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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 968
PALERMO - 24/10/2013
Sicilia - La Sicilia resta sempre al primo posto per la retribuzione

Deputati della Regione Siciliana con stipendi da capogiro

Quello che era stato voluto dal governo Monti quale moralizzazione e contenimento dei costi della politica vale da Aosta a Reggio Calabria ma, forse a causa dello Stretto, si ferma sulla sponda di Scilla

La Sicilia resta al primo posto per la retribuzione dei suoi deputati. Roma fa le leggi ma a Palermo si trova sempre il cavillo giusto per aggirare le norme, santa Autonomia, e restare sempre a cavallo. Quello che era stato voluto dal governo Monti quale moralizzazione e contenimento dei costi della politica vale da Aosta a Reggio Calabria ma, forse a causa dello Stretto, si ferma sulla sponda di Scilla. Il decreto Monti ha fissato , infatti, paletti rigidi per gli stipendi dei deputati e i rimborsi ai gruppi parlamentari ma il testo varato, conti alla mano, non solo non prevede alcun taglio reale alle spese per il funzionamento dei gruppi e per quanto riguarda lo stipendio degli onorevoli sfora il tetto imposto da Monti e lascia aperta la porta a possibili aumenti.

Sul fronte del "trattamento economico dei deputati regionali si prevede un agganciamento a Palazzo Madama "nella misura pari all´80 per cento" dello stipendio dei senatori. La base da cui si parte per calcolare il futuro stipendio dei deputati regionali è di circa 16 mila euro lordi al mese, che ridotti del 20 per cento fanno 12.800 euro. Questo dovrebbe essere lo stipendio lordo massimo degli inquilini di Sala d´Ercole. Il decreto Monti fissa il tetto a 11.100 euro lordi ed ecco dunque l´evidente "sforamento".

Per i gruppi parlamentari il decreto Monti fissa in 5 mila euro il rimborso annuale al gruppo per ogni deputato iscritto ma i parlamentari regionali hanno risposto in corso "trasversale" che l´Ars non può accogliere questo articolo perchè mette a rischio il futuro degli 80 dipendenti dei gruppi parlamentari, che, tuttavia, sono già dipendenti dell´Ars per cui non si capisce bene quale sarebbe il loro rischio. Alla fine della storia l´unico taglio alle spese risulta la "riduzione del 20 per cento" di tutte le spese di funzionamento dell´Ars: in gran parte stipendi dei dipendenti. Per il resto si prega di ripassare alla prossima legge.