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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 926
PALERMO - 26/01/2014
Sicilia - Sono stati tagliati 558 milioni di euro dal fondo dei residui attivi

Finanziaria out: a rischio 40mila stipendi

Pagano il conto Forestali, scuole, teatri, disabili, Protezione civile. Necessaria una variazione di bilancio dopo lo stop del commissario dello Stato Foto Corrierediragusa.it

Forestali, scuole, teatri, disabili pagano il conto dello stop alla Finanziaria regionale. Il documento è stato infatti impugnato dal commissario dello Stato, il prefetto Aronica, e 40mila lavoratori alle dipendenze della Regione non potranno ricevere lo stipendio se non verranno sbloccati i 558 milioni di euro che erano stati stornati sul fondo dei residui attivi. Il commissario ha ritenuto che si tratta di crediti senza copertura certa ed ha quindi bloccato le somme.

"Non sappiamo ancora con esattezza quante sono le persone coinvolte, la situazione è complessa", afferma l´assessore regionale all´Economia Luca Bianchi, che annuncia una manovra-bis entro la settimana e ha preso contatti col Tesoro per evitare la paralisi della Regione. Nel dettaglio sono stati bloccati 180 milioni per gli operai forestali, i soldi per i dipendenti Resais, dei dipendenti del Ciapi, dell´Esa, dell´Eas, dei consorzi di bonifica, del Cerisdi. Cancellate anche la somme per teatri, enti cattolici, associazioni che rappresentano i disabili. Bloccate anche le norme sui diritti civili alle coppie di fatto, i fondi per la scuola, per l´Ersu, le università e le accademie.

Azzerati anche i fondi per l´Arpa che si occupa dei controlli ambientali, per i ricoveri dei minori, per i disabili e per il disagio sociale, per i parchi. E senza assistenza rischiano anche di restare anziani, malati, orfani e talassemici.

Si rischia insomma la paralisi della macchina regionale e il blocco di tanti servizi che aiutano famiglie e persone in difficoltà. La via d´uscita è una nuova manovra di bilancio per garantire almeno il pagamento degli stipendi del personale di enti, teatri, consorzi e associazioni, scoperti in bilancio. L´assessore Luca Bianchi deve recuperare almeno 200 milioni e dovrà ricorrere a tagli in altri rami del bilancio. Il nodo da sciogliere è quello dei residui attivi, ovvero i crediti difficilmente esigibili: la Regione siciliana ne ha accumulati, in quindici anni, la bellezza di 15 miliardi, mettendoli puntualmente in bilancio, ma drogando in questo modo il documento contabile. È la vera zavorra sui conti pubblici della Sicilia che ha portato il commissario dello Stato a bocciare la Finanziaria.