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Giovedì 22 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 0:42
PALERMO - 19/09/2012
Sicilia - Indagine dell’Istituto Demopolis sulle intenzioni degli elettori

Sondaggi: 2 milioni di siciliani non vogliono votare

Dice il direttore dell’istituto di ricerca: "Un voto liquido, soggetto ad ampia variabilità, che rende la competizione di fine ottobre densa di incognite per l’intera classe politica regionale"
Foto CorrierediRagusa.it

E’ l’incertezza il sentimento dominante in Sicilia a 40 giorno dal voto. Il barometro politico dell’istituto Demopolis segnala un’area grigia del non voto che conta quasi due milioni di elettori ed altri 900 mila che non hanno ancora deciso cosa fare.

E’ una dimensione del fenomeno che non ha riscontri nell’ultimo decennio. Una vasta area che potrebbe decidere le sorti del governo siciliano. Pietro Vento, direttore dell’istituto Demopolis così riassume l’ultimo sondaggio: "La fluidità del consenso elettorale risulta oggi in Sicilia senza precedenti: un voto liquido, soggetto ad ampia variabilità, che rende la competizione di fine ottobre densa di incognite per l´intera classe politica regionale".

Se ci si recasse oggi alle urne, si assisterebbe ad un testa a testa tra Nello Musumeci (28%) e Rosario Crocetta (27%). Con Gianfranco Miccichè posizionato al 20% e Claudio Fava al 14%. Più distanziato Cancelleri all´8%. Dati, tutti, destinati a mutare durante la campagna elettorale anche perchè il peso delle liste collegate tornerà ad influire sul consenso dei candidati alla Presidenza. Molti elettori, inoltre, sceglieranno non hanno ancora le idee chiare e decideranno per chi votare soltanto negli ultimi giorni.

La partita, insomma, è aperta secondo il Barometro Politico Demopolis, come viene confermato dagli altissimi bacini di voto potenziale ottenuti dai candidati: dal 40% di Crocetta e di Musumeci, sino al 31% di Miccichè, al 29% di Fava ed al 18% del candidato del Movimento 5 Stelle.

Più penalizzati a causa di una minore visibilità mediatica gli altri competitor, il cui consenso, oggi attorno al 3 per cento potrebbe comunque crescere nelle prossime settimane.

"L´area dell´astensione – dice ancora Pietro Vento - si è oggi ulteriormente allargata, ben oltre la quota fisiologica, sfiorando i due milioni di elettori: cresce, in modo rilevante, il numero di quanti non si recherebbero alle urne per protesta, per sfiducia verso i partiti; ma si allarga pericolosamente anche il segmento di chi è convinto che il voto non serva, che la politica non sia più in grado di incidere sulla vita reale dei cittadini siciliani".

Importante il numero di chi ancora non ha dciso cosa fare il 28 ottobre. Sono 900 mila elettori, oltre un terzo degli aventi diritto al voto che sono ancora alla finestra. Lo scenario che si presenta oggi è dunque di grande incertezza e frammentazione così come emerge dall´analisi di Demopolis. Ai partiti in questi 40 giorni toccherà il compito di riconquistare la fiducia degli incerti e degli astensionisti dando loro valida ragione per recarsi alle urne.