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Mercoledì 18 Luglio 2018 - Aggiornato alle 22:44
PALERMO - 31/05/2012
Sicilia - Dopo la batosta elettorale nuovi scenari nel centro destra

Listone unico di Leontini per la presidenza della Regione

Anche Nino Minardo in sintonia. "A Montecitorio mi sento un pesce fuor d’acqua"
Foto CorrierediRagusa.it

Fuga dal Pdl. I risultati delle ultime amministrative ha liquefatto il partito a tutti i livelli ed ognuno è alla ricerca di spazi. Berlusconi ha sconfessato Angelino Alfano, il segretario voluto ed imposto proprio dal cavaliere, ed ha implicitamente dato il rompete le righe ai suoi alla ricerca del consenso che fu.

Una volta si chiamavano liste «fai da te», oggi si chiamano liste civiche o listoni, l’ultima invenzione della politica che cerca di presentarsi con l’abito pulito della festa. E’ l’ultima idea di Berlusconi per non disperdere quello che resta del patrimonio di voti nel centro destra. Nello Dipasquale, bisogna dargliene atto, ci ha pensato in anticipo ed ora è avanti a tutti. Il suo «Territorio» non è altro che una lista civica che raccoglie moderati del centro destra e soprattutto i disamorati del Pdl e la gerarchia, da Alfano per arrivare a Leontini.

Proprio Innocenzo Leontini, da molti indicato come il candidato del campo moderato per la presidenza della Regione del dopo Lombardo, è in libera uscita dal Pdl. «Perché no – ha detto in conferenza stampa – Penso ad un nuovo soggetto politico dove i partiti e i movimenti moderati escano dalle loro sigle ossidate per attivare un dialogo che porti ad un progetto comune.

Auspico che per le prossime elezioni regionali si crei un movimento – ha aggiunto Leontini - una marcia comune, una progettazione che deve ripartire dal dialogo tra le forze politiche moderate tra le quali oggi il dialogo è difficile, sia perchè i rapporti a livello nazionale sono difficili, sia perchè si sono resi difficili nel corso della legislatura».

Insomma, partono le grandi manovre in vista della corsa a governatore della Sicilia. Un´apertura ´´senza preclusioni - per Leontini - all´Udc affinchè torni ad intraprendere un dialogo con i moderati, a Grande Sud, laici, riformisti e pezzi dell´Mpa´».

E spiega – «L´Mpa, come sigla, e´ quella ribaltonista, ma nell´Mpa post-ribaltone, composto da chi vuole decidere di tornare al blocco moderato, ci sara´ chi deciderà di essere nostro interlocutore´´. Insomma, secondo l´esponente pidiellino, ´´bisogna ricostruire un blocco riformista con le forze laiche e cattoliche che prima del ribaltone hanno ottenuto il consenso elettorale dei cittadini». Un listone unico dunque con gli ex Pdl, Pid, e Grande Sud. Leontini fa le prove per la sua corsa a presidente ma della lista civica è convinto anche Nino Minardo che dopo quattro anni di Montecitorio ha scoperto di essere un «pesce fuor d’acqua».

Dice Minardo: "Mi sono scontrato con la mia voglia di fare, la mia educazione e la mia formazione fondata sul pragmatismo, con alchimie e sistemi d’intervento che sono fatti di manfrine, meline, sotterfugi e che hanno completamente stancato il Paese reale! Dobbiamo tornare a parlare con la gente ma, soprattutto, dobbiamo ascoltarla. E’ un problema serio ed io me lo pongo come unico obiettivo». Meglio tardi che mai, ma funzionerà?

(nella foto: da sin. Innocenzo Leontini, Nino Minardo)