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PALERMO - 20/05/2011
Sicilia - Lo ha deciso l’Assemblea regionale siciliana

Il dialetto siciliano si studierà nelle scuole per legge

Saranno interessate le elementari, le medie e gli istituti superiori Foto Corrierediragusa.it

Latino, inglese, matematica e siciliano. Si studierà il dialetto nelle scuole dell´Isola. L´Assemblea regionale ha approvato ieri sera la legge che istituisce il "siciliano" tra le materie da studiare. Il testo è stato presentato dal deputato del Movimento per l´autonomia Nicola D´Agostino.

Approvazione bipartisan per la norma, in linea col nuovo clima di dialogo tra maggioranza e opposizione che si respira nel parlamento regionale, che sempre ieri sera ha varato la legge sulla formazione professionale per la gestione del personale in esubero negli enti.

"Siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni - commenta a caldo il governatore Raffaele Lombardo - Per questo sono orgoglioso di questa legge che preserva il nostro immenso patrimonio storico e letterario, ponendo le premesse per renderlo parte integrante dei processi formativi delle nuove generazioni".

La legge prevede l´insegnamento delle nuove materie nelle scuole elementari, medie e superiori. Toccherà adesso all´assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, concordare con gli organismi scolastici le forme per applicare la legge nelle scuole, attraverso il coinvolgimento dei dirigenti e dei docenti. "Si tratta di una norma a costo zero per la Regione siciliana - dice il parlamentare D´Agostino - perché le materie che saranno proposte rientreranno nelle quote degli attuali piani obbligatori di studio riservate dalla legge Moratti alle Regioni, senza aumento dell´orario scolastico".

Il provvedimento è stato votato anche dall´opposizione. Per il capogruppo di Forza del Sud, Titti Bufardeci, "questa legge non fa che regolamentare una disposizione che il governo nazionale ha diramato ed è importante per far conoscere nelle scuole siciliane la storia e la lingua siciliana". Dice il vicecapogruppo del Pdl, Salvo Pogliese: "Essere fieri delle proprie radici è la migliore testimonianza della valenza culturale di un popolo".

Repubblica.it