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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 792
PALERMO - 12/03/2014
Sicilia - Passa l’abolizione con un’ampia maggioranza: nascono i liberi consorzi

Addio definitivo alle 9 province siciliane, l´Ars approva la riforma. Crocetta: "E´ solo l´inizio"

Voto favorevole anche del Movimento cinque stelle. Si astiene il Partito dei siciliani Foto Corrierediragusa.it

Le nove province siciliane sono state soppresse. Al loro posto nove Liberi consorzi e tre città metropolitane. L´Ars ha approvato la legge che istituisce i nuovi organismi con 62 voti favorevoli, la maggioranza di governo più il M5S, 14 contrari e due astenuti. La legge prevede che si possano creare nuovi Liberi consorzi entro sei mesi purché i comuni raggruppino almeno una popolazione di 180mila abitanti e quelli coincidenti con gli enti soppressi non abbiano una popolazione inferiore a 150mila abitanti. L´elemento cardine della legge è la soppressione del voto diretto, gli organismi dei Liberi consorzi, infatti, saranno di secondo livello, eletti non dal popolo ma dalle assemblee dei consorzi. Altra novità è la creazione delle tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina, la cui elezione degli organismi, sempre di secondo livello, sarà disciplinata con una successiva legge che il governo Crocetta porterà in aula il prossimo autunno. Rinviati alla prossima legge anche i compiti e le funzioni dei Liberi Consorzi.

Il disegno di legge è stato approvato dalla maggioranza e dal gruppo parlamentare dei 5stelle. Contrari i gruppi di opposizione. La votazione in aula ha avuto qualche intoppo per alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza. Tra questi il più controverso, poi approvato, quello che abbassa da 180 a 150 mila abitanti la quota minima per non fare sciogliere un Consorzio. In fatti si stabilisce che: "non è ammessa la costituzione di un Libero consorzio, l´adesione di un comune ad altro Libero consorzio ovvero l´adesione di un comune alla città metropolitana qualora per effetto del distacco nel Libero consorzio di provenienza la popolazione risulti inferiore a 150 mila abitanti ovvero si interrompa la continuità territoriale tra i comuni che ne fanno parti". Sarà insomma più difficile staccarsi dal Libero consorzio di appartenenza. Per Rosario Crocetta è una battaglia vinta innanzitutto sul piano politico. La legge era uno dei punti cardine del suo programma ed il presidente ha parlato di una riforma che "passa alla storia della Sicilia, perché si tratta di un testo di legge che modifica gli assetti istituzionali". Contenti anche i grillini che cantano vittoria: "Cala finalmente il sipario sulle Province. Va a posto uno dei tasselli del programma del Movimento 5 Stelle, che dell´eliminazione dell´Ente e, soprattutto, della sua componente politica, ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia".
Di tutt´altro tono il commento di Santi Formica, deputato del Gruppo "Lista Musumeci: " Si è consumata una delle pagine più buie della storia del Parlamento siciliano.

Dopo una gestazione di quasi nove mesi e con continue «minacce di aborto», si è assistito prima in commissione, dove non solo non si è tenuto conto delle audizioni di valenti docenti di diritto costituzionale, tutti contrari ai vari disegni di legge di volta in volta presentati laddove non prevedevano il voto diretto e popolare, ma addirittura si è assistito al paradosso di un Presidente di commissione (di maggioranza) che incardina una sua proposta ed il governo che presenta emendamenti per stravolgerla e, successivamente, li ritira sostenendo tutto ed il contrario di tutto «pur di arrivare in Aula». Il successivo percorso d’Aula poi è un festival di contraddizioni, dove emerge con chiarezza l’unico intento del presidente Crocetta, e cioè approvare una legge qualsiasi pur di poter dichiarare «ho fatto la riforma».


QUALUNQUISMO
12/03/2014 | 15.21.59
Emanuele

A dimenticavo, Rosario mi raccomando domenica da Giletti a fare il fenomeno!


RIDICOLI
12/03/2014 | 11.24.09
Emanuele

La riforma più inutile della storia dell´autonomia siciliana!