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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 531
PALERMO - 15/11/2013
Sicilia - Doccia fredda per i 250 malati terminali siciliani che sperano nel metodo Stamina

No della Borsellino alle staminali in Sicilia

I malati non si arrendono. «Faremo la rivoluzione. Sono da condannare per crimini contro l’umanità» Foto Corrierediragusa.it

«Siamo costretti ad attenerci al decreto ministeriale, con il quale viene esposta la posizione di contrarietà del ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin. All’epoca dell’invito formulato al professor Vannoni, non c’era ancora una posizione chiara del ministro, che oggi è intervenuto e tutte le regioni sono costrette ad attenersi. Dico costrette, perché sul piano umano non posso esimermi dal dire che la questione mi coinvolge particolarmente, perché ho visto le famiglie e le loro sofferenze». A dirlo è l’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Lucia Borsellino (foto), a margine di un convegno sulla sanità della Cisl Sicilia presso l’hotel delle Palme di Palermo, in merito al rinvio dell’incontro con l’ideatore del metodo Stamina, la discussa cura sperimentale per le malattie degenerative. Tanta la speranza che riponevano i familiari dei circa 250 malati in Sicilia, fra i quali certamente Mauro Terranova, il 23enne di Modica affetto da atassia spino cerebellare. Tutto ciò in netta contrapposizione al deliberato della risoluzione della VI commissione regionale all’Ars, con la quale il Presidente Pippo Digiacomo e gli altri componenti, davano «30/45 giorni di tempo all’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, per attivare le cure».

Eppure da quel 31 luglio 2013, di giorni ne sono passati ben 115 (cioè tre mesi e quindici giorni, per l’esattezza). «L’incontro con il professore Vannoni è stato posticipato perchè, quando era stato programmato – conclude Lucia Borsellino -, il ministero alla Salute non si era ancora espresso nonostante ci fosse giá il parere negativo del comitato scientifico dell’Istituto superiore della Sanità». »Adesso le cose sono due, visto il non rispetto del deliberato della commissione Sanità dell’Ars, o si dimettono i componenti della Commissione, che hanno espresso un parere vincolante all’assessore, che è stato considerato come carta igienica – dichiarano alcuni genitori dei malati in attesa del metodo «Stamina» -, oppure si dimette l’assessore Borsellino. Probabilmente la cosa più sensata, vista la sua scarsa considerazione nei confronti dei malati e la relativa condanna a morte». Se a questo punto sembrerebbe scriversi la parola «fine»alla possibilità delle cure con il metodo «Stamina» in Sicilia, i malati non si arrendono. «Faremo la rivoluzione. Sono da condannare per crimini contro l’umanità. E’ vergognoso».