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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 779
PALERMO - 15/06/2013
Sicilia - Sono i componenti della giunta Cuffaro e della commissione Sanità. C’è anche Innocenzo Leontini

Assunzioni "118": 17 deputati restituiranno 12 milioni

La condanna è stata già notificata ma c’è l’istanza di revocatoria in discussione a luglio

La vicenda delle assunzioni al «118» che ha portato alla condanna di 17 politici chiamati a restituire la somma complessiva di 12 milioni sarà discussa l’11 luglio in sede di revocatoria davanti alla Corte dei conti. I giudici contabili dovranno esaminare il ricorso presentato dagli interessati secondo i quali non vi sarebbe stato danno per la Regione, invitando così la Corte dei conti a rivedere la propria decisione sulla base di nuova documentazione e soprattutto di più dettagliati conteggi. Fino a quella data, dunque, nessuno dei deputati in questione restituirà nulla, anche se a ciascuno nei giorni scorsi è stata notificata la sentenza di condanna della Corte, con l’invito a provvedere alla restituzione della somma addebitata singolarmente anche perché la richiesta di sospensiva presentata da tutti è già stata rigettata. Si tratta di 12 milioni che dovranno restituire, quanto a 729mila euro gli ex componenti della giunta e della commissione competente: Totò Cuffaro, Antonio D’Aquino, Francesco Scoma, Francesco Cascio, Mario Parlavecchio, Giovanni Pistorio, Santi Formica, Nino Dina, Giuseppe Basile, David Costa, Giuseppe Arcidiacono, Giancarlo Confalone, Angelo Moschetto. La somma si riduce a a 598 mila euro per Fabio Granata, Carmelo Lo Monte, Michele Cimino, Innocenzo Leontini.

In pratica tutta la giunta Cuffaro e i componenti della Commissione sanità che nel 2005 con il voto decisero l’assunzione di 512 nuovi autisti soccorritori. Assunzioni che secondo i giudici contabili non rispondevano a esigenze di servizio ma a logiche clientelari. Gli interessati oppongono invece che non ci fu danno perché il tutto si ridurrebbe a un centinaio di lavoratori assunti per i quali però è stata prevista una riduzione delle ore (che sarebbero passate da 36 a 30), così di fatto annullando e comunque ridimensionando il presunto danno che non ammonterebbe più a 12 milioni. La differenza delle somme addebitate è dovuta al fatto che i primi avrebbero partecipato a due riunioni giunta in cui si decise l’assunzione; gli altri soltanto a una.