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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 821
PALERMO - 01/04/2012
Sicilia - Il documento dovrà essere approvato entro il mese altrimenti tutti a casa

Regione senza bilancio, prorogato esercizio provvisorio

Il Pdl ha chiesto le dimissioni dell’assessore Armao mentre Lombardo deve pensare ai suoi guai giudiziari Foto Corrierediragusa.it

Non è servito lavorare di sabato. I 90 deputati dell’Ars sono rimasti a Palermo piuttosto che nelle loro circoscrizioni, ma invano. La manovra finanziaria del governo Lombardo è stata rinviata di un mese e quindi il via all’esercizio provvisorio è stato una scelta obbligata.

Alla fine del mese tuttavia non ci saranno altre possibilità perché se la maggioranza non varerà la manovra finanziaria si andrà al commissariamento della Regione con relativo scioglimento dell’Ars, decadimento del presidente e nuove elezioni entro tre mesi. Lombardo deve dunque superare gli scogli che si sono frapposti all’approvazione della manovra ed ha tre strade di fronte a sè: accordo con il governo nazionale, ricorso al mutuo o tagli drastici alla spesa. E su queste ipotesi lavorerà il presidente insieme ai suoi assessori.

Sul bilancio della Regione affiorano tra l´altro molti dubbi legati alle entrate, come ha fatto rilevare già il commissario dello Stato che ha bocciato buona parte dei capitoli di entrata iscritte in bilancio.

Le opposizioni non hanno mancato di rilanciare la battaglia politica nei confronti della giunta Lombardo ed Innocenzo Leontini, capogruppo Pdl, è stato in prima fila chiedendo le dimissioni dell’assessore al Bilancio Gaetano Armao.

«Dopo aver presentato un bilancio assolutamente falso – ha detto il deputato ispicese - Armao è tornato sui suoi passi ammettendo che il so bilancio era mendace e falso». Michele Cimino, Forza del Sud, rilancia: «Spettacolo indegno del governo tecnico che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza».

Per Raffaele Lombardo (nella foto) è certamente un momentaccio. Dal punto di vista personale deve confrontarsi con i suoi guai giudiziari ed entro questo mese dovrà prendere una decisione sul suo futuro alla luce della richiesta di imputazione coatta da parte del Gip di Catania per l’operazione Iblis.

Sul fronte politico l’esercizio provvisorio è un passo falso e complica la vita al governo preso di mira da tutte le parti a cominciare da precari, forconi ed operai Gesip che stazionano con continuità sotto il palazzo dei Normanni.

La vicenda giudiziaria di Raffaele Lombardo

O dentro o fuori. Entro la fine del meseRaffaele Lombardo deciderà il suo futuro. O meglio si adeguerà alle decisioni che verranno dal palazzo di giustizia di Catania dove il Gip ha chiesto l’imputazione coatta per associazione mafiosa per il presidente e per il fratello Angelo nell’ambito dell’operazione Iblis.

Se la richiesta di rinvio a giudizio sarà accolta Raffaele Lombardo si dimetterà. Lo ha annunciato ieri in una giornata convulsa e dopo tutte le dichiarazioni che sono arrivate da ogni parte politica. Lombardo si è deciso a rendere pubblica la sua determinazione anche dietro consiglio dei suoi assessori – magistrati e per togliere dalle spine i suoi alleati più fedeli, come il duo Pd Cracolici –Lumia che sono i maggiori sponsor del governo. Lombardo ha chiesto il rito abbreviato e la decisione del tribunale arriverà certamente entro il mese per cui si aprono scenari imprevisti alla Regione.

Una prima ipotesi è quello del passaggio del testimone da parte del presidente ad uno dei suoi assessori più fidati; molti indicano l’attuale assessore alla sanità Massimo Russo attorno al quale cresce sempre più il consenso nonostante una riforma sanitaria che ha tagliato a destra ed a manca. C’è poi la seconda ipotesi delle elezioni che è quella più accarezzata nelle stanze dell’assemblea. Un appuntamento elettorale che potrebbe essere fissato già in autunno e che farebbe partire da subito la campagna elettorale.

E’ uno scenario che tra l’altro salverebbe il posto di venti deputati visto che sembra difficile che entro l’autunno il Parlamento nazionale riesca ad approvare la legge che porta da 90 a 70 i seggi all’Ars.

IL FATTO
Respinta la richiesta di archiviazione ed imputazione confermata per il presidente della Regione Raffaele Lombardo (foto) accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Catania Luigi Barone, che ha detto no alla richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica, ed ha disposto l´imputazione coatta per il governatore e per suo fratello Angelo, deputato nazionale dell´Mpa. Il Gip ha depositato la sua decisione dopo le tre udienze nel corso delle quali aveva chiesto agli avvocati dell’accusa e della difesa chiarimenti rispetto a tutto il materiale prodotto dalla Procura.

La decisione del Gip apre in modo clamoroso inchiesta Iblis e dà ragione ai magistrati della Procura titolari del’inchiesta che avevano chiesto in prima istanza il rinvio a giudizio per il presidente della Regione. Il reggente della procura catanese Patanè tuttavia aveva stralciato la posizione di Raffaele ed Angelo Lombardo ritenendoli solo responsabili di voto di scambio semplice di fatto depotenziando il «caso». Anche il nuovo procuratore Giovanni Salvi aveva deciso di proporre l’archiviazione del procedimento a carico dei fratelli Lombardo ma la decisione del Gip riapre ora tutta la vicenda; il giudice per le indagini preliminari ha chiesto alla Procura di formulare in tempi brevi il capo di accusa a carico di Raffaele ed Angelo Lombardo.

LOMBARDO: "MAI CHIESTO VOTI O FAVORI AI MAFIOSI"
«Non ho mai chiesto favori e voti ai mafiosi». Lo dice il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, commentando con i giornalisti l’ordinanza del gip di Catania che ha deciso nei suoi confronti l’imputazione coatta in concorso esterno in associazione mafiosa. «Non mi aspettavo questa ordinanza del gip ma sono sereno e rispettoso del lavoro dei magistrati», dice Lombardo. «Dimissioni nella peggiore delle ipotesi? «La peggiore delle ipotesi non esiste, quello che esiste è la verità. E io su questa vicenda scriverò un memoriale».

LE REAZIONI
Il capogruppo democratico all’Ars Antonello Cracolici parla di «una nuova puntata della telenovela». Cracolici frena, ma avvisa il presidente. «Adesso – spiega il capogruppo del Pd – toccherà ad un altro giudice pronunciarsi sull’eventuale rinvio a giudizio». Insomma: il governatore non è ancora sotto processo. Ma le conseguenze di un rinvio a giudizio sarebbero una crisi immediata. «Per quel che mi riguarda – prosegue Cracolici – il Pd sarà coerente con quello che abbiamo sempre detto: di fronte ad un rinvio a giudizio per fatti di mafia, interromperemo il sostegno al governo. Ma, ripeto, ci toccherà vedere ancora altre puntate prima che la telenovela finisca».

Sel, invece, si spinge a chiedere le dimissioni del governatore. «La Sicilia – scrive in una nota il segretario regionale Erasmo Palazzotto – non può avere un presidente sotto processo per concorso esterno in associazione mafioso. Raffaele Lombardo si deve dimettere, solo questo gesto potrebbe ridare dignità alla politica nella nostra regione». Per Sel, il Pd deve «chiudere definitivamente questa pagina oscura della storia siciliana. Non è possibile dirsi forza del cambiamento e allo stesso tempo sostenere col proprio voto un governo su cui grava l’ombra del compromesso con la mafia».

Fabio Granata e Carmelo Briguglio, rispettivamente vice coordinatore nazionale e coordinatore regionale di Fli in Sicilia, dichiarano: "Conosciamo Raffaele Lombardo e sappiamo, anche dai suoi atti di governo condivisi da assessori come Caterina Chinnici e Massimo Russo, che è persona ben diversa sia del maestro della Santelli, Cesare Previti, sia dall´ex ministro Romano e dai suoi amici come Pippo Gianni e si comporterà anche in questa circostanza con correttezza e coerenza rispetto alla complessa vicenda giudiziaria che lo riguarda, se e quando dovesse perfezionarsi il rinvio a giudizio".


LO SCRITTORE
31/03/2012 | 19.44.18
sanciopancia

Poiché Lombardo, nel caso di rinvio giudizio, si propone di scrivere un libro non è escluso che riesca a farsi dare anche il Premio Strega. Se gli amici degli amici gli dànno una mano, nel Ninfeo di Villa Giulia... In fondo anche qui si tratta di elezione col voto segreto...