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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1225
PALERMO - 06/03/2014
Sicilia - Ancora un nulla di fatto all’Assemblea regionale siciliana

Riforma delle province, clima teso

Dopo le liti della serata la notte non ha portato consiglio e le tensioni sono ricomparse stamani alla riapertura dei lavori Foto Corrierediragusa.it

Sospensioni e conferenze dei capigruppo e soprattutto tensione alle stelle fra il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e il presidente della Commissione Affari istituzionali Antonello Cracolici. Vanno avanti così i lavori d’aula all’Ars alla ricerca di una riforma delle Province che è considerata in dirittura d’attivo ormai da tre giorni ma che continua a non vedere la luce. Dopo l’approvazione, ieri, dell’articolo 9 con la nascita della figura del supersindaco delle città metropolitane, lo scontro ieri sera si è consumato sull’articolo 10. Pomo della discordia la riscrittura della norma. A fronte di Cracolici che considera non rinviabile la scelta sulle competenze dei Liberi consorzi, c’è l’opposizione che va avanti ad ostruzionismo ed il presidente dell’Ars che, richiamandosi al regolamento, ha considerato non ammissibile quella riscrittura.

Dopo le liti della serata la notte non ha portato consiglio e le tensioni sono ricomparse stamani alla riapertura dei lavori tanto da costringere ad una nuova sospensione dei lavori d’aula, ad una conferenza dei capogruppo e ad una serie di incontri di mediazione del Presidente Crocetta. La seduta è ripresa poco prima delle 14 per l’esame del ddl sulle Province. Il governo ha presentato un sub-emendamento di riscrittura dell’articolo 10. Si tratta della secondo riscrittura che, però, non trova d’accordo le opposizioni ma che sembra aver riportato il sereno nella maggioranza e convinto il Presidente dell’Ars

Il sub emendamento dell’assessore Patrizia Valenti, infatti, è stato accolto dalla presidenza dell’Ars. Con la nuova proposta si rinvia a una successiva legge (da predisporre fra sei mesi dopo il periodo transitorio per le scelte che dovranno operare i comuni decidendo a qule consorzio o città metropolitana aderire) la ridefinizione delle «funzioni da trasferire ai Liberi consorzi, alle città metropolitane, ai comuni, alla Regione e agli enti regionali». La norma prevede inoltre che «i Liberi consorzi e le città metropolitane esercitano funzioni di coordinamento, pianificazione, programmazione e controllo in materia territoriale, ambientale, di trasporti e di sviluppo economico».

Clima teso e poche aperture al dialogo. L’unico mezza apertura viene dal capogruppo del Pds-Mpa, Giovanni Di Mauro, che ha comunicato l’astensione del gruppo alla riscrittura del governo. Per il resto si continua a litigare su tutto ad iniziare dal futuro del personale delle province, delle società in house e delle società partecipate provinciali. Blogsicilia