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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 420
PALERMO - 11/12/2013
Sicilia - Da 16 mila a 11 mila euro lordi. Indennità e diaria saranno legate all’indice Istat

I deputati si sono ridotti lo stipendio!

Per il presidente dell’Ars si è così adottata una linea di rigore che introduce i criteri del decreto Monti Foto Corrierediragusa.it

Via libera dall´Assemblea regionale siciliana al ddl sulla spending review. Si tratta della riscrittura dell´art. 2.9 avvenuta nelle ultime ore e che, dopo una giornata di serrati confronti nella maggioranza, prevede la stabilizzazione del tetto massimo per lo stipendio dei parlamentari a 11.100 euro lordi in luogo degli attuali 16.000. L´indennità e la diaria spettante ai deputati subirà la variazione dell´indice Istat del costo della vita. Il parlamento individuerà le cariche interne a cui spetterà un indennità di funzione nei limiti di 2.700 euro lordi mensili.

Al presidente della Regione e a quello dell´Ars spetterà un´indennità mensile lorda equivalente: "Così sapremo quanto guadagna il presidente della Regione", ha chiosato il numero uno dell´Assemblea Giovanni Ardizzone che si e´ speso molto per il recepimento dello spirito delle previsioni del decreto Monti. Il testo di legge ha subito un´accelerazione con la rapida approvazione dei successivi articoli. Ai parlamentari regionali nominati assessori e´ attribuita un indennità aggiuntiva per la carica di assessore pari all´indennità di funzione che spetta al presidente di commissione legislativa permanente dell´Ars. Agli assessori regionali che non siano deputati spetta un trattamento economico omnicomprensivo di 11.100 euro lordi. Bocciati gli emendamenti del M5S che proponeva la riduzione delle indennità da 11.100 a 8.500 euro e del Pd.

Per il presidente dell´Ars si è così adottata una linea di rigore che introduce i criteri del decreto Monti. Non è così secondo il Pd e il M5S che si sono opposti all´emendamento perchè non prevede espressamente l´applicazione del decreto Monti, ma solo l´adeguamento. La questione che separa i due schieramenti e´ se fare riferimento o meno al decreto 174, la legge Monti, cosa che farebbe perdere di autonomia l´Ars, adeguandola ad un qualsiasi consiglio regionale. In ogni caso gli importi, commenta Ardizzone, "non si discostano dal decreto Monti e dalle altre regioni".