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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1223
PALERMO - 02/03/2014
Sicilia - La relazione annuale della Presidente della Corte dei Conti

La Sicilia è una terra di corruzione

"In Sicilia, peraltro, il fenomeno corruttivo spesso lambisce e si intreccia con gli interessi dell’universo mafioso ma, anche quando e’ del tutto estraneo a esso, in qualche modo, lo favorisce" Foto Corrierediragusa.it

Corruzione, ruberie e malaffare. La fotografia della Sicilia fatta dalla presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione siciliana Luciana Savagnone (nella foto), durante la cerimonia di inaugurazione dell´anno giudiziario 2014 è impietosa e castiga soprattutto la classe politica. L´economia, ha detto il magistrato, è in stato comatoso ed in queste condizioni socio-economiche "la classe politica non riesce a dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, occupandosi prevalentemente di se stessa e, sempre più spesso, sottraendo ricchezze al Paese, depredando nei piu´ diversi modi. E in questo la realtà supera spesso la fantasia". La corruzione è uno dei grandi mali siciliani e Luciana Savagnone ha chiesto ai politici di "fare di più per evitare che si verifichino questi episodi, con un controllo interno o una presa di coscienza morale. Se i cittadini più sfortunati e poveri spesso delinquono perchè mossi dal bisogno, la corruzione della classe politica e´ dettata, allora,soltanto da un incontrollata smania di ricchezza e potere. In Sicilia, peraltro, il fenomeno corruttivo spesso lambisce e si intreccia con gli interessi dell´universo mafioso ma, anche quando e´ del tutto estraneo a esso, in qualche modo, lo favorisce".

Questa la cruda analisi che mette la classe dirigente dell´isola sul banco degli imputati, I reati di corruzione, infatti, anche quelli apparentemente di scarso rilievo, "rendono più fertile il terreno su cui cresce e si sviluppa la delinquenza mafiosa, attraverso il perseguimento di interessi economici comuni, connivenze, reciproche protezioni". Il magistrato non salva neppure la pubblica amministrazione perchè anche qui la corruzione è molto diffusa come si evince dalle cronache e da vicende che "hanno coinvolto dipendenti, mortificando ed umiliando coloro che con onestà e fatica si dedicano al lavoro. E´ allora, indispensabile che la politica e la pubblica amministrazione" imparino ad amministrare e gestire se stesse, curando, attraverso un rigoroso controllo interno, il rispetto delle norme e delle regole che governano la loro attività, anticipando, se possibile, gli interventi da parte della magistratura, così da riacquistare credibilità nei confronti della cittadinanza ed impedire che si affermi che "sono i giudici a governare il Paese". Occorrerebbe almeno evitare che un amministratore, una volta accertata la commissione da parte sua di un illecito, venga confermato nelle funzioni o gli sia conferito altro incarico, così come il pubblico dipendente infedele dovrebbe essere rimosso dalle funzioni nello svolgimento delle quali ha commesso l´illecito.

Ugualmente sarebbe necessario escludere, nella distribuzione di cariche, uffici e mansioni, coloro che, pur non avendo tenuto un comportamento penalmente rilevante, sono stati destinatari di sentenze definitive di condanna da parte di questo giudice contabile per avere male amministrato. "Assistiamo, invece - ha concluso la Savagnone - al moltiplicarsi degli sprechi di denaro, spesso da parte di soggetti già condannati, i quali, anzichè essere posti in condizioni di non più nuocere al pubblico erario, vengono ancora una volta incaricati di gestire risorse economiche".


OCCUPAZIONE MILITARE STRANIERA
02/03/2014 | 20.53.07
asmodeo

E´ indispensabile l´occupazione militare straniera immediata della Sicilia, con poteri di vita e di morte, e la deportazione nella Cayenna di tutti i politici e i burocrati!