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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 674
PALERMO - 12/11/2013
Sicilia - Si sarebbero appropriati di circa 500 mila euro di denaro pubblico. Messineo: "Malamministrazione"

Truffa alla Regione: dipendenti ed imprenditori arrestati

I soldi fatti affluire sui conti correnti personali degli arrestati anziché su quelli di appoggio delle imprese che avevano fornito beni e servizi

I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 15 persone, dipendenti della Regione «Sicilia» o imprenditori, ritenute responsabili a vario titolo di peculato, truffa aggravata nei confronti dello Stato, turbata libertà degli incanti, falsità materiale e ideologica.

Le indagini, avviate nel febbraio 2012 dai carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, hanno consentito di ricostruire un meccanismo di distrazione e successiva appropriazione indebita di denaro pubblico, di circa 500 mila euro, fatto confluire sui conti correnti personali degli arrestati anziché su quelli di appoggio delle imprese che avevano fornito beni e servizi alla Regione.

Secondo quanto accertato nell’operazione Iban nel giro di pochi mesi erano riusciti a impossessarsi di quasi mezzo milione di euro, soldi destinati alle imprese che forniscono beni e servizi alla Regione. Il gruppo di dipendenti infedeli aveva escogitato un sistema quasi perfetto, ma l’anno scorso dopo una segnalazione i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno iniziato le indagini coordinate dalla procura. Stanotte, il blitz: i tredici dipendenti regionali finiti agli arresti domiciliari e i due imprenditori in carcere sono accusati a vario titolo di peculato, truffa aggravata nei confronti dello Stato, turbata libertà degli incanti, falsità materiale e ideologica.

Gli arresti dei tredici dipendenti regionali siciliani e dei due imprenditori, accusati di truffa e peculato, rappresentano «un episodio di malamministrazione che coinvolge i dipendenti pubblici». E’ quanto dice il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, parlando dell’operazione ‘Iban’ che ha scoperto un giro di malaffare tra dipendenti pubblici infedeli e imprenditori compiacenti.

«Ancora una volta, attraverso questa indagine – continua il procuratore capo di Palermo – emerge una grande distrazione di fondi pubblici, anche europei. E’ una raggio di luce in un mondo oscuro che riguarda i meccanismi su cui emerge una grande carenza di controlli interni da parte dell’amministrazione attiva che questi fondi eroga. Questi controlli dovrebbero essere fatti da organismi terzi, in modo tempestivo e addirittura dovrebbero condizionare il pagamento alla effettiva realizzazione».

(da BlogSicilia)


dimenticavo...
12/11/2013 | 12.40.15
gd4

dimenticavo: intanto il sig.crocetta potrebbe licenziarli in tronco, così avremmo tredici stipendi in meno da pagare ogni mese... o no? e ancora: come è possibile che debbano essere i carabinieri, da fuori, a scoprire questo malaffare?


che gentaglia...
12/11/2013 | 12.24.27
gd4

... non contenti della fortuna sfacciata che avevano nell´avere un posto pubblico di lusso, superpagato e supergarantito (ottenuto chissà come), passavano il loro tempo a trovare il modo di truffare la regione e i cittadini siciliani che li mantengono! io darei l´ergastolo a questa gente...!