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Giovedì 26 Aprile 2018 - Aggiornato alle 0:08
PALERMO - 26/07/2012
Sicilia - Quando non c’è davvero limite alla decenza...

Stipendi deputati Ars in ritardo ed è subito rivolta

Secondo i calcoli ogni 30 giorni la Regione manda all’Assemblea i soldi degli stipendi: a giugno ha trasferito 12 milioni di euro, mentre a luglio ne ha «passati» soltanto cinque Foto Corrierediragusa.it

A causa della crisi di liquidità la Regione Sicilia non ha trasferito in tempo i fondi per i pagamenti ai 90 deputati e ai dipendenti dell´Assemblea regionale siciliana e quindi lo stipendio del mese di luglio non è arrivato. Se ne riparlerà ad agosto. Secondo i calcoli ogni 30 giorni la Regione manda all´Assemblea i soldi degli stipendi: a giugno ha trasferito 12 milioni di euro, mentre a luglio ne ha «passati» soltanto cinque. E anche per i dipendenti andati in pensione ci saranno ritardi nel tfr. Per quanto riguarda i parlamentari la cifra si aggira intorno ai 13mila euro netti.

Per questo leggero ritardo si è già levata alta la protesta dei deputati. E cosa dovrebbero dire allora le migliaia di dipendenti che (se scampano al licenziamento) vivono come "routine" la ormai cronica incertezza sull´erogazione degli stipendi (ben più miseri di quelli dei deputati) con ritardi accumulati anche fino a 8 mesi?

«TRATTATI PEGGIO DEI FORNITORI»
Il presidente dell´Ars (ed ex assessore) Francesco Cascio comprende che i ritardati trasferimenti siano collegati «alle più complessive difficoltà economiche», ma passa all´attacco: «L´assessore all´Economia Gaetano Armao tratta l´Ars alla stregua di un qualunque fornitore, o di un ente. Ma l´Ars è un organo istituzionale di valenza costituzionale e di conseguenza l´erogazione dei trasferimenti è sempre stata effettuata d´ufficio. Da quando c´è lui si tende a stravolgere questo concetto, e quindi l´Ars passa in coda rispetto ai fornitori, e questo non è possibile. Per Totò Cordaro, vicecapogruppo del Pid, è incomprensibile che «gli assessori, non eletti, ricevano puntualmente gli stipendi e le loro indennità e i parlamentari no». In generale i deputati si schierano con gli altri dipendenti («che vivono di stipendio»). I 90 deputati siciliani costano alla Regione circa 21 milioni l´anno, i 300 dipendenti dell´Assemblea circa 40 milioni.

«LO STATO NON PUÒ AUMENTARE I CONTROLLI»
Nel frattempo il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda ha replicato a un´interrogazione della Lega rispetto ai conti della Regione Sicilia spiegando che la richiesta di incrementare i controlli della spesa dell´Ente «incontra il limite delle garanzie derivante dallo Statuto di autonomia che non consente l´ingerenza dello Stato oltre i confini stabiliti dalle norme stesse. Allo Stato non sono consentiti controlli di merito sull´efficienza e efficacia della spesa».