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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 551
PALERMO - 12/03/2014
Sicilia - Convocato il consiglio comunale a palazzo dell’Aquila con tutti i parlamentari

Cambia la Sicilia con i Liberi consorzi

Si teme il proliferare dei nuovi organismi che annullerebbe il risparmio di spesa dovuto alla soppressione delle province. Marsala, Gela, Caltagirone, Nebrodi, Vittoria e Modica in pole position Foto Corrierediragusa.it

Piaccia o no la Sicilia ha detto addio alle provincie così come sono state conosciute negli ultimi 70 anni. Una rivoluzione epocale o una soluzione "gattopardesca" nella migliore tradizione siciliana? Il dibattito è aperto ma sta di fatto che con la riforma bisognerà da subito cominciare a fare i conti. Primo ad interrogarsi il consiglio comunale di Ragusa che lunedì prossimo si riunisce alla presenza dei deputati regionali e nazionali per capire dove andare. Ragusa teme di vedere cancellati 77 anni di storia e propone da subito una riflessione visto che, finora a parole ma con pochi fatti, i due centri maggiori dopo il capoluogo, Vittoria e Modica, cullano l´idea di lasciare il capoluogo ibleo.

Vittoria è tentata dalle sirene di Gela, la città del presidente della Regione che è di casa a Vittoria, e vedrebbe bene un´aggregazione con la città che ha dato i natali al presidente. Modica, invece, culla il sogno di diventare, in forza della sua popolazione, la capitale del Libero consorzio del barocco aggregando Noto o meglio riproponendo l´attuale assetto della diocesi netina. Queste le aspirazioni anche se la creazione di nuovi Liberi consorzi non è delle più semplici, ha necessità del consenso dei comuni che dovrebbero trovare nuove aggregazioni, oggi solo pronunciate ma che poi dovranno essere definite e potrebbero fare scattare gelosie oggi tenute nascoste.

Rosario Crocetta ha affermato che nel lungo periodo i Liberi consorzi faranno risparmiare 100 milioni ai siciliani e Pippo Di Giacomo (Pd) esulta fino ad affermare che "Ad oggi abbiamo abolito i privilegi politici" riferendosi alla pletora di aspiranti consiglieri ed assessori provinciali. Non ce ne saranno più per come sono stati conosciuti perchè lavoreranno gratis o quasi e non saranno eletti dal popolo ma delegati dai consigli comunali. Un risparmio di sicuro da un lato ma il rischio della nuova legge resta nel pericolo della nascita di venti nuovi Liberi consorzi, in ordine sparso Marsala, Nebrodi, Gela, Caltagirone, che farebbero crescere gli oneri per i servizi da assicurare alla collettività. Risparmi da un lato e aumento delle spese dall´altro. Tomasi di Lampedusa avrebbe qualcosa da dire in proposito.

LA VOTAZIONE ALL´ARS
Le nove province siciliane sono state soppresse. Al loro posto nove Liberi consorzi e tre città metropolitane. L´Ars ha approvato la legge che istituisce i nuovi organismi con 62 voti favorevoli, la maggioranza di governo più il M5S, 14 contrari e due astenuti. La legge prevede che si possano creare nuovi Liberi consorzi entro sei mesi purché i comuni raggruppino almeno una popolazione di 180mila abitanti e quelli coincidenti con gli enti soppressi non abbiano una popolazione inferiore a 150mila abitanti. L´elemento cardine della legge è la soppressione del voto diretto, gli organismi dei Liberi consorzi, infatti, saranno di secondo livello, eletti non dal popolo ma dalle assemblee dei consorzi. Altra novità è la creazione delle tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina, la cui elezione degli organismi, sempre di secondo livello, sarà disciplinata con una successiva legge che il governo Crocetta porterà in aula il prossimo autunno. Rinviati alla prossima legge anche i compiti e le funzioni dei Liberi Consorzi.

Il disegno di legge è stato approvato dalla maggioranza e dal gruppo parlamentare dei 5stelle. Contrari i gruppi di opposizione. La votazione in aula ha avuto qualche intoppo per alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza. Tra questi il più controverso, poi approvato, quello che abbassa da 180 a 150 mila abitanti la quota minima per non fare sciogliere un Consorzio. In fatti si stabilisce che: "non è ammessa la costituzione di un Libero consorzio, l´adesione di un comune ad altro Libero consorzio ovvero l´adesione di un comune alla città metropolitana qualora per effetto del distacco nel Libero consorzio di provenienza la popolazione risulti inferiore a 150 mila abitanti ovvero si interrompa la continuità territoriale tra i comuni che ne fanno parti". Sarà insomma più difficile staccarsi dal Libero consorzio di appartenenza. Per Rosario Crocetta è una battaglia vinta innanzitutto sul piano politico. La legge era uno dei punti cardine del suo programma ed il presidente ha parlato di una riforma che "passa alla storia della Sicilia, perché si tratta di un testo di legge che modifica gli assetti istituzionali". Contenti anche i grillini che cantano vittoria: "Cala finalmente il sipario sulle Province. Va a posto uno dei tasselli del programma del Movimento 5 Stelle, che dell´eliminazione dell´Ente e, soprattutto, della sua componente politica, ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia".

Di tutt´altro tono il commento di Santi Formica, deputato del Gruppo "Lista Musumeci: " Si è consumata una delle pagine più buie della storia del Parlamento siciliano. Dopo una gestazione di quasi nove mesi e con continue «minacce di aborto», si è assistito prima in commissione, dove non solo non si è tenuto conto delle audizioni di valenti docenti di diritto costituzionale, tutti contrari ai vari disegni di legge di volta in volta presentati laddove non prevedevano il voto diretto e popolare, ma addirittura si è assistito al paradosso di un Presidente di commissione (di maggioranza) che incardina una sua proposta ed il governo che presenta emendamenti per stravolgerla e, successivamente, li ritira sostenendo tutto ed il contrario di tutto «pur di arrivare in Aula». Il successivo percorso d’Aula poi è un festival di contraddizioni, dove emerge con chiarezza l’unico intento del presidente Crocetta, e cioè approvare una legge qualsiasi pur di poter dichiarare «ho fatto la riforma».


"La terra dei gattopardi
12/03/2014 | 19.35.55
A.G.

«Cambiare tutto per non cambiare niente…».

Vi ricorda qualcosa ?

Avviso ai»naviganti»: Siamo nella terra dei»gattopardi».

Avremo modo di assistere alla confusione cosmica…con vuoti di potere amministrativo paurosi.

Costituiranno,sempre che vi riescano,»carrozzoni»di consorzi solo per spartire POTERE.
Non ci sarà risparmio,ma solo sperpero….e poi torneremo indietro alle province.

Sarà il CAOS TOTALE….conoscendo gli uomini,pardon i ..litici(-po..).