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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1041
PALERMO - 12/02/2013
Sicilia - Insediato un tavolo tecnico con i sindacati

Laboratori analisi: sospesa la protesta in Sicilia

Era stata innescata dal decreto dell’assesore regionale volto a recuperare subito le somme erogate dal 2007 in poi e non dovute ai titolari dei laboratori

L’assessore alla Sanità sospende il recupero delle somme ed i titolari dei laboratori di analisi hanno sospeso lo sciopero indetto per questa settimana. La decisione è arrivata ieri a conclusione di una lunga trattativa tra i rappresentanti sindacali e l’assessore Lucia Borsellino. La Borsellino ha annunciato ulteriori verifiche al fine di determinare le somme dovute dai lavoratori dal 2007 in poi. In merio all’adozione del nuovo tariffario l’assessore ha poi insediato un tavolo tecnico invitando le categorie a fare delle proposte. I titolari dei laboratori di analisi in Sicilia erogheranno pertanto i servizi senza far pagare i pazienti come avevano annunciato le varie sigle sindacali dopo la pubblicazione del decreto che stabiliva l’immediata recupero delle somme erogate ai laboratori di analisi dal 2007.

Il decreto
L’ assessore alla Salute Lucia Borsellino, con proprio decreto, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione, ha disposto il «ripristino, con effetto retroattivo, dei valori tariffari di cui al decreto assessoriale 1977 del 28 settembre 2007». Il che vuol dire che le strutture private dovranno restituire le somme, cioè diversi milioni di euro, ottenute in più rispetto a quelle previste dal citato decreto dell’allora assessore alla Sanità Lagalla che, in attuazione del piano di rientro 2007-2009, aveva recepito il relativo decreto ministeriale, tagliando le tariffe massime per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Quel decreto che, se applicato, avrebbe fortemente ridotto le entrate delle strutture private, attestate sulle tariffe predisposte negli anni precedenti, fu subito impugnato dagli interessati, che riuscirono ad ottenere dal Tar una sospensiva. Per cui la Regione dovette continuare a versare loro le somme stabilite col tariffario precedente. E, sebbene il ricorso fosse stato successivamente bocciato, quelle tariffe rimasero ugualmente in vigore perché la sentenza negativa del Tar fu immediatamente appellata.

Anche il Consiglio di giustizia amministrativa ha, però, dato torto ai rappresentanti della sanità privata e, ora che la sentenza è passata in giudicato, le somme percepite in più rispetto al tariffario predisposto dall’assessore Lagalla dovranno essere restituite. Un calcolo preciso non è stato ancora effettuato, ma sono centinaia i centri che nel quinquennio trascorso, o poco più, hanno ricevuto denaro per le prestazioni effettuate con tariffe doppie o quasi rispetto a quelle dovute in seguito al decreto assessoriale contestato.