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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 848
PALERMO - 09/08/2013
Sicilia - Prevista anche la preapertura dal 1° al 14 settembre 2013 per il coniglio selvatico

In Sicilia caccia aperta dal 15 settembre

I cacciatori residenti in Sicilia potranno esercitare l’attività per un numero complessivo massimo di tre giornate settimanali a scelta, esclusi martedì e venerdì, nei quali l’esercizio dell’attività è vietato, da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto

Sono stati firmati dall´assessore alle risorse agricole e alimentari della regione Sicilia Dario Cartabellotta, una serie di decreti in materia di regolamentazione del prelievo venatorio per l´annata 2013- 2014.

E´ stato ritirato il calendario di recente decretazione (2013-2014) e si è proceduto ad nuova pubblicazione per la prossima stagione che tenga conto delle prescrizioni previste dal piano regionale faunistico venatorio 2013/2018 e del parere dell´Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Il decreto relativo al calendario di caccia 2013-2014 prevede che i cacciatori residenti in Sicilia esercitino l´attività per un numero complessivo massimo di tre giornate settimanali a scelta, esclusi martedì e venerdì, nei quali l´esercizio dell´attività è vietato, da un´ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.

Nel dettaglio, è stata prevista una preapertura dal 1mo al 14 settembre 2013 per il coniglio selvatico, all´interno della quale sono state poi individuate tre specifiche giornate da destinare alla tortora e 4 al colombaccio. L´apertura della stagione di caccia e´ stata invece fissata dal 15 settembre 2013 al 30 gennaio 2014, anch´essa distinta in specifici periodi da destinare alle diverse specie.

"Con questo provvedimento si conclude una lunga e tormentata stagione conflittuale tra mondo della caccia e quello ambientalista - afferma Cartabellotta - nell´ambito della quale l´amministrazione e´ stata costretta a mettere in atto le sentenze emesse dagli organi giurisdizionali. Abbiamo così coniugato le esigenze prioritarie di tutela del patrimonio faunistico - prosegue Cartabellotta - con le aspettative del mondo venatorio considerando che l´attività venatoria ha riflessi positivi sull´economia dei territori rurali".