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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 757
PALERMO - 16/01/2014
Sicilia - L’ex capogruppo chiarisce: "Non ho mai speso denaro pubblico a titolo personale"

Inchiesta Ars: Innocenzo innocente? Leontini si difende

Intanto sul piede di guerra il Codacons che pensa già di affidarsi ai suoi legali Foto Corrierediragusa.it

"Le mie spese non sono state mai a titolo personale. Ho comprato i regali per i deputati del mio partito. Una prassi consolidata sin da quando sono stato capogruppo. Era infatti prassi regalare qualcosa a Natale". Innocenzo Leontini (foto) è entrato nel vortice dell´inchiesta della Procura di Palermo per le "spese pazze" all´Ars iNsieme ad altri dodici capigruppo. L´ex deputato regionale ispicese dà anche qualche dettaglio: "Ho fatto risparmiare il gruppo perchè ho comprato a Modica e non a Palermo dove i prezzi sono notoriamente più alti. Ho consegnato ricevute e fatture alla segretaria del gruppo, con la quale mi raccorderò per rivedere le carte e fare chiarezza. La funzionaria nel frattempo è andata in pensione ma la incontrerò per ricostruire tutte i passaggi della vicenda. Non è comunque un mistero per nessuno che a Natale si regalassero dei pensieri a dipendenti e colleghi ed in qualità di capogruppo ho utilizzato le somme a mia disposizione ma non per spese personali come si vorrebbe intendere".

Nella gioielleria in questione Leontini ricorda anche di avere comprato degli oggetti Mont Blanc e non solo piatti d´argento e di cristallo come emerge dalla documentazione acquisita dalla Guardia di Finanza. L´inchiesta "spese pazze" ha coinvolto 97 deputati e tra questi tutti i parlamentari iblei a conferma del diffuso malcostume in voga. Nell´elenco degli indagati, oltre a Leontini, figurano infatti Carmelo Incardona, Orazio Ragusa, Riccardo Minardo, Giuseppe Sulsenti, Roberto Ammatuna, che devono rispondere di 5.810,66 euro ciascuno e Giuseppe Digiacomo di 6.727 euro. L´inchiesta ha provocato indignazione nel momento in cui si parla di contenere i costi della politica, di limitare le spese di funzionamento del Parlamento più caro d´Europa.

Lapidario e senza appello il giudizio Politico di Rosario Crocetta: "Le indagini sono una cosa che ci mette molta tristezza perche´ non e´ bello essere il presidente di una Regione dove ci sono 97 parlamentari indagati. Mi fa anche rabbia, però è anche giusto che la giustizia abbia il suo corso, credo ci siano stati abusi in tutti i settori della vita pubblica ed è venuta l´ora che questa regione cominci a dimostrare che vuole fare più degli altri e che si debba sbloccare di uno stato che sicuramente non e´ esaltante. Il tema che dovremmo affrontare è se non sia venuta l´ora di ridurre in maniera drastica quelle spese e regolamentarle rigidamente".

Sul piede di guerra il Codacons che pensa già di affidarsi ai suoi legali. Dice il segretario nazionale dell´associazione consumatori, Francesco Tanasi: "I soldi spesi dai deputati per gioielli, vacanze, auto, borse griffate e biancheria intima dovranno essere restituiti fino all’ultimo centesimo ai cittadini, trattandosi di risorse che i siciliani hanno versato alle casse pubbliche. Con pazienza attenderemo l’esito dell’inchiesta e, una volta accertati gli illeciti e le responsabilità, avvieremo una azione legale contro i singoli deputati, per far restituire loro il maltolto attraverso i propri beni personali. Non ci fermeremo davanti a nulla e, laddove necessario, siamo pronti a togliere anche le case a chi ha utilizzato milioni di euro dei cittadini per spese private, così da restituire i soldi ai siciliani i quali, anche a causa di tali sperperi, risultano i cittadini più poveri d’Italia».

IL DETTAGLIO DELLE SPESE PAZZE
Si allarga a macchia d´olio l´inchiesta sulle spese pazze dell´Ars e l´indignazione cresce. Oltre dieci milioni gestiti dai gruppi politici nella passata legislatura, euro più euro meno, dove si trova di tutto; dai fumetti di Diabolik al pedaggio autostradale, dalla biancheria intima ai regali di Natale, dalla borsa griffata ai cd per gli amici ed elettori. Il procuratore aggiunto Agueci che coordina il gruppo di magistrati che ha avuto in consegna tutto il materiale raccolto ed elaborato dalla Guardia di Finanza parla di un´inchiesta ancora all´inizio che si muove "nella zona grigia tra illecito e reato". Coinvolti nell´inchiesta 97 parlamentari, di cui 83 della scorsa legislatura, Presidente della Regione compreso, il catanese Raffaele Lombardo.

Ragusa e provincia è presente "in forze" ed in forma trasversale nell´inchiesta (viste le appartenenze politiche) perchè nell´elenco degli indagati figurano Carmelo Incardona, Orazio Ragusa, Riccardo Minardo, Giuseppe Sulsenti, Roberto Ammatuna, che devono rispondere di 5.810,66 euro ciascuno e Giuseppe Digiacomo di 6.727 euro. Nell´elenco anche Innocenzo Leontini (foto) nella qualità di capogruppo dell´allora Pdl.

Proprio sul conto dell´ex parlamentare ispicese sono stati forniti alcuni dettagli come il pagamento di carburante, lavaggio e una multa da 51 euro per la sua Mercedes; servizio completo insomma ed a pagare era il gruppo ex Pdl. Leontini, stando a quanto emerso finora dall´inchiesta, avrebbe anche speso sette mila euro in una gioielleria di Modica per piatti di argento, di cristallo e tazze. E poi ancora ben 18 lettori dvd acquistati in un negozio d´elettronica con un conto di 1.700 euro. La politica costa ed allora Carmelo Incardona si sarebbe fatto restituire per la propaganda elettorale in tv e radio private 9.200 euro. Ora i conti passano ai magistrati.

Intanto il presidente dell´Assemblea, Giovanni Ardizzone, si è presentato spontaneamente dai magistrati inquirenti per dare delle spiegazioni. La procura dal suo canto ha trasmesso gli atti ai magistrati contabili ed è molto probabile l´apertura di una seconda indagine con l´ipotesi di danno erariale.
Dall´inchiesta coordinata dalla Procura di Palermo emerge che tutti i gruppi parlamentari della scorsa legislatura avrebbero speso illecitamente fondi pubblici. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci sottolinea: "A differenza "delle indagini condotte in altre regioni sono tutti i gruppi ad avere effettuato delle spese "pazze". L´indagine è complessa poiché è difficile accertare il reato - spiega ancora Leonardo Agueci - La legge infatti prevede che i fondi siano utilizzati per l´attività politica dei gruppi e all´epoca non vigeva l´obbligo di rendicontare. Ad esempio una cena elettorale potrebbe rientrare nell´uso lecito di questi fondi".

L´ORIGINE DELL´INCHIESTA
Tutti insieme appassionatamente. Quando c´erano da spendere i soldi destinati ai gruppi parlamentari saltavano tutti gli steccati politici. Anche certe spese rientrano in quelle che vengono spesso definite i costi della politica e fanno sobbalzare quanti sbarcano il lunario o non godono di benefit di sorta nell´espletamento del loro quotidiano lavoro. Indubbiamente i parlamentari siciliani hanno gusto ma chissà se opererebbero le stesse scelte dovendo tirare fuori soldi di tasca propria invece di utilizzare soldi pubblici. La Sicilia non sfugge al malcostume già manifestatosi in modo eclatante alla Regione Lazio o più recentemente in Piemonte e Campania. Con i soldi che l´Ars destina ogni anno all´attività dei singoli gruppi parlamentari si sono comprati di tutto: cravatte Hermes, profumi Chanel, scarpe Church, borse Vuitton per mogli e partner varie, cene nei migliori ristoranti di Sicilia e pernottamenti in alberghi a cinque stelle. Ora la Procura di Palermo vuole conto e ragione a conclusione delle indagini condotte dalle Fiamme Gialle ed ha posto sotto inchiesta 97 parlamentari siciliani, di cui 83 della scorsa legislatura, presidente della regione compreso, il catanese Raffaele Lombardo.

Nell´elenco con tanto di somme da giustificare perchè distratte, secondo gli inquirenti la provincia iblea è presente in forze perchè nell´elenco degli indagati ci sono Carmelo Incardona, Orazio Ragusa, Riccardo Minardo, Giuseppe Sulsenti, Roberto Ammatuna, che devono rispondere di 5.810,66 euro ciascuno e Giuseppe Digiacomo di 6.727 euro. Nell´elenco anche Innocenzo Leontini nella qualità di capogruppo dell´allora Pdl che è stato convocato insieme agli altri suoi colleghi in Procura dai sostituti procuratori Sergio Demontis, Maurizio Agnello e Luca Battinieri, nonché dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci.

L´inchiesta fu avviata nell´Ottobre 2012 quando i finanzieri del nucleo tutela spesa pubblica acquisirono tutta la documentazione relativa alle spese dei gruppi parlamentari. Nell´inchiesta emergono cifre anche eclatanti come quelle del segretario Pd Giuseppe Lupo, 39 mila euro, e di Francesco Rinaldi per 45mila euro.


cosa voui commentare
19/01/2014 | 17.40.57
salvatore

mi ricordo di Alfano che venne a Ispica e si congratulò con gli ispicesi per avere un rappresentante di cui dovevano andare fieri. ma và .....


19/01/2014 | 15.04.52
pippo

dai Leontini candidati che ti diamo il voto! ahahhahahahah


REGALINI...
17/01/2014 | 11.19.13
attila

Ma quanto sono carini, si fanno con i nostri soldi i regalini di Natale! Ma non vi preoccupate, è una "prassi consolidata".
Lo sappiamo, lo sappiamo: scippare soldi sudati alla gente che non sa come campare è una "prassi consolidata", insieme a tante altre "prassi" che preferisco descrivere perché mi scappa il vomito...


Quindi
16/01/2014 | 10.55.41
piero

Quindi gli ABBIAMO comprato un regalo.
Grazie, buono a sapersi.

p.s. il fatto che sia una prassi consolidata non legalizza la cosa.


vergogna
16/01/2014 | 9.09.06
giorgio zacco

i magistrati devono condannarli con pene certe da trascorrere nelle patrie galere e fargli restituire con gli interessi i soldi sottratti agli onesti cittadini che non sanno come vivere.