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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 784
PALERMO - 29/05/2014
Sicilia - Abbassato a 160 mila euro il tetto degli stipendi dei burocrati regionali

Stipendi regionali salvi. L´Ars approva la mini manovra

Non è stata toccata invece la norma per i vitalizi goduti dai condannati per mafia, compreso quello da 6 mila euro al mese dell’ex governatore Totò Cuffaro Foto Corrierediragusa.it

Via libera alla manovra "salva-stipendi". L´Assemblea regionale siciliana ha approvato con 48 voti a favore e 14 astenuti, il testo che vale 233 milioni destinati a circa 30 mila persone, tra forestali dipendenti dei consorzi di bonica e di numerosi altri enti collegati alla Regione, come Eas, Esa, Ersu e Irsap; fondi per circa 80 milioni ai Comuni. E ottiene il disco verde la ´sanatoria´ per i 3 mila´precari d´oro´ della Regione. Abbassato a 160 mila euro il tetto degli stipendi dei burocrati regionali, ma non vengono toccati i vitalizi goduti dai condannati per mafia, compreso quello da 6 mila euro al mese dell´ex governatore Totò Cuffaro, il quale sta scontato a Rebibbia una condanna a sette anni, che un emendamento grillino voleva cancellare.

Tutelati i 1800 lavoratori degli sportelli multifunzionali: viene autorizzato l´ente di formazione Ciapi ad emanare i bandi per il reclutamento del personale da utilizzare per le attività previsti dal progetto ´Youth-guarantee´ e dal ´Piano giovani´, con forme contrattuali di lavoro subordinato. La legge salva i "precari d´oro", gli ex Pip, una platea di oltre 3.000 lavoratori: quasi tutti potranno beneficiare del sussidio di circa 830 euro al mese anche in presenza di un reddito individuale di 20 mila euro e familiare entro i 40.000 euro. Passa, pero´, la norma che fissa il tetto massimo delle retribuzioni dei dipendenti pubblici della Regione e degli enti controllati a 160 mila euro voluta dal governo Crocetta e dal Pd. Una norma passibile di impugnativa da parte del commissario dello Stato, ha avvertito il presidente dell´Ars Giovanni Ardizzone, perchè l´articolo 14 dello Statuto siciliano prevede che i dipendenti della Regione non possano godere un trattamento inferiore a quello degli statali. E il recente decreto Renzi fissa per questi un tetto massimo di 240 mila euro.

Ma resta fragorosa la bocciatura del subemendamento del Movimento 5 stelle, sostenuto da una parte del Pd, che puntava ad abolire il vitalizio ai condannati per mafia: solo 18 i voti a favore, 33 i contrari e 7 astenuti, dopo il pesante parere contrario del governo Crocetta. "Un verdetto vergognoso - per i pentastellati - perchè manda un brutto messaggio".