mercato nazionale e internazionale dei capitali».

I fatti contestati sarebbero stati commessi, «a Palermo e altrove, fino al 2009». Nel corso dell´interrogatorio Cuffaro respinse con sdegno ogni ipotesi di corruzione. I pm, però, oggi in possesso dei risultati di una rogatoria all´estero e del contenuto di alcune intercettazioni. L´indagine si è spostata fino al 2009 e cioè un anno dopo che Cuffaro, travolto dalla condanna in primo grado e poi dallo scandalo dei cannoli, decise di dimettersi dalla presidenza della Regione. I tempi sono importanti perché testimonierebbero la possibile responsabilità di altri soggetti. E non è detto che siano i soli Massinelli e Reina.

L´inchiesta approdata oggi al sequestro è partita da Milano. È stata per prima la Procura lombarda a mettere il naso nelle relazioni finanziarie fra la sede londinese della banca giapponese Nomura e la Regione siciliana. Relazioni dietro alle quali si nasconderebbero gli interessi di Marcello Massinelli e Fulvio Reina, un tempo stretti collaboratori di Cuffaro. Un esposto anonimo del 2003 segnalava gli «spropositati guadagni» della Nomura e i tanti soldi transitati in conti offshore. Soldi che sarebbero serviti per ricompensare Massinelli e Reina, menti dell´operazione finanziaria che prevedeva la cartolarizzazione dei crediti vantati dalle Aziende sanitarie siciliane. Un´operazione attraverso cui le Ausl, le vecchie Aziende sanitarie locali, nel 2003 passavano i loro crediti alla Nomura Bank di Tokyio che li avrebbe poi scontati con la collocazione di obbligazioni sul mercato azionario.

Sono gli anni in cui dalla cosiddetta finanza creativa sembrano potere arrivare le soluzioni per mettere a posto i conti degli enti pubblici. Non solo quelli della Sicilia, visto che finanza creativa e derivati sono diventati un pilastro, spesso scricchiolante, dell´economia mondiale.

I movimenti finanziari made in Sicily sarebbero stati «spinti» grazie al pagamento di tangenti. E così, su delega del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, si attiva il nucleo di polizia tributaria di Milano. L´ipotesi iniziale era che Nomura avesse incassato 48 milioni di euro. Dieci volte in più del prezzo di mercato. In cambio avrebbe riconosciuto provvigioni per 16 milioni ad una società riconducibile a Massinelli e Reina. Un passaggio di denaro avvenuto in gran parte attraverso i conti correnti della irlandese Profitview Investments Ltd, lasciando fuori la Rossini srl di cui Massinelli e Reina erano soci. Secondo gli investigatori, proprio la Rossini sarebbe stata decisiva per far sì che Nomura diventasse l´advisor della Regione Siciliana. Erano gli anni in cui Massinelli è stato consulente finanziario di Cuffaro.

Di fatto da Nomura passavano le più importanti operazioni finanziarie della Regione siciliana. Operazioni di cui c´è traccia anche nella fitta corrispondenza fra i funzionari regionali e della banca. Una volta pagati, se pagati lo sono stati davvero, come sarebbero rientrati in Italia i soldi delle strane provvigioni? Gli investigatori avrebbero individuato due conti nella sede della Banca popolare di Sondrio a Lugano, in Svizzera, che risulterebbero intestati a Massinelli e Reina. La prova del rientro dei capitali arriverebbe da un paio di versamenti.

Il sequestro di oggi riguarda beni per circa cento milioni di euro. Più del doppio, dunque, dei 48 del caso Nomura. C´è dell´altro dunque nel fascicolo della Procura e probabilmente riguarda gli anni successivi alla stagione del governo Cuffaro.

Riccardo Lo Verso - Livesicilia