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PALERMO - 08/11/2010
Sicilia - Palermo: i dati del centro studi del sindacato

La Sicilia è sempre più povera secondo il sondaggio Cgil

In Sicilia inoltre ci sono un milione e 107 mila famiglie, quasi il 59 per cento, che ritengono insufficiente il proprio reddito

Sempre più in crisi, sempre più poveri. La realtà siciliana non induce ad ottimismi di sorta alla luce di due ultime ricerche effettuate nell’isola. Al di là dei numeri che emergono la situazione di disagio economico e quindi sociale è palpabile e richiede interventi radicali nel sistema. Emerge dunque che quasi la metà delle famiglie siciliane considera peggiorata la propria condizione economica negli ultimi due anni.

Il 47,6 per cento è insoddisfatto del proprio tenore di vita e solo nove mila famiglie ritiene ottime le proprie risorse economiche, mentre solo 53 mila famiglie la ritengono migliorata. In Sicilia inoltre ci sono un milione e 107 mila famiglie, quasi il 59 per cento, che ritengono insufficiente il proprio reddito. A corroborare questi dati arriva l’indagine del Cefdos, il centro studi della Cgil, secondo la quale il 40,3 per cento della popolazione siciliana ha un reddito talmente basso da potere essere considerato povero o prossimo alla povertà. La Sicilia, inoltre, si presenta oggi come una delle regioni italiane, tutte del Mezzogiorno, con grandi disuguaglianze nella distribuzione del reddito.

L´indagine del Cerfdos rivela che su 2 milioni 700mila famiglie in Italia che si trovano nella soglia della povertà relativa, il 18 per cento pari a 480 mila famiglie, sono in Sicilia. L´andamento della cassa integrazione peraltro, secondo la Cgil, "segnala che la crisi è ancora in atto con tendenza in Sicilia ad aggravarsi". Il Cerdfos rileva infatti che tra gennaio e settembre 2010 a livello nazionale la cassa integrazione è aumentata del 50,5 per cento, mentre in Sicilia il dato è del 53,5 per cento. Quanto alla sperequazioni economiche e sociali, il centro studi della Cgil segnala che la Sicilia si distingue per "reddito medio tra i più bassi d´Italia e maggiore concentrazione della ricchezza».