Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 626
PALERMO - 09/02/2013
Sicilia - Appello del presidente della Regione per evitare lo sciopero

Analisi a pagamento, trattativa in corso

Chiesta ai titolari di laboratori e specialisti la restituzione di somme percepite dal 2007

Trattative in corso a Palermo tra l´assessore alla Sanità, Lucia Borsellino ed i sindacati di categoria dei laboratori di analisi privati per scongiurare la protesta annunciata del pagamento delle prestazioni a carico dei pazienti, pur in possesso delle ricette. Un incontro è stato programmato per oggi ed il sindacato ha pertanto congelato la protesta. Lunedì, giorno in cui sarebbe dovuta scattare la protesta, i pazienti potranno esibire le ricette e pagare solo il ticket dovuto. La situazione è tuttavia in evoluzione e lo sciopero per tutta la settimana, in mancanza di accordo, potrebbe essere confermato. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha rivolto un invito al sindacato perchè i pazienti siano tutelati. "L´agitazione non si ferma - ha dichiarato uno dei leader della protesta - ma tutto dipende da come andrà l´incontro con l´assessore. Saranno comunque garantite le cure per chi ha iniziato le cure prima della protesta, ai malati cronici ed agli anziani".

L´indizione dello sciopero
Da lunedì analisi a pagamento in tutta la Sicilia anche se il paziente è in possesso della ricetta medica. La protesta dei titolari di laboratori privati e degli specialisti convenzionati durerà per tutta la settimana. Qualsiasi analisi del sangue e ogni radiografia dovrà, dunque, essere pagata in contante e sarà a carico del paziente. E’ il primo atto di un braccio di ferro tra i privati e la Regione che potrebbe allargarsi ai titolari delle case di cura che hanno deciso, almeno per il momento, una linea più morbida. I titolari dei lavoratori e gli specialisti protestano perché dovranno restituire alla Regione tutte le somme percepite dal 2007.

L’assessore alla Salute Lucia Borsellino, con proprio decreto, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione, ha disposto il «ripristino, con effetto retroattivo, dei valori tariffari di cui al decreto assessoriale 1977 del 28 settembre 2007». Il che vuol dire che le strutture private dovranno restituire le somme, cioè diversi milioni di euro, ottenute in più rispetto a quelle previste dal citato decreto dell’allora assessore alla Sanità Lagalla che, in attuazione del piano di rientro 2007-2009, aveva recepito il relativo decreto ministeriale, tagliando le tariffe massime per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Quel decreto che, se applicato, avrebbe fortemente ridotto le entrate delle strutture private, attestate sulle tariffe predisposte negli anni precedenti, fu subito impugnato dagli interessati, che riuscirono ad ottenere dal Tar una sospensiva. Per cui la Regione dovette continuare a versare loro le somme stabilite col tariffario precedente. E, sebbene il ricorso fosse stato successivamente bocciato, quelle tariffe rimasero ugualmente in vigore perché la sentenza negativa del Tar fu immediatamente appellata.

Anche il Consiglio di giustizia amministrativa ha, però, dato torto ai rappresentanti della sanità privata e, ora che la sentenza è passata in giudicato, le somme percepite in più rispetto al tariffario predisposto dall’assessore Lagalla dovranno essere restituite. Un calcolo preciso non è stato ancora effettuato, ma sono centinaia i centri che nel quinquennio trascorso, o poco più, hanno ricevuto denaro per le prestazioni effettuate con tariffe doppie o quasi rispetto a quelle dovute in seguito al decreto assessoriale contestato.

Nella vicenda si è inserito subito l’ex presidente della commissione Attività produttive dell’Ars Salvino Caputo, deputato di Fratelli d’Italia, che ha presentato una mozione per impegnare il governo della Regione a revocare il decreto dell’assessore Borsellino pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. «Si tratta di un decreto –ha detto – con effetti devastanti per le strutture specialistiche, perché potrebbero essere messe sull’orlo del fallimento. Non solo hanno subito i disastri della precedente amministrazione e dell’ex assessore alla Sanità Massimo Russo, che ha portato alla chiusura e all’accorpamento delle strutture. Ora, se il governo non procederà immediatamente alla revoca del decreto, le strutture rischiano di essere costrette a restituire la metà di quanto ricevuto perché il decreto ha effetti retroattivi. «Una situazione –ha concluso il deputato di Fratelli d’Italia - che porterà al licenziamento di personale, alla perdita di posti di lavoro e alla chiusura di molti laboratori, con ulteriore conseguenze negative sull’economia».