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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1046
PALERMO - 22/12/2010
Sicilia - Palermo: duro colpo per oltre 26 mila precari

Il commissario dello Stato rovina il Natale ai precari

Per accedere a posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione, sostiene nella sua motivazione Demetrio Messineo, bisogna garantire una selezione trasparente e comparativa, basata sul merito ed aperta a tutti i cittadini

Il commissario dello Stato rovina il Natale ai precari siciliani. Per accedere a posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione, sostiene nella sua motivazione Demetrio Messineo, bisogna garantire una selezione trasparente e comparativa, basata sul merito ed aperta a tutti i cittadini. «Il rispetto di tale criterio è condizione necessaria per assicurare che la Pubblica Amministrazione risponda a principi di democrazia dell’efficienza e dell’imparzialità».

Per oltre 26 mila precari è un colpo che sarà difficile da sopportare dopo che l’Ars aveva dato il via libera ai contratti a tempo indeterminato nella seduta di giorno 14. L’ufficio del commissario dello Stato ha censurato l’articolo 1, i commi 2,4 e 7 dell’articolo 6 e l’articolo 11 perché non in sintonia con le procedure previste dalle leggi statali che vogliono i concorsi pubblici per l’accesso ai ruoli nella pubblica amministrazione. Spiega il commissario: "Il concorso pubblico è innanzitutto, condizione per la piena realizzazione del diritto di partecipazione all´esercizio delle funzioni pubbliche da parte di tutti i cittadini e la procedura consente ai cittadini di accedere ai pubblici uffici in condizione di uguaglianza e senza altre distinzioni che quella delle loro virtù e dei loro talenti".

Il concorso, inoltre, impedisce che il reclutamento dei pubblici impiegati avvenga in base a criteri di appartenenza politica e garantisca, in tal modo, un certo grado di distinzione fra l´azione del governo, normalmente legata agli interessi di una parte politica e quella dell´amministrazione, vincolata invece ad agire senza distinzione di parti politiche, al fine del perseguimento delle finalità pubbliche previste nell´ordinamento".

La conclusione del commissario dello Sato suona quasi come un monito all’esercito dei precari ma soprattutto per la classe politica che ha inteso sanare con una legge un problema tutto siciliano "Il concorso è il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni di imparzialità ed al servizio esclusivo della nazione".