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PALERMO - 23/03/2014
Sicilia - Quei costi esorbitanti che fanno riflettere

Sicilia eccede in spese mantenimento

La spesa tuttavia non equivale ad un buon servizio Foto Corrierediragusa.it

Primi assoluti ma non è un bel primato. La Sicilia è infatti in cima alla classifica per le spese di mantenimento dell´apparato pubblico regionale. La macchina burocratica regionale cosata infatti 13, 8 miliardi di euro l´anno, due miliardi e passa in più rispetto al Lazio, secondo in classifica con 11,1 miliardi e la Campania che sfiora gli undici miliardi. La spesa non equivale ad un buon servizio perchè, come rivela uno studio della ConfCommercio, nelle tre regioni si concentra il 43, 3 per cento delle inefficienze delle spese. Si spende insomma ma i cittadini non hanno ritorni apprezzabili in termini di servizi. Dal rapporto ConfCommercio appare chiaro che prima di tagliare costi della sanità, nella scuola e nei servizi sociali bisognerebbe incidere con il bisturi nei palazzi del Governo e dell´elefantiaca macchina burocratica
Secondo il Rapporto presentato dai commercianti alla giornata di apertura del tradizionale Forum di Cernobbio, se tutte le Regioni iniziassero seriamente a rivedere le spese inutili ed improduttive sarebbe possibile risparmiare ogni anno almeno 82 miliardi e 300 milioni di euro. Basterebbe imitare la Lombardia che risulta la regione più virtuosa in Italia. Ogni cittadino lombardo costa infatti 3.900 euro in servizi pubblici.

La media italiana, invece, è di 4.500 euro a testa. In Sicilia invece la Regione spende oltre 5.000 euro a testa, ma questo non vuol dire che i servizi dei cittadini siciliani siano migliori. «Il costo che sostiene un cittadino siculo per inefficienze varie è pari a 5.072 euro meno 1.526 euro, cioè 3.546 euro», continua ancora il report dei commercianti. Più spesa, infatti, non equivale necessariamente a migliori servizi. Anzi, il più delle volte è vero il contrario. Calabresi e siciliani usufruiscono di servizi inferiori di oltre il 60% rispetto ai connazionali lombardi".