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PALERMO - 27/06/2013
Sicilia - Coinvolto Francantonio Genovese, deputato del Pd, tra i politici più potenti nell’isola

Bufera Formazione: indagata l´intera famiglia Genovese

Un avviso di garanzia è stato emesso anche per la sorella di Genovese, Rosalia, e per il nipote del parlamentare, Marco Lampuri Foto Corrierediragusa.it

Un´intera famiglia indagata nell´inchiesta sulla formazione professionale in Sicilia. È quella di Francantonio Genovese (foto), deputato del Pd, tra i politici più potenti nell´isola, ispiratore della corrente "Innovazioni". Alle ultime primarie, Genovese, nella sua Messina, ottenne ben 19.520 preferenze su 24 mila votanti, quasi il doppio dei voti raccolti da Stefano Fassina a Roma. Per Genovese, e per il suo clan familiare, le accuse della Procura sono pesanti: associazione a delinquere, peculato e truffa. Oltre a Genovese, che è stato anche segretario del regionale del Pd ed ex sindaco a Messina, sono indagati Franco Rinaldi, deputato-questore del Pd all´Assemblea siciliana e le rispettive mogli, le sorelle gemelle Chiara e Giovanna Schirò.

Un avviso di garanzia è stato emesso anche per la sorella di Genovese, Rosalia, e per il nipote del parlamentare, Marco Lampuri. Tra i destinatari dei provvedimenti, notificati dalla guardia di Finanza, ci sono anche Nicola Bartolone, Graziella Feliciotto, Salvatore Natoli, Roberto Giunta e Concetta Cannavò. L´inchiesta della Procura di Messina riguarda i finanziamenti per la formazione professionale regionale per il periodo che va dal 2007 al 2013. Gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza sui corsi organizzati da enti professionali legati ai due parlamentari e su compravendite o cessioni di rami d´azienda tra questi enti. La Procura ha chiesto e ottenuto dal gip di Messina una proroga di sei mesi per volgere altre indagini.
"Ho assoluta fiducia nell´operato della magistratura", dice Genovese, "certo di potere dimostrare la correttezza della mia posizione".

"Con serenità affronto quindi questo momento, con la consapevolezza che le tutele garantite dal nostro ordinamento giudiziario a chi è indagato mi consentiranno di chiarire ogni aspetto della vicenda", afferma, mettendosi "a disposizione della magistratura sin da subito al fine di potere sgomberare il campo da qualsiasi ombra che riguarda il mio operato". Una botta per Genovese che arriva dopo la sonora sconfitta alle comunali di due giorni fa. Il suo candidato, Felice Calabrò, dopo aver fallito l´elezione al primo turno per soli 59 voti, ha perso il ballottaggio con Renato Accorinti, leader dei No ponte. Un risultato ritenuto "positivo" persino dal governatore Rosario Crocetta, che ha letto il dato politico come la sconfitta degli "apparati" contro l´avanzare dei movimenti "che stanno facendo la rivoluzione".


formazione dai soldi persi
27/06/2013 | 22.53.40
cento49

formazione professionale in Sicilia; una vegogna. Ed è vergognoso che politici avessero le mani in pasta, come sembra sia Genovese e compagni. Ha ragione Crocetta, che vuole mandare via tanti "affaristi" nella formazione. Formazione che da quando esiste ha dato lavoro forse solo a chi avrebbe dovuto formare, cioè a tipi come quelli indagati. Ed il grande Totò direbbe: "E io pago !!" Consiglirei a Crocetta ed al suo assessore di verificare, ad esempio, quanti parrucchieri o estetiste, dopo avere frequentato uno dei criticati corsi, hanno poi aperto un salone o sono stati assunti in qualche salone in attività; forse non più di 5 per ogni anno !!E verificare chi fa le lezioni: parrucchieri ed estetiste "abusive"?? O finte ?? O nessuna vera lezione ?? O dobbiamo pensare che chi si "diploma" poi fa l´abusivo ? Ed in atl caso, con i soldi pubblici abbiamo foraggiato gli abusivi ?? Ma nessuno si vergogna ??